Nursery Field Forever: la scuola d’infanzia che insegna ai piccoli a coltivare ciò che mangiano

Un team di architetti italiani ha vinto il primo premio alla AWR competition di Londra, con un progetto per una scuola per piccoli agricoltori

La canzone era “Straberry Field Forever” e gli architetti del team tutto italiano Aut-Aut hanno pensato proprio a John Lennon nel presentare il loro progetto alla AWR competition, il concorso per le nuove scuole d’infanzia londinesi. Così, “Nursery Field Forever” è arrivato primo: il progetto  immagina una pre-scuola “agricola”, dove i piccoli di 4-5 anni imparano a coltivare il cibo che mangiano e stabilire un contatto con i ritmi della natura. Il team di designer, che opera a Roma, è formato da Gabriele Capobianco, Edoardo Capuzzo Dolcetta, Jonathan Lazar, and Davide Troiani.

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Recuperare il contatto con la natura

“Oggi l’assenza di una esperienza diretta con la natura ha completamente deviato la percezione dei bambini del mondo e dei suoi processi basilari. Questo sembra essere vero soprattutto per chi abita nelle città” spiegano gli architetti. “I bambini sono dei naturalisti molto curiosi, e pensiamo che questa loro qualità innata debba essere sfruttata e stimolata per un approccio educativo moderno”.

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Gioco e fattoria

Il loro modello è una scuola capace di combinare gioco, natura e tecnica, in una didattica basata su tre approcci: apprendimento dalla natura, dalla tecnica e dalla pratica. Lo sviluppo sociale, fisico ed emotivo dei bambini è incoraggiato dall’interazione con le piante e gli animali. Attraverso la cura di un animale, per esempio, i bambini possono sviluppare il senso di responsabilità, e con gli ambienti a metà tra scuola e fattoria riescono a sperimentare attività sempre diverse. Non c’è la classica suddivisione in aule, la scuola è formata da edifici alimentati con fonti rinnovabili dai tetti spioventi e situati lungo una traiettoria sinuosa. I bambini apprendono come curare gli animali e le piante, come si coltiva il cibo. Allo stesso tempo instaurano una relazione di rispetto con la natura e con la comunità di compagni che frequenta la scuola che li fa crescere come persone.

@carlottabalena

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