All’Istituto agrario di Firenze i ragazzi vendono gli ortaggi per pagare la gita ai compagni in difficoltà

Hanno seguito un corso, pensato ad un logo, si sono dati il nome “Ortisti per caso”: i proventi delle vendite sono messi a disposizione delle famiglie

C’è chi coltiva l’orto per passione e chi lo fa per aiutare i propri compagni ad andare in gita scolastica. L’idea è venuta agli studenti dell’Istituto tecnico agrario di Firenze che hanno deciso di piantare carote, zucchine, pomodori, insalata ma anche varietà antiche di ortaggi per poi rivenderli e “guadagnare” soldi che vengono investiti per le famiglie in difficoltà. I ragazzi hanno iniziato il progetto nella scorsa primavera grazie all’esperienza di scuola alternanza-lavoro e la Federazione Toscana BCC che ha tra i suoi obiettivi quello di diffondere la cultura cooperativa tra i banchi di scuola. Hanno seguito un corso, pensato ad un logo, si sono dati un nome “Ortisti per caso”, hanno aperto una pagina Facebook e persino un profilo Twitter ma soprattutto hanno iniziato a vangare e seminare per farsi trovare pronti in occasione dell’open day dell’istituto con i loro prodotti.

La fatica ha dato i suoi frutti, in tutti i sensi. I ragazzi sono riusciti a raccogliere i primi fondi che hanno deciso di destinare proprio a quei compagni di scuola che fanno fatica a partecipare ai viaggi d’istruzione per questioni economiche. Non solo. Una parte dei proventi della vendita sono serviti anche ad assicurare un rimborso a quei ragazzi che hanno deciso di impegnarsi in attività lavorative durante la stagione estiva rinunciando alle vacanze. Un lavoro che è stato riconosciuto e premiato: l’associazione cooperativa scolastica dell’istituto agrario si è aggiudicata il primo bando “Idee per imprese cooperative” organizzato dall’ufficio scolastico regionale nell’ambito di “Toscana 2020”, il progetto di Confcooperative della Regione dedicato alle scuole. Non resta che seguire l’esempio. In Italia le scuole che hanno un orto sono parecchie. Coltivare ortaggi in questo caso è diventata non solo una lezione didattica ma anche una lezione di vita che ha permesso di rendere concreta la solidarietà e di dare una risposta alla crisi economica che colpisce duramente le famiglie.

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