Benvenuti alla scuola per Vichinghi (dove a insegnare è un maniscalco)

La Seljord Folkehøgskule, in Norvegia, è la prima scuola superiore finanziata dallo Stato che insegna "abilità vichinghe". In un anno i ragazzi imparano le attività degli uomini del nord: forgiare asce, creare gioielli o costruire navi

Se avete sempre voluto di attraversare il mare del Nord a bordo di una Drakkar, cioè la nave vichinga con la prua decorata con teste di drago e la carena affilata per tagliare i ghiacci, forse oggi potrete realizzare il vostro sogno. La Seljord Folkehøgskule, nel Telemark, a 140 chilometri da Oslo, in Norvegia, ha lanciato un corso per studenti delle scuole superiori in “Competenze tradizionali vichinghe”. Chi costruiva quelle navi così resistenti (tanto che alcune ci sono arrivate intatte), infatti, nel sangue non aveva solo l’arte della conquista: i vichinghi erano anzitutto artigiani, ingegneri, pescatori, conciatori di pelli e stilisti. Le loro competenze, oggi, vengono insegnate nel  “Viking course” della Seljord Folkehøgskule: dura un anno ed è il primo corso del genere ad esser finanziato dallo Stato.

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Asce, pellicce e ceramiche

Creare gioielli, aggiustare un tetto, gettare un’ascia. Oppure conciare le pelli, cucire pellicce, cuocere il pane, costruire navi e farle andare per mare. Nel corso “Viking” gli studenti potranno ricreare fedelmente ciò che i Vichinghi costruivano sulla base dei reperti trovati dagli archeologi, e avvicinarsi alla loro cultura. Il corso è costituito da un forte studio della storia, ma soprattutto da un gran lavoro manuale, da artigiano. Nove mesi di studio e una cultura ricca da apprendere. A fine corso l’opportunità di viaggiare su una nave vichinga, e andare in gita a York, in Inghilterra, che nell’866 era Jorvik, antico regno vichingo. L’idea è venuta a Arve Husby, il preside, che ha deciso di introdurre nel programma scolastico più materie tradizionali. “Le scuole norvegesi erano note per i lavori manuali e d’artigianato, ma poi sono cambiate – ha detto al Guardian – Per questo, mi sono confrontato con altri docenti e abbiamo pensato a un corso che insegnasse le competenze dei vichinghi, con l’obiettivo di convincere i ragazzi a usare di più le proprie mani”.

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Il senso della scuola? Aprire la mente

Il corso è iniziato alla fine di agosto: in classe ci sono 14 ragazzi, 9 maschi e 5 ragazze, tutti norvegesi. Il corso comprende anche attività sportive come il parapendio. Il costo annuale è di circa 2 mila euro: dal momento che la didattica è finanziata dallo Stato, i genitori devono affrontare solo le spese per la camera e per il materiale didattico. Chi frequenta per un anno la “folkehøgskule” cioè la scuola superiore tradizionale, prima di andare all’università, sceglie di fare un’esperienza formativa fuori dal comune. Qui il focus non sono gli esami o i voti, ma le abilità e le competenze. Si impara soprattutto ad essere indipendenti (caratteristica sacra per un ragazzo norvegese) e a lavorare bene in team. Magari non tutte le abilità apprese saranno spendibili sul mercato del lavoro odierno (a parte qualche settore dell’industria scandinava), ma il senso della scuola vichinga, secondo il suo direttore, è quello di aprire la mente, fare esperienze di lavoro di gruppo e arricchire il bagaglio culturale. La Seljord ha avuto molte richieste d’iscrizione: secondo il dirigente didattico l’interesse è stato suscitato anche da serie Tv come Game of Thrones e Vikings.

Cercasi insegnante vichingo

Il direttore del corso si chiama Jeppe Nordmann Garlya, 36 anni: è un esperto maniscalco e un grande appassionato di cultura vichinga. Per anni è stato un “recrational viking”, cioè un membro di quella confraternita che periodicamente organizza ricostruzioni storiche della vita dei guerrieri nordici. Prima di diventare il direttore del corso in “competenze vichinghe” faceva l’insegnante e l’orafo in Danimarca. Garlya è stato assunto dopo aver risposto a un annuncio della scuola su Facebook. L’istituto cercava docenti: il post è stato condiviso da 26 mila persone, finché non è stato scelto il “viking teacher”.

Jeppe Nordmann Garlya

Jeppe Nordmann Garlya

Un’immagine diversa dei vichinghi

“Il sacrificio di animali e lo stupro non fanno parte di curriculum scolastico – ha specificato l’insegnante al New York Times – e sono vietati tutti i simboli nazisti o i simboli di origine nordica che la Germania nazista ha usato in Norvegia durante la seconda guerra mondiale per diffondere il razzismo”. Uno degli obiettivi del corso, infatti, è anche quello di restituire un’immagine diversa del periodo vichingo. Prima della seconda guerra mondiale il popolo norvegese era molto orgoglioso dell’eredità dei Vichinghi. Ma dopo la guerra quest’eredità è stata nascosta, perché molti simboli nordici erano stati stravolti. Tutt’ora molti associano la cultura vichinga a concetti razzisti e violenti, e lo stesso Anders Breivik, ora in carcere aver ucciso 77 persone nel 2011 sull’isola di Utøya, sosteneva che i vichinghi erano gli “eroi della razza ariana”. Il corso intende scoraggiare gli estremisti che strumentalizzano la cultura: “Dobbiamo spezzare il legame tra la destra estremista e i vichinghi” ha detto il dirigente scolastico, per fare luce su altre caratteristiche. I vichinghi, è vero, erano violenti a volte, ma erano soprattutto un popolo pieno di coraggio e curiosità: “Doti grazie alle quali sono arrivati in America 500 anni prima di Cristoforo Colombo”.

@carlottabalena