I fondatori del maggior numero di unicorni europei hanno studiato all’Università di Oxford

Uno studio raccoglie le principali università europee e nel mondo e controlla quanti tra i suoi ex allievi hanno fondato un unicorno

Vuoi avere successo e fondare una startup miliardaria? Basta andare – si fa per dire – alla Oxford University. L’ateneo è infatti quello in cui, negli ultimi dieci anni, si sono laureati il maggior numero di fondatori europei di unicorni, cioè startup che hanno raggiunto la valutazione di almeno un miliardo di dollari. Ovviamente, come il mitologico animale, sono piuttosto rare. Dal 1984 ad oggi, otto dei più grandi unicorni al mondo sono stati fondati dai laureati di Oxford.

oxford_alamy_3068787k-large_trans_NvBQzQNjv4BqqVzuuqpFlyLIwiB6NTmJwfSVWeZ_vEN7c6bHu2jJnT8

I founder ex-allievi

Qualche  esempio: Allie Morse con Africa Internet Group, Ivan Griffin fondatore di BenevolentAI, James Meekings ideatore di Funding Circle, Jessica Butcher leader di Blippar, Kevin Hartz creatore di Eventbrite, Michael Gould inventore di Anaplan, Reid Hoffman promotore di LinkedIn, Samir Desai istitutore di Funding Circle. I geniali allievi in realtà hanno una laurea in tutt’altro campo, come Reid Hoffman, fondatore di LinkedIn, che ha studiato Filosofia e Keven Hartz di Eventbrite, che ha completato un Master in Storia.

Gli unicorni a livello mondiale

La ricerca è stata effettuata dal software Sage, del Regno Unito. Lo studio non si è limitato a livello europeo, ma ha esteso il suo raggio su scala mondiale. A livello globale Oxford  è scivolata al settimo posto, con le Università di Stanford e Harvard a guidare la classifica, producendo rispettivamente 51 e 37 imprese unicorni. In totale otto delle migliori quindici università del mondo si trovano negli Stati Uniti. Successo legato ai giovani e geniali imprenditori americani che hanno formato il più grande centro hi-tech del mondo, la Silicon Valley, che si trova nella baia di San Francisco, in California. Gli Stati Uniti sono in cima alla classifica con 144 aziende unicorni, seguiti dalla Cina con 47 e dall’India con 10. Paesi, questi ultimi, dove negli ultimi dieci anni si è investito molto nel campo della ricerca.

Puntare sulle donne

La maggior parte delle società unicorni sono fondate su materie come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. La ricerca arriva proprio sulle recenti proposte del Primo Ministro inglese Theresa May, intenzionata a destinare più fondi alle scuole scientifiche di tutto il Regno Unito, al fine di incoraggiare più studenti a intraprendere un cammino di studi in questi settori. In particolare, spera di aumentare il numero di ragazze, per avviarle a una carriera nel ramo scientifico. La ricerca di Sage rivela infatti che solo il 6% degli unicorni mondiali sono stati fondati da donne.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Exit per Tilt, l’app di social payment comprata da Airbnb per 12 milioni

Airbnb ha versato 12 milioni in cash nelle casse startup che facilita lo scambio di soldi tra persone via mobile, ma tra decine in bonus per i fonunders e scambi di quote l’ammontare totale dell’operazione ammonterebbe a 60 milioni

«Amazon dominerà presto il fintech», dice un boss di Andreessen Horowitz

Secondo Alex Rampell, general partner della società di venture capital Usa che è tra i maggiori investitori (tra gli altri) di Facebook, Amazon (con già 23 milioni di utenti che usano la sua piattaforma di pagamento) ha una strategia precisa per dominare presto il fintech