Sara Moraca

Sara Moraca

Lug 5, 2017

La Silicon Valley vuole insegnare il coding a scuola | E Tim Cook lo dice chiaro a Trump

I big delle tecnologia alla Casa Bianca e l'amministratore delegato di Apple ha le idee chiare su cosa si dovrebbe insegnare in classe. Intanto Code.org...

La scuola pubblica americana deve formare i giovani perché rispondano alle esigenze di un mercato del lavoro in costante cambiamento. L’America ha bisogno di coders. E’  questo il senso di quanto ha detto Tim Cook, amministratore delegato di Apple, nell’incontro che i big della tecnologia hanno avuto alla fine di giugno col presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il coding, sostiene Cook, dovrebbe essere uno degli insegnamenti più importanti della scuola di oggi. Cook ha consegnato un messaggio al Presidente su come le scuole pubbliche potrebbero servire al meglio le esigenze della nazione. Non solo. Per aiutare a risolvere un «enorme deficit nelle abilità di cui abbiamo bisogno oggi – ha scritto Cook – il Governo dovrebbe fare la sua parte per assicurarsi che gli studenti imparano il coding». In attesa delle decisioni del Governo, i giganti della tecnologia si stanno comunque muovendo in tal senso, promuovendo corsi di coding gratuiti all’interno di molte scuole.

coding

Intanto Code.org…

Grazie all’associazione senza scopo di lucro Code.org, fondata nel 2012 da Hadi Partovi, le big della tecnologia hanno già avviato numerosi progetti in molte aree degli Stati Uniti.

L’obiettivo dell’associazione per il prossimo futuro è quella di promuovere il coding come materia di studio in tutte le scuole pubbliche americane

In pochi anni Code.org ha raccolto milioni di dollari da colossi come Microsoft, Google, Salesforce e Facebook e ha innovato molte delle concezioni educative precedenti, offrendo percorsi di formazione introduttivi in forma gratuita per insegnanti e studenti. La mission dell’associazione è oggi più importante che mai, data la volontà di Trump di limitare l’immigrazione dei talenti stranieri. L’importanza di Code.org coincide con una spinta più estesa dell’industria tecnologica, per rimodellare le scuole primarie e secondarie americane con computer e app. Un mercato che si stima possa raggiungere i 21 miliardi di dollari entro il 2020.