Nell’era del digitale, serve ancora scrivere a mano?

In Francia sono ritornati al dettato, in Finlandia i bimbi scrivono con il pc e poco con la penna. Ecco che cosa sta succedendo in Italia

C’è un tempo per la scrittura a mano e un tempo per il digitale. In Italia si è aperto il dibattito: serve ancora prendere in mano la penna a scuola quando nella vita lavorativa si usa solo il computer? Secondo i grafologi non si può abbandonare la scrittura perché aiuta i ragazzi nello sviluppo psico motorio e di coordinamento, attivando una relazione mente-braccio specifica, fondamentale alla crescita dell’individuo.

L’Associazione Grafologi Italiani ha deciso di chiamare a raccolta insegnanti, genitori ed operatori per indagare sul rapporto tra scuola e scrittura e tracciare le linee guida del presente e del futuro della formazione scolastica infantile a partire proprio dalla questione di fondo: che ne sarà della scrittura?

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Prima di tutto va considerato un dato di fatto: molti dei nostri ragazzi hanno ancora una buona grafia e nonostante adoperino più ore al giorno tablet o computer, non hanno abbandonato la penna. Complice una scuola che nella maggior parte dei casi insegna ancora a scrivere con la biro in mano, prima lo stampato e poi il corsivo. Nel nostro Paese la grafia continua ad essere importante ma nel resto dell’Europa e non solo si parla di “lutto del corsivo”.

In Francia fanno il dettato

Il giornale “Time” già qualche anno fa dedicò un reportage sulla fine della scrittura. Un’emergenza culturale che ha visto impegnata da anni l’Inghilterra che ha reintegrato l’uso della penna stilografica per costringere gli studenti ad re-imparare la grafia. In Francia, proprio da quest’anno sono invece tornati al dettato per ridare dignità ai loro accenti banditi dalla generazione digitale.

Il resto del mondo tiene stretta la penna

La questione della calligrafia resta un tema importante nei paesi asiatici dove ha un valore culturale elevatissimo. Così anche nelle scuole cinesi e giapponesi dove si appendono in classe le pagine degli ideogrammi. A dare grande valore alla scrittura è anche il mondo arabo: nelle madrase i bambini trascorrono ore ed ore a scrivere i versi del Corano per memorizzarli. Negli Stati Uniti, al contrario, è in corso un dibattito perché 45 Stati hanno annunciato che abbandoneranno l’insegnamento del corsivo nelle scuole. Negli Usa l’idea di sostituire carta e penna con il computer ha preso piede con una velocità maggiore rispetto all’Europa anche perché gli stessi test per misurare gli apprendimenti sono elettronici.

La Finlandia punta sullo stampatello

Dall’altra parte dell’Oceano il dibattito si è aperto solo in Finlandia dove si è deciso di archiviare dal 2016 la bella calligrafia del corsivo per lasciare spazio solo allo stampatello. E al posto delle lezioni di calligrafia si imparerà a battere sul computer. Un caso quello Finlandese che potrebbe fare scuola visto che il loro sistema d’istruzione risulta essere tra i migliori al mondo nei testi Ocse-Pisa.

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