7 eroine Disney per ispirare le bambine con modelli di emancipazione

Dalla libertà e dalla determinazione di Pocahontas, alla voglia di avventura di Moana: nella storia di casa Disney si assiste anche a una rappresentazione di personaggi femminili che non aspettano nessun principe che le vada a salvare dai mali del mondo

Un cartone animato da vedere in famiglia è un modo per vivere l’atmosfera del Natale con storie di fantasia che permettono a grandi e bambini di evadere dalla realtà grazie a ambientazioni più o meno magiche. E se, però, qualcuna delle storie proposte in tv in questi giorni servisse anche per riflettere sul modo in cui sono cambiati i personaggi nel tempo e su quanto possano servire da modello per i più piccoli? Qui abbiamo scelto di guardare all’universo femminile, a come anche il mondo dei cartoni possa contribuire a dare un’immagine della donna determinata e sicura di sé. Abbiamo raccolto 7 esempi di eroine capaci di cavarsela da sole nelle avversità e non più in perenne attesa di un principe che le salvi dai mali del mondo.

1. Moana (Oceania)

moana

Partiamo dall’ultima arrivata di casa Disney. Si tratta del film Moana che sarà distribuito in Italia con il titolo Oceania a partire dal 22 dicembre. È il 56° classico Disney e ha come protagonista una principessa di 16 anni che abita un’isola del Pacifico meridionale. Moana è stata scelta dall’oceano e incoraggiata dalla nonna a intraprendere dei viaggi di esplorazione per recuperare l’eredità degli antenati, grandi navigatori che avevano avuto il merito di scoprire molti territori. Moana è una ragazza senza paura, anche perché forte dei poteri del cuore di Te Fiti, la pietra che le ha regalato la nonna Tala. Nelle sue avventure per mare Moana incontra il semidio Maui e si confronta con creature di fuoco e altri ostacoli. È sempre la nonna, anche sotto forma di spirito, a rappresentare, però, la forza maggiore di Moana. Tala è quindi un’altra eroina al femminile che non solo spinge la nipote a non arrendersi, ma la stimola a trovare dentro di sé la propria vocazione, a dare ascolto ai suoi più intimi desideri, senza paura. Il coraggio di Moana alla fine del film diventa un’ispirazione per gli abitanti del suo villaggio: dopo mille anni di chiusura e apatia, guardando alla giovane principessa navigatrice, troveranno la voglia di ripercorrere le orme dei loro antenati e mettersi alla ricerca di terre inesplorate.

2. Elsa (Frozen)

elsa

Elsa è la regina delle nevi. E questo potrebbe far pensare che sia un personaggio gelido, dal cuore impenetrabile. In realtà una delle due protagoniste femminili di Frozen, film animato Disney del 2013, è una donna capace di incidere con la sua autonomia e indipendenza sulla sua vita e su quella della sorella Anna. Elsa fin da piccola è dotata di un potere enorme, quello di creare e controllare il ghiaccio e la neve, ma quella sua abilità può essere dannosa per chi le sta accanto. Elsa soffre per la possibilità di fare del male alle persone che ama e quindi vive reclusa fino ai 18 anni. Al ballo di corte in cui viene incoronata regina si oppone al matrimonio della sorella con il principe Hans. Lo fa per il bene della sorella perché lo ritiene un matrimonio affrettato e non basato sulla conoscenza reciproca. Ma il suo atto di amore non viene capito e lei scappa costruendosi un regno di ghiaccio in cui vivere libera. I suoi affetti più cari cercheranno comunque di farla tornare a casa. Non c’è un principe accanto ad Elsa. La romantica storia di amore tra la principessa e qualche pretendente non è funzionale alla storia. Questo, però, non significa che lei non sia in grado di provare sentimenti fortissimi, soprattutto quell’amore per la sorella Anna che contribuirà a salvarla e che le permetterà alla fine di controllare il suo dono magico.

3. Merida (Ribelle)

merida

Il titolo del film che ha come protagonista la principessa Merida dice già molto sul suo temperamento: Ribelle. Creato da Diney-Pixar e uscito nelle sale nel 2012, Ribelle racconta una storia ambientata nella Scozia del V secolo. È una storia già sentita, quella di una principessa promessa in sposa dal padre a qualcuno contro la sua volontà. Merida ama la natura, tira bene con l’arco e non ha quasi nulla delle buone maniere che si convengono alla figlia di un re. E soprattutto non ha alcuna intenzione di piegarsi alle tradizioni. I suoi lunghi capelli ricci e rossi aiutano nella rappresentazione di un personaggio sicuramente fuori dai soliti schemi, addirittura in grado di presentarsi in maniera tutt’altro che femminile come di solito avviene nella raffigurazione dei ruoli di genere nei cartoni animati. Per opporsi alla volontà dei genitori decide di sfidare nel tiro con l’arco i suoi stessi pretendenti e li batte, umiliando tutti. Il suo comportamento, però, la fa rompere del tutto con la sua famiglia e la costringe a scappare nella foresta. Da lì una serie di avventure riempiranno la vita di Merida che cerca nella magia di una strega la soluzione ai suoi problemi. Anche qui non c’è nessun personaggio maschile pronto a sguainare la spada per salvare la principessa. Anzi, sono i suoi stessi sentimenti a permetterle di ricucire il rapporto con la madre e a rompere l’incantesimo che le ha causato conseguenze inaspettate.

4. Rapunzel

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I lunghi capelli biondi di Rapunzel contribuiscono a dare la sensazione di essere di fonte a una principessa dai caratteri stereotipati che vive rinchiusa in una torre e aspetta che l’uomo dei suoi sogni in sella a un cavallo bianco vada a liberarla. In realtà, la storia che si ispira a Raperonzolo dei fratelli Grimm riserva delle soprese per quanto riguarda la caratterizzazione della protagonista femminile. Rapunzel è vittima di una strega che si finge sua madre a la tiene rinchiusa nella torre. Sono solo il suo coraggio e la sua astuzia che le permettono di liberarsi, attraverso un patto con il ladruncolo Flynn. Alla fine per Rapunzel arriva anche l’amore, ma non è un sentimento idealizzato nato dal nulla. È più la capacità di cambiamento che il temperamento della ragazza riesce ad esercitare su chi la circonda, riuscendo a tirarne fuori la dolcezza e i buoni sentimenti. Rapunzel sa quanto vale, non ha bisogno che qualcuno riconosca il suo valore e la sua bellezza. E si batte per affermare la sua libertà di azione stringendo rapporti e usando l’intelligenza come unica arma per recuperare la sua vera identità e affrancarsi da un destino di oppressione. Una felicità, quella che Rapunzel riesce a conquistarsi da sola, nella quale fa entrare anche il suo amato, ma della quale l’uomo non è l’artefice.

5. Tiana (La principessa e il ranocchio)

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Ci sono due bambine nella storia della Principessa e il ranocchio. Charlotte bacerebbe cento ranocchi pur di diventare principessa, mentre Tiana sogna una cosa completamente diversa: vuole a tutti i costi aprire un locale tutto suo, un ristorante che le permetta di realizzarsi come donna d’affari seguendo l’esempio del padre. Insomma, nei sogni di Tiana niente balli di corte e diademi regali, solo la soddisfazione di diventare una donna indipendente e in carriera. Per farlo non cerca stratagemmi, ma si impegna con il suo lavoro. E combatte anche gli sterotipi legati al colore della sua pelle. Nel percorso per raggiungere il suo obiettivo, Tiana viene trasformata in una rana da un bacio con il principe Naveen, capovolgendo così la storia classica della Disney. È un cambiamento che, però, le vale l’amore, un amore sincero che la porterà a realizzare i suoi desideri, ma per il quale ha dovuto combattere tanto quanto per la sua affermazione personale.

6. Mulan

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Per trovare un’altra eroina dalle caratteristiche femministe dobbiamo tornare indietro al 1998 quando nelle sale di tutto il mondo uscì Mulan. La protagonista della storia appartiene a una famiglia di un villaggio dell’entroterra cinese. È destinata ad accontentare i suoi genitori sposando un buon partito e occupandosi della casa. Mulan, però, è diversa. La Cina in quel periodo deve difendersi dall’avanzata degli Unni e l’imperatore chiama alla guerra un esponente maschile di ogni famiglia. Il padre di Mulan è invalido e la figlia, per salvarlo da morte certa, decide di affrontare l’addestramento e la battaglia. Si taglia i capelli e veste l’armatura. Affronta tutte le difficoltà connesse al far parte di un esercito di soli uomini con l’obbligo di nascondere la sua identità. Con tenacia ci riesce, e così salva suo padre e contribuisce a salvare anche il suo popolo. Mulan è una progressista che conquista con le sue eroiche gesta la riconoscenza dell’imperatore cinese e l’amore del capitano della sua truppa, che la conosce soldato e la apprezza come donna.

7. Pocahontas

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Pocahontas. Foto: La Grazia Fiorente

È l’unica “principessa” ad aver avuto due amori, John Smith e John Rolfe rispettivamente nel primo e nel secondo capitolo della storia. Pocahontas è il personaggio femminile che ha aperto la stagione di rinnovamento di casa Disney già nel 1995, molto tempo prima di Elsa e Merida. Innanzitutto è un’indiana d’America, il che contribuisce a rappresentarla come emblema di una minoranza. In più è una donna indipendente che vive spesso da sola. È libera e coraggiosa, ama nuotare ed essere immersa nella natura. Rifiuta un pretendente e si innamora del primo John solo dopo averlo a lungo frequentato e conosciuto, un inedito per le trame dei film animati che ci hanno abituato a molti colpi di fulmine. Si lascia affascinare dai racconti esotici che John Smith le fa riguardo all’Europa, ma è decisa a rimanere nella sua terra. Riesce addirittura a evitare lo scoppio di una guerra e a salvare la vita al suo primo amato e l’intero suo popolo mettendosi contro suo padre. È lei, poi, che si fa paladina di un’apertura culturale attraverso la quale il viso pallido John Smith viene accettato dai pellerossa. Il film stupisce anche per il suo finale non scontato che però rafforza l’ideale di una donna non costretta a legare il suo destino a quello del suo compagno.

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