A Como il primo liceo dell’artigianato, dove i ragazzi imparano anche i mestieri

Oltre alla formazione liceale, la scuola “Oliver Twist” di Como offre l’insegnamento delle arti della cucina e dell’accoglienza, dell’arredo ligneo e del tessile

Chi l’ha detto che apprendere bene un mestiere è un ripiego per ragazzi svogliati? A smontare questo pregiudizio che ha accompagnato fino ad oggi la formazione professionale, sarà la scuola “Oliver Twist” di Como che dal prossimo anno scolastico darà il via al primo liceo artigianale, una sorta di liceo delle scienze applicate con l’alternanza scuola-lavoro come prassi quotidiana. La “filosofia” della legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”, verrà declinata in questa realtà nata nel 2009 grazie all’omonima fondazione.

artigianato

Il ritorno dell’artigianato

Siamo di fronte ad un percorso del tutto innovativo, capace di coniugare il lavoro e la sapienza artigianale, il locale e l’internazionale. Il liceo artigianale sarà il primo indirizzo che affiancherà al diploma liceale il raggiungimento di competenze lavorative certificate in uno di questi tre settori: arti della cucina e dell’accoglienza; arti dell’arredo ligneo e del tessile. Da lì usciranno giovani formati a 360 gradi. Basta vedere le materie di studio per capire: i ragazzi dovranno prendere in mano libri di italiano, lingua straniera, matematica, informatica, fisica, scienze naturali, storia dell’arte per tutti i cinque anni, e nel biennio anche storia e geografia. Ma non solo. Il primo anno avranno 210 ore di laboratorio artigianale mentre a partire dal secondo anno una settimana al mese i ragazzi svolgeranno un’attività lavorativa in un’azienda.

Inglese in primo piano

Un approccio alla professionalizzazione che partirà dalle aule: ogni classe sarà dotata di lavagna interattiva e ciascun studente utilizzerà il notebook come strumento di studio. Oltre ai diversi software specialistici, i laboratori digitali saranno dotati di stampanti 3D. Particolare attenzione sarà data alla conoscenza della dimensione globale e quindi all’apprendimento della lingua inglese, potenziata anche attraverso la formula del CLIL, l’utilizzo di software specialistici dedicati con il coinvolgimento di insegnanti di madrelingua e di moduli di cultura internazionale svolti da docenti e professionisti stranieri. L’obiettivo per la lingua inglese è almeno la certificazione B1 al termine del primo biennio.

Il collegamento con le aziende

Un percorso davvero capace di offrire ai ragazzi diverse opportunità: tra le attività didattiche sarà favorito lo studio del cinema, della musica, della calligrafia e profilatura ma anche del parlare in pubblico. Il comitato scientifico del primo liceo artigianale composto da Mario Botta, Giuseppe Bertagna, Erasmo Figini, Carlo Ossola e Albino Zgraggen ha già attivato una serie di rapporti con alcune aziende significative: Inditex Spa; Lario Hotel; Lisa Spa; Vodafone; Castiglioni Legnami. L’opportunità offerta dalla scuola “Oliver Twist” apre un dibattito sul valore dei licei che oggi devono sempre più guardare al mondo del lavoro, preparare i ragazzi ad entrare nel mercato economico fornendo loro tutti gli attrezzi necessari per affrontare il difficile momento in cui ci troviamo. Studiare un mestiere con la consapevolezza di poter avere una formazione di qualità e globale è sicuramente la strada giusta.

Il motore di ricerca della moda cresce e aggiunge altre città | Papèm

La startup, guidata da Alberto Lo Bue e Carlo Alberto Lipari, dopo aver ricevuto il premio Endeavor ai MYllennium awards, ha annunciato che l’espansione non si fermerà fino a quando Papèm non sarà presente in ogni angolo di tutte le città

Efficienza energetica in edilizia. La call di Klimahouse Startup Award

C’è tempo fino al 20 novembre per partecipare alla seconda edizione della call per startup europee attive nell’ambito delle tecnologie legate allo smart building, allo smart living e alla smart city che mettano al centro del proprio operato la sintonia tra uomo e natura

DevSecOps: lo sviluppo software agile attento alla sicurezza

Sviluppatori, esperti di sicurezza, reparto IT: tutti devono collaborare per creare software davvero sicuro. Un concetto che si concretizza nel DevSecOps, un modo moderno e veloce per arrivare dall’idea alla produzione senza correre rischi