Dalle Tlc alla Scuola 42 per i genii del pc. Chi è il miliardario che sta scalando Telecom

Xavier Niel è un magnate francese autodidatta e senza diploma che ha aperto una scuola per programmatori plus-dotati. A cui si accede senza curriculum, solo con il talento

Qual è il destino di un autodidatta, uno che si è fatto da solo, che ha lasciato gli studi ancora minorenne? Fondare una scuola. Ma non una scuola qualsiasi: un istituto per i genii dell’informatica, che si propone di formare le menti per i mestieri del domani. Il destino è quello di Xavier Niel, magnate francese che in queste ore ha acquisito il 15% di Telecom Italia, e che nel 2013 “per rispondere alla carenza di personale adeguatamente formato nelle aziende” ha aperto la Scuola 42. Un nome, un numero, non casuale: secondo il romanzo “Guida Galattica per Autostoppisti” rappresenta il significato della vita e del mondo. Ma Xavier Niel, al 136esimo posto degli uomini più ricchi al mondo secondo Forbes, non ha aperto una scuola per figli di ricchi come lui: il suo istituto è completamente gratuito e visionario, gli studenti non vi accedono né per curriculum né per reddito. Vengono selezionati solo sulla base del talento e della motivazione, attraverso test attitudinali e giochi online. I primi mille entrano nella Scuola 42, in un percorso di studio che va dai 3 ai 5 anni: quando usciranno – è la promessa – ci saranno centinaia di posti di lavoro che saranno lì solo per loro.

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Dai siti di incontri alle Tlc: un magnate fuori dal comune

Che Xavier Niel non sia un imprenditore come tutti gli altri, si vede subito. Questo magnate, che si presenta sempre in maniche di camicia e mai in cravatta, scopre la sua inclinazione per il mondo dell’informatica da adolescente. Classe 1967, proviene da Maison-Alfort: a 15 anni suo padre gli regala un Sinclair ZX81, uno dei primi home computer. Tanto gli basta per spiccare il volo: poco dopo, a 17 anni, abbandona gli studi e avvia la sua carriera. Il diploma non lo prenderà mai. Fiuta le potenzialità di Minitel, un servizio telematico francese di videotext che si usava con la linea telefonica per scambiarsi informazioni (una specie di antenato di Internet). Negli anni ’80 il Minitel era molto diffuso perché l’apparecchio necessario per usarlo era gratuito, mentre si pagava la connessione che ognuno poteva regolare in base alle proprie esigenze. Usando Minitel, Xavier Niel crea una specie di piattaforma per incontri che gli fa guadagnare molti soldi. Negli anni ’90 si concentra nel settore delle telecomunicazioni e crea Freebox, la “scatola nera” da salotto che funge da modem, pay tv e telefono fisso illimitato per un prezzo mensile molto più basso dei concorrenti. I soldi che guadagna Niel li investe nell’imprenditoria innovativa, nel settore dei media (nel 2010 compra Le Monde e il Nouvel Obs), nelle startup e nella sua scuola innovativa. 

La Scuola 42

“Certo cerco persone per le mie aziende – spiega Niel – ma voglio anche dimostrare che formando mille persone ai mestieri del futuro si possono creare diecimila posti di lavoro”. Nella presentazione della 42, Niel spiega che nasce dall’esigenza di riempire i posti che nelle aziende restano vuoti per mancanza di personale con le competenze richieste. Competenze che, evidentemente, le scuole tradizionali non danno. La sua, invece, promette di formare i lavoratori di domani, premendo il piede sul pedale delle competenze informatiche. Nel romanzo di Douglas Adams “Guida galattica per autostoppisti” un computer viene incaricato di trovare la risposta al significato della vita. Dopo 7 milioni e mezzo di anni trova la risposta: il senso della vita è 42. A questo si ispira la scuola visionaria di Niel, dove il curriculum non conta, vale solo ciò che sai fare. Per avviarla sono stati comprati e ristrutturati 4.200 metri quadrati con una spesa da parte di Niel di 70 milioni di euro. 

Niente curriculum: per entrare serve solo il talento

Non ci sono tasse di frequenza, né quote di iscrizione. La scuola è completamente gratuita, riservata a giovani dai 18 ai 30 anni e può durare 3 o 5 anni. Il processo di selezione avviene online: basta riempire un form e accedere a una serie di giochi. Nessuno vorrà sapere se avete frequentato il liceo e che voto finale abbiate preso. Non vengono presi in considerazione nemmeno criteri come il basso (o l’alto) reddito. Bisogna solo risolvere i test o dimostrare delle particolari capacità “attitudinali” nei giochi. I primi 4000 studenti vengono presi per un periodo di prova per poi selezionarne ancora 1000: saranno quelli che entreranno nei corsi. Il sistema di apprendimento è lo stesso seguito dallo stesso Xavier Niel: autodidattica. Gli studenti sono introdotti in gruppi che seguono dei progetti. Ognuno può dare libero spazio alla propria creatività, e l’apprendimento avviene in modalità peer-to-peer. Non ci sono orari di apertura o di chiusura, gli studenti arrivano quando ne hanno voglia. A cosa porta un modello così? “Non insegnano nozioni, ma un metodo. I ragazzi imparano a cavarsela”. 

@carlottabalena

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