La scuola indiana per le nonne che combatte l’analfabetismo

Aperta l’8 marzo del 2016, l’istituto del villaggio di Panghane dà la possibilità a circa trenta donne over 60 di imparare a leggere, a scrivere e a fare operazioni basilari di aritmetica recuperando conoscenze che non hanno avuto modo di apprendere durante l’infanzia

Che l’India non sia stato fino ad ora un paese per donne lo dicono i fatti. Ma c’è un piccolo villaggio, Phangane, che ospita una scuola per dare una seconda possibilità di conoscenza a una generazione che sembrava averla persa per sempre. La Aajibaichi Shala è, letteralmente, una scuola per nonne: la storia, raccolta da Reuters, sembra dire a tutti, soprattutto alle donne, “non è mai troppo tardi”.

scuola none

La bassa alfabetizzazione femminile

Anche in un paese dove si è a lungo praticato l’aborto selettivo dei feti di sesso femminile, nelle cui scuole la presenza dei maschi è più elevata di quella delle femmine e il cui tasso di alfabetizzazione delle donne si ferma al 67% mentre quello degli uomini raggiunge l’83%, è possibile cercare di cambiare le cose. Le donne over 60 di questo piccolo centro dello stato di Maharashtra sono pronte a stare sedute sul pavimento con le gambe incrociate e ad appuntare su libri e quaderni quello che non sono riuscite a imparare da piccole. L’età non è un ostacolo.

Leggere, scrivere e far di conto

«Le loro aspirazioni non sono certo quelle di andare all’università o di lavorare in un ufficio, ma vogliono leggere, scrivere e firmare con il loro nome, come fanno tutti i componenti della loro famiglia», spiega Yogendra Bangar, un insegnante elementare che ha contribuito a fondare la scuola. Nelle aule della Aajibaichi Shala si impara a leggere, a scrivere e a fare delle operazioni basilari di aritmetica. Le alunne sono circa 30 e hanno un’età compresa tra i 60 e i 90 anni. A volte, è possibile incontrare anche qualche nipotino.

L’apertura un anno fa per la festa della donna

La scuola è stata aperta nel marzo del 2016, in occasione della festa della donna, su iniziativa di Bangar. Il progetto è stato supportato dall’organizzazione Motiram Charitable Trust che ha fornito alle studentesse le divise, gli zaini, le lavagne e i gessi. Le lezioni si tengono 6 giorni a settimana nel pomeriggio. Ogni giornata comincia con la preghiera. Poi si ripetono l’alfabeto e le tabelline. L’unico problema sembra essere la stanchezza che insorge a stare troppo tempo seduti a terrra, come ha detto a Reuters una delle allieve, Tupange.

La salvezza nell’educazione

Questa realtà è in linea con la volontà dichiarata dal governo di Narendra Modi di sostenere un accesso più diffuso delle donne all’istruzione. Tra i progetti già lanciati c’è l’iniziativa Beti bachao, beti padhao che significa “Salva la ragazza, educa la ragazza”. La convinzione è che attraverso la trasmissione della conoscenza si possa davvero migliorare la vita delle donne indiane spesso costrette a tenersi lontano dalle scuole a causa del pregiudizio sociale, delle difficoltà logistiche incontrate nel percorso da casa a scuola o dell’assenza di bagni separati in base al genere negli istituti. Inoltre dal 2009 l’India ha approvato il Right Education Act per assicurare anche ai bambini svantaggiati l’istruzione fino ai 14 anni di età.

 

 

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