Giulia Lotti

Set 23, 2015

Ecco la bambola col “cervello”: Hello Barbie parla, pensa e ti risponde

Questa è l’era dei giocattoli intelligenti (e pensanti). A dicembre Mattel lancerà la prima bambola capace di dialogare per davvero con i bambini, senza ripetere le solite 4 frasi registrate, ma rispondendo con precisione alle loro domande. Questo succede quando l’intelligenza artificiale e il riconoscimento vocale incontrano il mondo dei giocattoli

Quanti di voi da piccoli consideravano le bambole come amiche con cui parlare, giocare e confidarsi. La nostra immaginazione ci faceva dialogare con loro, quasi sdoppiandoci per darci delle risposte, come succede ai ventriloqui. Oggi qualcosa è cambiato. Dopo 56 anni dalla prima Barbie, la Mattel presenta un prodotto unico nel suo genere che parla e “pensa”: Hello Barbie. La novità non riguarda la capacità di parlare della bambola, i negozi per bambini sono pieni di giocattoli parlati. L’innovazione sta nella possibilità di intrattenere una vera e propria conversazione con lei, che non si limiterà a ripetere le solite quattro frasi registrate, ma sarà in grado di rispondere in maniera specifica e personalizzata anche alle domande più difficili.

hello barbie

Come funziona

Hello Barbie è dotata al suo interno di un sistema di storage delle informazioni. Quando il  bambino parla con la bambola, il microfono posto all’altezza del petto registra il messaggio e, attraverso il Wi-Fi, lo trasmette al database della Mattel. L’archivio di Hello Barbie contiene circa ottomila righe di codice, che corrispondendo a frasi di senso compiuto. Il sistema, attraverso un algoritmo, sceglie quella più adatta da far pronunciare al giocattolo in risposta alle domande del bambino. Un intero team di attori di teatro si è reso disponibile ad incrementare il database delle risposte e renderle il più possibili aderenti alla realtà.

Come è nata Hello Barbie

Esistono due storie che raccontano la nascita di Hello Barbie. La prima, più romantica, inizia così: «Papà voglio parlare con una Barbie che mi capisca».  Forse sono state queste le parole di Toby, la figlia di Oren Jacob, che all’età di 7 anni chiese al padre di dialogare su Skype con i suoi giocattoli. Così nel 2011 Jacob e Martin Reddy, che al tempo lavoravano come capo software e ingegnere informatico alla Pixar, decisero di mollare tutto e sviluppare programmi per far parlare i giocattoli. Così fondarono ToyTalk, startup con 30 dipendenti, tra programmatori ed esperti di intelligenza artificiale, finanziata con circa 31 milioni di dollari.
Una seconda linea di pensiero fa coincidere la nascita della startup con il desiderio di Jacob di dare voce (e pensiero) ai personaggi di Toy Story, Woody e Buzz, di cui ne è stato il direttore tecnico per la Pixar. Così lanciò PullString, software per il riconoscimento vocale e del liguaggio dei bambini, che è alla base dell’attuale programma utilizzato in Hello Barbie.

hello barbie3

Privacy violata? Scendono in campo i genitori

I dialoghi tra i bambini ed Hello Barbie sono tutti archiviati in cloud e questo è un tema che ha fatto crescere forti polemiche in termini di privacy. Molti genitori hanno protestato, dicendosi preoccupati per la sicurezza e dei propri figli. Jacob è intervuto assicurando di non violare in alcun modo la sfera privata dei bambini, e i genitori potranno riascoltare le loro conversazioni e decidere di cancellarle definitivamente dal database del giocattolo. In ogni caso per gli under 13 è possibile disattivare la funzione di dialogo e registrazione.

Domande (anche) serie per una Barbie intelligente

Hello Barbie potrebbe diventare agli occhi dei bimbi una vera amica, capace di dialogare con loro su tutto, anche su argomenti più delicati. Gli sviluppatori hanno infatti previsto una rosa di risposte adatte a domande serie, come quelle sulla religione, il bullismo e il sesso. Ovviamente non si offrono come soluzione a tutti i problemi o ai dubbi del bambino, proprio per questo, forse, la funzione per i genitori di riascoltare le conversazioni potrà aiutarli ad accompagnare i figli nel loro percorso di crescita, fatto anche di domande scomode. Ecco alcuni esempi:

“Barbie credi in Dio?” – “Ognuno ha le proprie convizioni personali”

“Barbie sono vittima di bullismo” – “Dovresti parlarne subito con un adulto”

“Barbie sono carina per te?” – “Certo, sei bella, intelligente, divertente e di talento”

Cambio di look

Oltre a donarle un “cervello“, la Mattel ha deciso di dare ad Hello Barbie un aspetto più reale, rompendo gli stereotipi della Barbie bella e da vetrina. Sembra di rivivere una puntata dei Simpson dove Lisa, il piccolo genio della famiglia e convinta femminista, stanca della superficialità della sua bambola Malibù Stacy, ne lancia una tutta sua: intelligente, seria e con due grandi occhiali da nerd.

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Hello Barbie sarà in carne, con gambe robuste, in modo da contenere e nascondere le batterie ricaricabili. Il trucco sarà molto più leggero e sfumato, e i piedi diventeranno piatti e affusolati per permettere alla bambola di indossare delle scarpe da ginnastica.