Tecnologie a scuola: Emilia Romagna al primo posto con l’80% delle aule connesse

Il focus sulle dotazioni multimediali presentato dal Miur evidenzia una scuola ancora poco tecnologica. Sul podio ci sono Emilia Romagna, Sardegna e regioni del sud

L’innovazione e la rivoluzione didattica bussano alla porta delle nostre aule, ma dovremo aspettare ancora qualche anno prima di averle tra i nostri banchi. Ad oggi, il registro elettronico non è ancora una realtà ovunque; non tutti gli alunni nei laboratori informatici possono contare su un personal computer; solo la metà delle aule ha una lavagna multimediale e meno del 10% un proiettore interattivo. Non solo. La tecnologia viene poco usata per insegnare e per comunicare con le famiglie. Non siamo all’anno zero, ma la strada da fare è ancora tanta, forse troppa. A fare questa fotografia è il focus sulle dotazioni multimediali, presentato dal ministero dell’Istruzione (qui la versione completa).

Leggi: Tutto il Piano Nazionale Scuola Digitale spiegato in 35 punti

junior-designer-working-illustration-Feature_1290x688_MS

Emilia Romagna e Sardegna le più connesse

A balzare all’occhio, guardando i numeri e i grafici, di queste quindici pagine è un dato paradossalmente in controtendenza rispetto alle consuetudini: sulla questione digitale, non sempre c’è un divario tra Nord e Sud. Siamo tutti nella stessa barca. Anzi in qualche caso il Sud se la passa meglio. La Lombardia ha il 73% delle aule connesse in Rete, tante quante la Sicilia; la Liguria il 68,5% poco meno della Toscana che ha un punto di percentuale in più. La maglia rosa va all’Emilia Romagna che arriva ad avere l’81,9% delle aule collegate ma al secondo posto si piazza la Sardegna (81%). Se parliamo di lavagne multimediali, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna ne hanno molte di più di Lombardia, Piemonte e Veneto messe insieme.

6 classi su 10 sono senza Lim

Così accade anche nei laboratori dove la Campania può contare sul 61,5% di spazi dotati di lim così come la Calabria mentre in Lombardia vi sono solo il 36,6% di laboratori dotati di lavagna multimediale e in Piemonte il 34,3%. A livello nazionale la musica non cambia, nonostante qualche miglioramento c’è stato: in Italia ci sono ancora il 30% delle aule che non sono connesse in Rete e solo il 41,9% ha la possibilità di avere una lim in aula. Negativo il numero dei proiettori interattivi: solo il 6,1% delle scuole ne dispone nel proprio patrimonio digitale.

Tutte le scuole hanno un sito, ma quante lo usano?

Il ministero, nel Focus sottolinea un “generalizzato incremento delle dotazioni tecnologiche” rispetto all’anno precedente ma siamo ancora lontani dall’avere una scuola 2.0 nonostante vi siano esperienze eccezionali a fare da apripista. Resta il fatto che a dicembre 2015 vi sono ancora 7,9 alunni per device anche se va registrato un incremento dei dispostivi mobili in uso agli studenti. C’è, infine, una questione che riguarda la dematerializzazione e la sburocratizzazione: per ora resta un miraggio. Se è vero che ormai tutte o quasi (99,3%) le scuole hanno un sito Internet (a volte quasi inutile tanto è fatto male), solo il 58,3% usa l’online per comunicare con le famiglie. Ancor più grave la situazione nelle scuole paritarie dove il sito l’hanno solo il 67,6% degli istituti e il registro elettronico di classe il 25,4% contro il 69,2%. Ora il nuovo piano nazionale digitale dovrebbe mettere in moto dei cambiamenti ma la situazione di partenza non è delle migliori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare anche

Ecco cosa fare durante la settimana della Scuola Digitale dal 7 al 15 dicembre

Il ministero dell’Istruzione ha previsto, dal 7 al 15 dicembre, una settimana di informazione e confronto sui temi del Piano Nazionale Scuola Digitale, con incontri e scuole aperte alle famiglie

Tutto il Piano Nazionale Scuola Digitale spiegato in 35 punti

Guida pratica e riassuntiva del Piano Nazionale Scuola Digitale: 35 punti e 9 aree per spiegare i tempi e l’entità dei finanziamenti e per capire cosa cambia nella scuola italiana

Tutto quello che c’è da sapere sull’animatore digitale, spiegato da chi l’ha introdotto

Intervista a Damien Lanfrey e Donatella Solda, gli esperti del ministero dell’Istruzione che hanno redatto il Piano Nazionale Scuola Digitale dove si introduce la figura dell’animatore digitale

Consulti dal medico in sospeso come il caffè: nasce Banca delle Visite. Video

11 milioni di italiani non hanno potuto sostenere le spese sanitarie nel 2016. Il progetto solidale di ScegliereSalute raccoglie fondi per offrire un servizio a chi ha bisogno

Aumenta la RAM e aumenta pure il prezzo. Ecco il nuovo One Plus 5

È il più costoso smartphone mai venduto dall’azienda cinese che lo equipaggia di tutto punto per cercare di fare il grande salto. Le caratteristiche sono da primo della classe e le differenze con i competitor si riducono

Se la scelta di mangiare verdure dipende da come è scritto il menu

Meglio «bocconcini di zucchine caramellate» o «zucchine verdi nutrienti»? Uno studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine ha dimostrato che mettere in risalto le qualità benefiche di alcuni vegetali non sempre invoglia i clienti dei ristoranti a sceglierli

Cyber-Diplomacy | Che cos’è e qual è il ruolo dell’Italia (nel G7)

Le relazioni internazionali sono chiamate ad avere un ruolo specializzato al Cyber Spazio e devono agire al suo interno per supportare il complesso di accordi e regole di carattere internazionale oggi ancora incompleto in proposito