Giochi Montessori stampati in 3D nel fablab di Lecce: “Rendiamo il metodo più accessibile”

Iliana Morelli ha realizzato il progetto “Montessori 3D”: ha riprodotto i materiali del metodo stampandoli in 3D. In questo modo sono meno costosi e più accessibili a scuole e genitori

“Una ciotola piena d’acqua, in una scatola piena di terriccio, sembra un laghetto. Ma se riempi la ciotola di terriccio e metti l’acqua nella scatola, ecco che diventa un’isola”. Questo concetto, descritto a parole, sembra difficile. Eppure se hai la scatola davanti, è immediato. Il metodo educativo di Maria Montessori si basa proprio su esperienze sensoriali come queste: materiali d’apprendimento con i quali i bambini della scuola d’infanzia si avvicinano alla matematica, alla geografia, all’alfabetizzazione. “Nonostante Maria Montessori fosse italiana, questo metodo è più diffuso all’estero che in Italia, e uno dei motivi è che i materiali sono molto costosi. Visto che io credo molto nel Montessori, ho cercato un modo per renderlo più accessibile”. Così è nato il progetto “Montessori 3D” che Iliana Morelli punta a diffondere da Lecce, dove sono stati stampati i primi materiali, in tutta Italia.

12243273_1517173048575158_5963232412524679134_n

I materiali Montessori stampati in 3D

Iliana è laureata in Scienze della comunicazione, ma dopo la laurea capisce che la sua vocazione è la pedagogia. Si è specializzata come educatrice nei centri per l’infanzia e sul metodo Montessori, e oggi è referente di Fondazione Montessori Italia per il territorio di Lecce. Circa un anno fa ha avuto una prima idea di realizzare Montessori 3D: «L’idea è nata quando ho conosciuto in un TedxLecce i ragazzi del fablab. Credo molto nel Montessori, ma le scuole italiane hanno difficoltà ad avere tutto il materiale richiesto. Un po’ perché è molto costoso, un po’ perché per poter offrire un corretto svolgimento della didattica è diviso per fasce d’età, e quindi ancora più difficile da reperire in modo completo. Io cercavo un modo per allargarlo nelle scuole italiane». Così nasce il progetto. Iliana ci mette le competenze per la realizzazione dei materiali, i ragazzi del fablab ci mettono le stampanti. 

La geometria sensoriale

Oltre a stampare i materiali Montessoriani classici, Iliana si è confrontata con altri insegnanti ed insieme hanno pensato di sperimentarne di nuovi: «Abbiamo realizzato dei materiali legati all’idea pedagogica Montessoriana, di utilizzo sia didattico sia ludico, che abbiano sempre il fine della facilitazione dell’apprendimento». Ma come sono fatti questi materiali? «Abbiamo riprodotto quelli che vengono utilizzati nella fascia di scuola per l’infanzia (3-6 anni) e stampato per esempio i “triangoli costruttori”: c’è un triangolo grigio di base e poi una scatola che contiene altri triangoli. Ogni gruppo di triangoli compone un triangolo grigio grande: questo tipo di gioco viene utilizzato per insegnare la geometria sensorialmente ai bambini, li prepara a un tipo di lavoro matematico».

12227777_1517173141908482_606131886617694889_n

L’isola di argilla

Tra gli altri materiali c’è anche “l’alfabetario mobile” che viene usato quando il bimbo riconosce già le lettere, e lo aiuta a comporre le parole. «Una delle cose più belle dell’alfabetario è che, a differenza della scrittura sul foglio, gli errori sono passeggeri, non resta il segno sul foglio, e quindi il bambino non vive il trauma dell’errore. Per Montessori l’errore è sempre un amico, non è mai un fallimento» spiega Iliana. Poi ci sono i quadrati per spiegare i confini geografici, di cui parlavamo all’inizio: dei materiali che attraverso il riempimento con argilla o con l’acqua riescano a far comprendere ai bambini i concetti di isola, terra, mare: «Nel nostro metodo la mano è l’organo dell’intelligenza, attraverso le mani i bambini apprendono, e per questo è importante che abbiano il contatto con la terra e l’argilla».

13198_1517173091908487_1690656744825416652_n

Il test e poi le scuole

Il progetto Montessori 3D sta riscuotendo molto successo: “Devo essere sincera, non mi aspettavo così tante richieste” ha ammesso Iliana che nel futuro, però, non vuole correre. “Siamo ancora in una fase di testing: vogliamo essere sicuri che i materiali siano resistenti e valutare con le scuole la funzionalità. Stiamo preparando i cataloghi e una volta che avremo definito tutti i materiali procederemo alla vendita con prezzi accessibili. Ci rivolgeremo non solo alle scuole, ma anche ai genitori: ci sono tantissime persone che vorrebbero introdurre i propri figli al metodo Montessori, ma non se lo possono permettere. Speriamo che con noi ci riusciranno”.

@carlottabalena

12240858_1517173811908415_3941216752447632870_o

12194611_1517173665241763_7124543596689042692_o-2

Ti potrebbe interessare anche

Con i giocattoli intelligenti i bambini imparano prima

[email protected] Digitales 3.6” è il progetto dell’Università Federico II per stimolare l’apprendimento dei bambini nella scuola d’infanzia.

Flowerssori, startup per arredi che stimolano l’apprendimento (anche nella scuola pubblica)

Produce mobili che seguono i principi di Maria Montessori: ambiente su misura di bambino e apprendimento basato sull’esperienza diretta e sensoriale

Miss Tinkidoo: «Con i giocattoli digitali avviciniamo i bambini alla tecnologia»

Sonia China, fondatrice della startup Tinkidoo, racconta come è riuscita ad avvicinare i bambini alla tecnologia attraverso il gioco con un approccio didattico che si ispira al “metodo Montessori” nell’era digitale

Viaggio a Dubai, la città dove il futuro è già realtà

Dopo uno sviluppo urbano straordinario grazie alla ricchezza derivata dal petrolio, la città degli Emirati vuole cambiare ancora con la tecnologia e l’innovazione. E arriva addirittura a sfidare la natura con il progetto di costruire una montagna artificiale