Sara Riboldi

Sara Riboldi

Mag 11, 2018

Università, 18 milioni per i dottorati innovativi al Sud. Al via il bando

Il bando riguarda le regioni del Mezzogiorno e prevede esperienze all'estero e in industria. Le Università potranno presentare domanda dal 15 maggio fino al 15 giugno

Sono stati stanziati oltre 18 milioni di euro per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale da attuare negli atenei statali e non statali nelle otto regioni del Mezzogiorno meno sviluppate e in transizione.

Requisito fondamentale l’esperienza all’estero e nelle imprese dei dottorandi.

Un bando per il Mezzogiorno

Il MIUR ha emanato il bando per l’attuazione delle misure per il sostegno del capitale umano previste all’interno del Programma Operativo Nazionale FSE.FESR ‘Ricerca e Innovazione 2014-2020’. L’obiettivo principale è il rafforzamento dell’alta formazione e la specializzazione a livello di dottorato “in coerenza con i bisogni del sistema produttivo nazionale e con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014 – 2020 approvata dalla Commissione europea”. Il bando include anche i fabbisogni relativi alla trasformazione del manifatturiero di Industria 4.0 e i temi della formazione nel settore dei big data. In particolare saranno destinati 15.873.591,86 euro alle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 2.132.458,71 euro alle regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), per un totale pari a 18.006.050,57 euro.

Presentazione delle domande dal 15 maggio

Le Università potranno presentare domanda per via telematica attraverso la piattaforma on line del MIUR a partire dalle ore 15.00 del 15 maggio 2018 fino alle ore 15.00 del 15 giugno 2018. A partire dal 16 maggio sarà disponibile un servizio di assistenza tecnica informatica (help desk) al numero 051 6171691 e all’indirizzo [email protected] Il punteggio sarà assegnato sulla base di specifiche valutazioni che riguarderanno fra le altre cose il tema della ricerca, il grado di innovazione e fattibilità tecnica, l’impiego dei risultati e delle ricadute dell’attività di ricerca per l’accrescimento delle abilità del dottorando sia durante l’esperienza in azienda sia all’estero e la modalità formativa all’Università. Saranno finanziate le proposte di progetti il cui punteggio di valutazione ottenuto non sia inferiore a 65/100.

I requisiti

Potranno presentare domanda di finanziamento le Università statali e non statali riconosciute dal MIUR che abbiano sede nelle regioni oggetto d’intervento. La volontà, insomma, di potenziare la strategia di sviluppo del Mezzogiorno è evidente. Ci sono però altri criteri fondamentali per poter presentare la domanda e rientrare così nella fase di valutazione. Intanto, la durata complessiva pari a tre anni e le aree tematiche coerenti con le traiettorie di sviluppo individuate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente 2014-2020. Bisogna prevedere poi periodi di studio e ricerca in imprese che svolgano attività industriali dirette alla produzione di beni o servizi da un minimo di sei a un massimo di 18 mesi, con previsione di ricadute – successive al conseguimento del dottorato – sia sul tessuto produttivo dei territori interessati dal programma sia occupazionali. Tale criterio mira a qualificare anche in senso industriale le esperienze formative e di ricerca, in un’ottica di sinergia tra industria e ricerca che oggi è importantissima per la crescita economica e sociale del Paese.

È il dialogo tra ricerca e azienda che infatti può portare ai risultati migliori e ricercatori versatili. In questo senso vale anche il criterio per cui le Università dovranno garantire il coinvolgimento delle imprese nella definizione del percorso formativo nell’ottica di collaborazione più ampie con gli atenei. Altro criterio riguarda la previsione di periodi di studio e ricerca all’estero da un minimo di 6 a un massimo di 18 mesi, anche in questo caso in un’ottica di sinergia con altre importanti realtà internazionali. Le Università dovranno anche assicurare che il dottorando possa usufruire di qualificate strutture operative e scientifiche per la sua attività di ricerca, oltre che garantire la proprietà intellettuale. Infine, dovrà essere garantito il rispetto di sostenibilità ambientale, sviluppo sostenibile, pari opportunità e accessibilità per le persone disabili.

 

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