Italia seconda al mondo per ore di coding a scuola. E Giannini rilancia Programma il Futuro

Al via la seconda edizione del progetto del Miur per la diffusione del coding nelle scuole. Il ministro Giannini punta a coinvolgere 1 milione di studenti entro l’anno, ed a portare la programmazione in tutte le elementari nei prossimi 5 anni

Filippo ha 7 anni e il suo gioco preferito è quello di “costruire i fiori con il pc e farci volare sopra le api”. Alessia ha appena cominciato la quinta elementare, e a scuola ha imparato a far volare gli “Angry birds per condurli dal maialino senza farli sbattere contro gli ostacoli”. Filippo e Alessia sono solo due degli oltre 300 mila bambini che lo scorso anno hanno frequentato i corsi di coding nella loro scuola. I numeri realizzati da progetto “Programma il Futuro” del Ministero dell’Istruzione, infatti, sono incoraggianti: con 1 milione e 600 mila ore di programmazione, l’Italia, lo scorso anno, ha raggiunto il secondo posto al mondo, dopo gli Stati Uniti, per diffusione di coding tra i banchi. E il prossimo anno si bissa, anzi, si triplica, stando a quanto dichiarato stamane dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, durante la presentazione del seconda edizione di Programma il Futuro alla Camera dei Deputati. “L’obiettivo è ambizioso – ha detto Giannini – vogliamo coinvolgere il prossimo anno 1 milione di studenti nei corsi di coding, e nei prossimi 5 anni portarlo in tutte le scuole primarie”. 

programma il futuro

Cos’è

Programma il Futuro riprende l’iniziativa della “hour of code”, l’ora di programmazione, avviata dal sito code.org negli Stati Uniti, e che ha portato a programmare, secondo il fondatore del sito e Ceo di code.org Hadi Partovi 10 milioni di studenti negli Usa. L’Ora del Codice è la modalità base di avviamento al pensiero computazionale. In molte parti del mondo durante le settimane tra il 10-18 ottobre e 7-13 dicembre si svolgono attività di promozione del coding. Si può svolgere una lezione tradizionale di pensiero computazionale oppure una “lezione tecnologica” che consiste in vari giochi, dal Labirinto di Angry Birds a Frozen, dal gioco dell’Artista a quello di Disney Infinity. La modalità avanzata di Programma il Futuro consiste in un corso strutturato di coding da ripete nel corso dell’anno. Ogni scuola può partecipare nella modalità che vuole.

Informatica per tutti

Programma il Futuro è stato lanciato a settembre 2014 dal MIUR in collaborazione col CINI  (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica). Durante l’anno scolastico 2014/2015, sono state coinvolte 2083 scuole, 16.836 classi, quasi 310 mila studenti e 5.011 insegnanti. “Insegnare informatica nelle scuole è sempre stato un fallimento – ha commentato Giorgio Ventre, professore dell’Università di Napoli Federico II e coordinatore del progetto per il CINI insieme a Enrico Nardelli dell’Università di Roma Tor Vergata – soprattutto per una certa chiusura della comunità accademica. Niente di più sbagliato: l’informatica è per tutti”.

L’ora di coding come l’ora d’inglese

Anche Stefania Giannini ha sottolineato come la programmazione non sia da intendersi come una materia per specialisti, ma una competenza trasversale, che serve ai bambini indipendentemente da quello che decideranno di fare nel futuro. Il ministro l’ha chiamata “rivoluzione epistemologica” della scuola: “Abbiamo alcuni stereotipi da abbattere – ha detto nel suo intervento nella Sala della Regina della Camera – la programmazione non è solo per gli ingegneri, ma deve essere per tutti. Si tratta dell’acquisizione di una nuova modalità di pensiero logico”. Per la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, portare la programmazione tra i banchi è importante quanto la diffusione delle lingue straniere : “I nostri genitori ci dicevano di imparare l’inglese o il francese – ha detto Boldrini –  ma le cose non sono alternative: a una figlia che inizia oggi le elementari direi di studiare sia le lingue straniere sia la programmazione”. 

@carlottabalena

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Il Ceo di Code.org Hadi Partovi (foto da Twitter @Montecitorio)

  • Airon

    la programmazione non è solo per gli ingegneri, ma deve essere per tutti… è? la programmazione è per chi programma, il pensiero logico ce l’hai grazie alla matematica e alla logica, che poi ti portano alla programmazione vera e propria… vorrei proprio sapere cosa ne sa di programmazione la boldrini e la giannini, far credere che la programmazione sia per tutti significa avere una marea di finti programmatori che fanno danni.

    • Dabogirl Scinti

      Airon, credo che Havi Partovi ne sappia qualcosa. Basta con questa storia del “voi non potete capire, solo gli eletti hanno l’accesso al dietro le quinte dei computer”
      Persino HARVARD ha istituito corsi gratuiti “per tutti” di computer science.

      • Airon

        “Voi” potete capire, il problema è che fare un corso di programmazione non ti rende programmatore, cosi come a me fare un corso di meccanica non mi rende meccanico, servono anni di studio, esperienza e sopratutto approfondimento (la programmazione è un settore molto ampio in continua evoluzione).
        Un programmatore inesperto può fare seri danni, e per la cronaca nemmeno l’ingeniere è un programmatore, almeno finche non si dedica alla programmazione seriamente e decide di fare quello per vivere.
        Havi Partovi è un manager e CEO si occupa di marketing principalemnte, e fa pubblicità al suo prodotto.

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