Gabriella Rocco

Gabriella Rocco

Gen 23, 2016

Barbiana 2.0, il coworking dell’Università di Reggio Calabria ispirato a Don Milani

L'Università di Reggio Calabria ha avviato un progetto di co-working, che punta allo scambio di saperi tra studenti, ispirandosi a Don Milani, il maestro della scuola di Barbiana

Possono le idee di Don Milani applicarsi in un gruppo di studenti di ingegneria informatica di Reggio Calabria e nel XXI secolo? Da circa 2 anni è in atto un esperimento che, partendo dallo scambio di saperi tra studenti universitari, e attraverso uno spazio di co-working, punta a formare i talenti dell’economia digitale di domani. Si chiama Barbiana 2.0. coworking laboratory, il laboratorio accademico di coworking dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria fondato e fortemente desiderato da Domenico Ursino, appassionato professore di ingegneria del software e prorettore dell’Università, che nel 2014 ha deciso di raccogliere la sfida di chi sa cosa vuol dire crescere e studiare in realtà complesse del Sud fornendo così ai suoi studenti, uguali strumenti di partenza indipendentemente dalla estrazione sociale, per trovare la strada del futuro. Ursino è un facilitatore del “saper fare”, adatta il metodo e sceglie insieme ai suoi studenti gli argomenti da trattare, i progetti da realizzare, gli articoli scientifici da scrivere e pubblicare: «Abbiamo bisogno di cambiare approccio didattico nei luoghi della diffusione del sapere, semplicemente perché stiamo cambiando epoca, stiamo passando all’epoca del digitale».

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Gli obiettivi

Gli obiettivi del laboratorio sono: rendere l’apprendimento e le esperienze didattiche e di ricerca più partecipativi, assegnando agli studenti un ruolo da protagonisti; lavorare con passione ed entusiasmo, molto duramente, divertendosi; portare avanti, oltre agli studi previsti dal proprio piano tradizionale, anche studi di ricerca avanzata, in collaborazione con prestigiose università italiane e straniere (come la University College of London); puntare sulla ricerca avanzata in campi innovativi dell’informatica per poter ritagliarsi il proprio spazio nel mondo del lavoro. Le attività che si svolgono vanno dalla ricerca finalizzate alla stesura di articoli scientifici, alla creazione di progetti innovativi a supporto di diverse aziende. Nel co-working Barbiana 2.0, Ursino insegna il passaggio da un clima “competitivo” ad clima assertivo e “cooperativo”. Gli studenti si aiutano l’un l’altro, i più grandi insegnano ai più piccoli, si impara reciprocamente. «Sostituire la competizione con la collaborazione è stato un aspetto fondamentale – dice Ursino – perché questi ragazzi possano essere protagonisti del cambiamento dentro e fuori l’ateneo con pratiche non conflittuali, ma di collaborazione, disponibilità e partecipazione». 

L’inclusione sociale dell’I care di Don Milani approda a Reggio Calabria, con lo scopo principale di fornire un’istruzione uguale per tutti gli studenti, indipendentemente dalla propria estrazione sociale.

In questo contesto, tecnologia e innovazione fanno la loro parte. Per chi lavora nell’informatica «bastano un pc e un collegamento alla rete e il gioco è fatto, tutti i ragazzi hanno gli stessi strumenti di partenza!». Ma sui progetti, si capisce quali sono le personalità più emergenti, quelle più imprenditoriali, quelle veloci e geniali («perché l’informatica ne ha tante», afferma il professore).

Il co-working

La sfida è partita dalla richiesta della disponibilità dello spazio di co-working. Gli studenti, grazie allo spirito imprenditivo del prof. Ursino, sono riusciti ad ottenere “in prestito”, la gestione di un locale che l’ateneo di Reggio Calabria aveva dato in affitto ad Aubay, una multinazionale dell’Ict che ha poi trasferito i suoi impiegati a Roma e Milano. Si tratta di locali molto accoglienti ed attrezzati, che sarebbero rimasti altrimenti inutilizzati.

La sede di Barbiana 2.0 è autogestita in tutti i suoi aspetti, a partire dalle pulizie. Motivo di vanto e un’opportunità di crescita per gli studenti che sentono il laboratorio come la loro seconda casa

e si adoperano anche sotto il profilo operativo e funzionale per mantenerlo pulito, e per renderlo sempre più accogliente. Lo spazio di co-working è aperto tutti i giorni dalle ore 7.30 alle 21. Spesso si va a giocare a pallone insieme, oppure a mangiare una pizza. Insomma, praticamente, si vive insieme, si sogna insieme. A Barbiana 2.0 al momento ci sono circa 20 studenti di ingegneria informatica, alcuni sono tesisti magistrali, altri studenti del secondo anno della magistrale, altri ancora tesisti della triennale.

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Il metodo: duro lavoro e tanto entusiasmo

Il metodo consiste nell’individuare alcune problematiche di ricerca per poi discuterne in un primo momento con studenti “senjor” per elaborare e proporre le possibili soluzioni. Dopo di che si conducono delle campagne sperimentali per verificare la bontà degli approcci proposti. A tali campagne prendono parte gli studenti della magistrale e i tesisti della triennale. Infine, una volta verificata in maniera rigorosa la validità degli approcci proposti e la loro innovatività, il team di progetto diventa anche autore nella stesura dell’articolo scientifico che viene poi pubblicato su riviste spesso internazionali. Le attività non finiscono qui, Il team sperimenta continuamente nuove soluzioni software, si candida a partecipare a bandi per progetti di ricerca e, nel contempo, porta avanti diverse collaborazioni di ricerca con importanti realtà come: University College of London, South Hampton University, Google Londra, il Laboratorio Retmes (Research Team for Mediterranean Entrepreneurship and Startups), il Dipartimento di Matematica dell’Università della Calabria, il Parco Ecolandia di Reggio Calabria, il polo “Natura, Energia e Territorio” (Net) della Calabria,  il Contamination Lab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il progetto Barbiana 2.0 punta a mantenere i propri talenti in Calabria, creando una startup che operi nel campo della tecnologica informatica nazionale e internazionale. Il sogno dunque? creare la startup Barbiana 2.0 formata dagli ex studenti reggini che vogliono crescere, lavorare e costruire sul proprio territorio. Un’impresa innovativa che sia il punto di riferimento su ricerca avanza, servizi, soluzioni nel settore del digitale e dell’informatica per conto delle migliori aziende del mondo.

@grocco4