Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Lug 21, 2017

L’economia in classe. Come raccontare bene l’economia ai ragazzi | Il libro

Non solo un manuale, molto di più di un libro di economia, piuttosto una bussola per educatori ed insegnanti, un format per fare lezione in classe. Ne parliamo con Pietro Raitano, direttore della rivista mensile Altreconomia e coautore del volume (insieme a Duccio Facchini e Luca Martinelli)

Speculazione, debito pubblico, austerità ma anche energia rinnovabile, difesa del suolo, in una sola parola: economia.
Una parola che spesso un ragazzo che non frequenta un corso di studi specifico fatica a capire e che anche molti insegnanti non trovato facile spiegare. A dare loro una mano ci hanno pensato tre giornalisti competenti come Duccio Facchini, Luca Martinelli e Pietro Raitano, direttore della rivista mensile Altreconomia.

I tre a seguito dell’esperienza “Cambiamo registro” che ha messo a disposizione delle scuole i giornalisti della redazione di “Ae” per realizzare incontri negli istituti, hanno deciso di scrivere. L’economia in classe. Come raccontare bene l’economia ai ragazzi (edito da Altreconomia)Un manuale per educatori ed insegnanti che fornisce una bussola, un format per fare lezione in classe.

Una vera e propria pedata all’ignoranza su questo tema che permette a qualsiasi docente di affrontare alcune tematiche in classe nel corso di due ore di lezione a tema

economia

Che cos’è la finanza. E il debito?

Un esempio: la finanza internazionale e il debito. Il modulo proposto dai tre propone un obiettivo: cercare risposte alle domande che cos’è la finanza? Perché può condizionare il lavoro, i salari, le pensioni? Che cos’è il debito pubblico, e perché ci riguarda? In seconda battuta viene proposto un caso molto concreto e semplice: Paolo è un ottimo cuoco. E’ veloce, sa ottenere piatti deliziosi da pochi ingredienti. Conosce le ricette tradizionali, ma nonostante l’età ha anche molta inventiva. In più sa come non sprecare il cibi, ha buon gusto in fatto di bevande e vini. Soprattutto, ha trovato un locale messo in affitto, nel posto giusto della città. Insomma ha una buona idea per fare un ristorante, che magari può avere successo. Ma non ha i soldi per l’anticipo dell’affitto, per i lavori di ristrutturazione, per comprare la cucina e gli arredi. Che si fa in casi come questo? Ecco la risposta dei nostri esperti che provano a spiegare come la finanza metta in contatto chi ha i soldi con chi ne ha bisogno.

…e i derivati

Ma non solo. Nel manuale vengono spese parole per spiegare ai ragazzi il concetto di derivati di cui abbiamo sentito per tanto tempo parlare. Ma nessuno immagini questo libro come una sorta di dizionario dell’economia perché è molto di più: il direttore di Altreconomia e i suoi colleghi, gente che conosce perfettamente i legami che vi sono con l’economia, si avventurano in macrotemi come le migrazioni, il clima, l’agricoltura biologica, la mobilità sostenibile, i viaggi di turismo responsabile, l’acqua.
Questioni che permettono di comprendere che il cambiamento avviene anche attraverso delle scelte personali, a partire da quando entriamo in un supermercato a fare la spesa.

15 argomenti

Un viaggio tra quindici argomenti di estrema attualità con note e contenuti che diventano uno strumento con il quale lavorare in classe o iniziare ad approfondire questa tematica che non sempre viene affrontata. Basti pensare che quando un ragazzo prende in mano un giornale arrivato alle pagine che riguardano l’economia le salta a pie pari. Abbiamo chiesto a Pietro Raitano qualche informazione in più sul suo libro.

Come nasce questa idea?
«Nel 2015 quando abbiamo iniziato l’avventura di “Cambiamo registro” i temi erano tutto sotto la luce della cronaca e noi non sapevamo se ci fosse un modo “giusto” o un unico modo di spiegare ai ragazzi le questioni come la globalizzazione o la finanza internazionale. Che cosa gli poteva interessare della filiera di un prodotto equo solidale se i loro genitori fanno la spesa al supermercato?».

E invece li avete conquistati?
«Abbiamo trovato dei giovani affamati di questi argomenti, curiosi, interessati. Ci siamo accorti che l’economia diventa ostica perché nessuno la spiega loro. E’ necessario iniziare invece proprio dalle aule delle scuole, dai luoghi d’apprendimento dove si ha la possibilità di fare domande e dove i ragazzi dovrebbero ottenere risposte».

Che metodo avete utilizzato alla fine?
«Siamo partiti dalle loro esperienze, da uno schema narrativo. Abbiamo cercato di tirar fuori ciò che tocca la loro quotidianità, la loro vita, la loro esistenza. Abbiamo lavorato molto sul loro portato e su ciò che già avevano messo in campo con gli insegnanti».

A cosa serve un libro come il vostro?
«E’ un vademecum per un insegnante, per un genitore, per un educatore che vuole affrontare con i ragazzo temi complessi e drammatici che non possono comunque essere elusi, essere lasciati da parte soprattutto di fronte al futuro che spetta a queste generazioni. Sapere l’Abc dell’economia è necessario per affrontare ogni percorso di studio».

Che suggerimento puoi dare a chi decide di affrontare questi argomenti?
«Non bisogna fermarsi mai alle semplificazioni. I ragazzi prendono istintivamente delle posizioni ma noi dobbiamo fornire loro informazioni corrette per affrontare la complessità degli argomenti cercando di essere oggettivi che non significa affatto rimanere neutrali. Tutto questo è possibile se a parlare con i ragazzi ci sono persone esperte, informate, che si sono preparate….magari proprio con il nostro manuale».