Benvenuti a Bigrock, la scuola degli effetti speciali dove si fabbricano i sogni

A Big Rock si insegnano computer grafica ed effetti speciali: chi è uscito da qui ha lavorato in film come Avatar e Frozen. A novembre la scuola organizzerà “The BigD”, un evento di incontro e recruiting nel settore. Siamo andati a vedere come si fabbricano i sogni

“Ben arrivato sognatore. Cerca di divertirti”. I ragazzi entrano a scuola e appoggiano il loro badge su una piastra di legno che dà loro il benvenuto. Poi si distribuiscono nelle aule: c’è chi oggi si occuperà di realtà aumentata, chi realizzerà in computer grafica un camion che esplode per un film, chi modellerà con l’argilla il personaggio di un nuovo cartone animato.

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La scuola dove si costruiscono i sogni

Siamo a Bigrock, la scuola di Visual Effects partecipata al 30% da H-Farm che ogni anno forma più di 250 persone nell’animazione 3D. L’80% dei ragazzi che escono da qui trovano lavoro nel settore nei successivi 12 mesi: e infatti, appena entrati in Big Rock, si vedono appese alle pareti le locandine dei film che nei titoli di coda hanno il nome di un “bigrocker”, cioè un ex alunno. Fare un elenco sarebbe difficile: praticamente ci sono tutti i film con effetti speciali degli ultimi anni. “Abbiamo finito i muri” ci dicono, mentre spostiamo gli occhi da Gravity a Zootopia, da Spider Man 2 ad American Sniper, da Avatar a Frozen. Forse è più semplice citare alcuni film in uscita con lo zampino di Bigrock: nel prossimo Star Wars, ad esempio, c’è Fabrizio Fioretti che sta alla ILM London e che ha lavorato anche a Game of Thrones; nel team dei visual effects di Pets, il cartone sugli animali ora nelle sale, c’è Andrea Giro, anche lui ex bigrocker. E la lista potrebbe continuare. “I titoli sono la parte più bella di un film: restiamo sempre a leggerli, perché quasi sempre c’è qualcuno di noi” dice Marco Savini, che ha fondato BigRock nel 2005. Savini è stato il primo istruttore certificato di Maya, e sul software per l’animazione 3D ha scritto vari libri. Ora insegna in questa scuola dove, come vuole la più antica definizione di cinema, nascono sogni.

Marco Savini

Marco Savini

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Mac, ping pong e Matt Damon

Immersa nel verde di Ca’ Tron, a Roncade, in provincia di Treviso, Bigrock accoglie ogni 6 mesi classi da 20 persone suddivise nei tre percorsi di studio: Computer grafica, Realtà Virtuale, Concept Art. I master costano 6 mila euro e sono aperti a tutti: per entrare non è necessaria una formazione specifica. Il core della scuola è naturalmente la computer grafica: il corso, di 900 ore a semestre, prevede anche un viaggio a Londra per conoscere le major del cinema, e la realizzazione di un cortometraggio che poi gli studenti vedono proiettato in una serata di gala a fine corso. Facciamo un tour tra le aule: troviamo i ragazzi intenti ognuno sulla propria postazione, in aule piene di disegni, lavagne, post-it. “Hanno i computer rivolti verso il muro, così i docenti riescono a tenere d’occhio sempre il lavoro di tutti” spiega Savini che ci accompagna per i corridoi. Gli studenti hanno tutti un iMac e una tavoletta grafica.

I computer vengono cambiati ogni anno, quindi praticamente ogni studente ha un computer nuovo.

Sono seduti su sedie ergonomiche Herman Miller anti mal di schiena (“costano mille euro l’una ma ne vale la pena” ci assicurano). Non mancano gli incoraggiamenti “ispirazionali”: “Se Matt Damon è riuscito a tornare da Marte noi possiamo fare tutto” è scritto su una porta, riferendosi a “Sopravvissuto”, il film dove praticamente qualsiasi cosa – dalla scenografia alla tuta spaziale – è stata realizzata in computer grafica, e al quale, nemmeno a dirlo, hanno partecipato ragazzi usciti da queste stanze.

A un certo punto è l’ora della pausa: i bigrocker escono tutti in giardino a giocare a ping pong o a prendersi un caffè.

“Ora fanno rumore, ma quando rientrano non vola una mosca. Chi arriva qui è veramente motivato a lavorare nel settore. Noi non spendiamo soldi in pubblicità, abbiamo solo il nostro blog e i nostri social. Siamo a Roncade, un posto distante dalle grandi città. Chi arriva qui è perché vuole veramente esserci”.

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Un futuro al cinema

La scuola non ha un servizio di “placement”, ma offre varie opportunità per incontrare aziende interessate al tipo di competenze che qui vengono insegnate. Per esempio, al termine dei master, i 10 studenti più promettenti vengono reclutati da Bigrock per la produzione di attività commissionate da clienti esterni: sono i “Red” e li riconosci perché hanno una maglietta speciale e un ufficio leggermente dislocato dalle aule.

Sono i più geniali, alcuni di loro diventano anche professori: la regola, qui, è che per insegnare a Bigrock devi aver frequentato Bigrock.

Un’altra opportunità di networking sono naturalmente i viaggi a Londra che vengono organizzati per ogni corso, e poi un grande evento che si terrà l’11 e 12 novembre a Treviso, presso le sale del cinema Corso. Si chiama The BigD 2016 ed è un evento che raccoglie i professionisti degli effetti speciali. Tutti ex corsisti di Bigrock che oggi lavorano in case di produzione cinematografiche saliranno sul palco per mostrare le creazioni più recenti, e offrire consigli a quanti cominciano il loro stesso percorso. Non solo: nel pubblico ci saranno anche i cacciatori di teste della Framestore, la casa di produzione di visual effects che ha realizzato – tra gli altri – Paddington, The Martian, The Avengers, I guardiani della galassia.

Alla fine Marco Savini ci mostra un video: è il video del BigTour, una specie di “gita scolastica” che ogni classe compie a fine corso. Un viaggio in jeep, negli Usa, per imparare l’importanza del gruppo e i valori della leadership. “Durante ogni viaggio il gruppo lascia una bottiglia per il gruppo del semestre successivo che dovrà trovarla a seguito di una specie di caccia al tesoro” racconta Savini. Cosa c’è nella bottiglia? “Un messaggio di vita, un consiglio che si vuole lasciare a chi verrà dopo di te. Quando la trovano, di solito urlano di gioia”.

@carlottabalena

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