Il primo giorno alla Apple Academy raccontato da due studenti selezionati

Parte a Napoli la prima scuola per sviluppatori iOS d’Europa. Ecco le storie di due ragazzi che hanno superato i test tra 4mila candidature

Se li vedesse Steve Jobs sarebbe fiero di questi giovani che amano Apple come la loro stessa vita e hanno, soprattutto, tutta la voglia di mettere la firma sulla prossima innovazione che cambia il mondo. Sono i 200 ragazzi che inizieranno il loro percorso di formazione di nove mesi alla Apple Academy, la prima scuola per sviluppatori iOS di Apple in Europa.

C’erano tutti all’evento di presentazione che si è tenuto ieri a Napoli, davanti a cariche istituzionali, come il Ministro all’istruzione, Stefania Giannini, e pezzi da novanta del mondo Apple, come la vice presidente, Lisa Jackson. Abbiamo contattato due degli studenti per farci raccontare come è andata.

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Pierpaolo: «Sei il migliore solo se fai ciò che ami»

Nella lista dei 200 selezionati, su più di 4mila candidature, c’è Pierpaolo Sepe, 22 anni, studi in informatica, ha superato test durissimi per essere dove è oggi: «È stato complicato, richiedevano nozioni in informatica e anche in design. Ce l’ho fatta perché ho imparato da autodidatta i linguaggi specifici di Apple per gioco», spiega Pierpaolo.

Lo studente confessa di non sapere bene quello a cui andrà incontro. Infatti, su corsi, argomenti e modalità di insegnamento, c’è ancora il massimo riserbo: «Quello che sappiamo è che lavoreremo molto in squadra e con gente che proviene da altre nazionalità. Mi piace immaginare che ci insegneranno tutto quello che c’è da sapere sullo sviluppo dell’app, dalla progettazione, al design, al codice, fino al marketing e al modello di business».

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All’evento di oggi si è emozionato. Ha guardato tutti i keynote di Steve Jobs e gli sembrava di trovarsi a uno di quei grandi appuntamenti, quelli che hanno segnato la storia dell’hitech: «Lisa Jackson ha ribadito concetti che ho fatto miei, ascoltando Steve Jobs.

Ci ha spiegato che “la tecnologia consente di sbloccare il potenziale che ognuno di noi possiede, di giungere in luoghi che sembravano prima irraggiungibili”. E ci ha spronato a “farci guidare dalla passione”».

Nel discorso rivolto ai 200 studenti dell’Academy, Jackson ha anche confessato di non vedere l’ora di conoscere il futuro di questi ragazzi, dove sapranno arrivare partendo dall’accademia: «Tra 9 mesi mi vedo con un’ottima conoscenza dell’inglese, con competenze da spendere nel mondo del lavoro, ma soprattutto, con una maggiore sicurezza nei miei mezzi. È questa la base per fare le cose migliori nella vita», conclude Pierpaolo.

Fabio: «Mi chiedo se sono all’altezza»

Fabio Cipriani ha 27 anni, studia ingegneria informatica e gli mancano solo tre esami per concludere il suo percorso di studi. Ai test dell’Academy ha risposto a 24 domande su 30 e non l’avrebbe superato senza iTunes: «Quando ho saputo di essere stato ammesso ai test, sono andato su iTunes e ho seguito dei corsi di Stanford online, per prepararmi nel migliore dei modi», racconta Fabio.

Lo studente confessa di sentirsi un eletto, ma anche di avere il timore di non essere all’altezza: «Poi le paure svaniscono quando penso che farò quello che più amo. Credo sia sempre così, quando fai ciò che ti piace, il senso di inadeguatezza che proviamo di fronte a grandi sfide, scompare all’improvviso».

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Anche Fabio non sa molto di ciò che lo aspetterà, ci dice che si conoscevano più dettagli sull’iPhone 7 prima dell’uscita, che sui corsi dell’Academy: «Sappiamo solo quello che c’è nelle linee guida del sito. Cosa mi aspetto? Di apprendere come si lavora in un team internazionale, gli aspetti umani di un’azienda, e quelli tecnici, più orientati al design, alla programmazione, ma anche ai modelli di business più adatti».

Il sogno di Fabio è di imparare il necessario per sviluppare un’idea innovativa insieme a un suo amico. Ma preferisce per ora restare con i piedi per terra, “prima di spiccare il volo, devi costruire le ali”.

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