#labuonascuola | Ascani: «Un coach digitale in ogni scuola»

Prendiamo le buone pratiche e “pratichiamole” in concreto, così l’onorevole Anna Ascani ha commentato durante l’evento Going Local 2015 della Commissione Europea, gli obiettivi della riforma della scuola, sottolineando l’importanza dell’insegnamento delle competenze digitali nell’istruzione

Il 13 luglio 2015, durante l’evento Going Local 2015, che si è svolto a Roma nella sede della Commissione Europea di via IV Novembre, l’onorevole Anna Ascani, membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione), ha sottolineando l’importanza dello sviluppo di competenze digitali nell’istruzione: «C’è bisogno di dare un aiuto e un sostegno al digitale. Dobbiamo aiutare gli insegnanti a comprendere l’aspetto positivo del digitale, non solo quello negativo da combattere come il cyberbullismo, seppur un problema reale da risolvere e prevenire. Portiamo nelle classi un formatore digitale, un animatore digitale scelto dallo stesso consiglio docenti. Con una figura del genere lo stesso insegnante si sente supportato e più motivato. Servirebbe un campione digitale per ogni scuola, scelto dai docenti stessi». Con queste parole l’on. Ascani  ha spiegato che con l’approvazione del decreto sulla Buona Scuola, per il nuovo anno scolastico si dovrà individuare nelle scuole, tra il collegio docenti un evangelista digitale. Nel Piano Nazionale Scuola Digitale, decreto attuativo della riforma della scuola, gli elementi importanti saranno proprio:

  • L’indicazione del ruolo del coach digitale
  • La definizione degli standard di valutazione degli insegnanti
  • La misurazione dei livelli di apprendimento di alunni e docenti

Un altro aspetto importante sarà il ruolo dei social network a scuola: non saranno vietati in classe, ma gli studenti devono essere indirizzati verso il loro corretto utilizzo. L’onorevole continua: «Non bisogna combattere il digitale ma dobbiamo farlo entrare in ogni classe in maniera collaborativa e si vedranno gli effetti positivi anche per la conoscenza della lingua inglese». Ma allora serve un computer, una lim, una stampante 3D in ogni classe per favorire il cambiamento? La politica, schietta, ha risposto: «Servono prima di tutto le infrastruttre di base. La scuola è tante cose, è figlia del rumore e della cattiva comunicazione. La buona scuola esiste, ma dobbiamo prendere atto che ci sono cose non vanno, per questo dobbiamo cercare di fare un passo in avanti perché vogliamo prendere le buone pratiche e praticarle in concreto».

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