L’isola dei cubi, la nuova app che insegna il coding ai piccoli

Si chiama Box island, ed è un’app islandese che con quiz e giochi accompagna i bambini alla scoperta di un’isola meravigliosa: per andare avanti nei livelli, i piccoli dovranno applicare alcuni principi base del coding

Una nuova app insegna il coding ai bambini tra i 9 e gli 11 anni, divertendoli. Si chiama Box Island ed è l’idea di una startup islandese, Radiant Games, guidata da Vignir Gudmundsson: «Se non si divertono subito, impareranno poco e male» spiega a TechCrunch.

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Il protagonista: un cubo pieno di carisma

Box Island segue le avventure di un cubetto che si chiama Hiro. Il protagonista guida i bambini in un percorso fatto di indovinelli e quiz, all’interno di un ambiente tridimensionale. Per risolverli e andare avanti nei circa 100 livelli (di cui i primi 12 sono gratis, 8 dollari per sbloccarli tutti) gli utenti dovranno applicare alcuni algoritmi di base, riconoscimento di pattern, sequenze, cicli e costrutti condizionali: «Box Island prova a far scattare l’interesse nei bambini e speriamo che i futuri geni del coding considerino l’app come i loro punto di riferimento» spiega Gudmundsson.

Un’app per bambini e bambine

L’app è già disponibile in 20 lingue ed è stata progettata per essere “gender neutral”, adatta cioè sia a un pubblico maschile che femminile. D’altronde una delle missioni della startup è proprio ridurre il gap nell’educazione tra uomini e donne, un problema molto sentito specie nell’ambito informatico: «I personaggi sono amichevoli e si muovono in ambienti colorati e tridimensionali. Tutto è pensato per rendere l’esperienza piacevole sia per i bambini che per le bambine. Prima di lanciarla, abbiamo testato si centinaia di bambini in diversi Paesi e possiamo dire con certezza che piace a entrambi i sessi» spiega il Ceo.

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Due grossi competitor

Box Island dovrà vedersela con due competitor di successo nell’ambito dell’insegnamento del coding. Sullo store di Apple impazzano infatti, Switf Playgrounds e Hopscotch, ma Gudmundsson, che per realizzare il business ha investito fondi personali e non ha venture alle spalle, non vede la competizione come un problema: «La mia opinione assomiglia a quella di Elon Musk sul fronte delle macchine elettriche che non competono le une con le altre, ma insieme contro l’industria delle auto a benzina. Allo stesso modo, la competizione funziona nel nostro ambito, più app come le nostre possono vincere unite contro i big del settore».

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