#Maturità2017 Giorgio Caproni e robotica tra le tracce della prima prova

Idillio e minaccia alla natura per il saggio letterario, disastri e ricostruzione per il saggio politico, robotica e nuove tecnologie per il saggio socio-economico

Al via oggi la maturità 2017, con oltre mezzo milione di ragazzi impegnati nella prova (sono 505.686 i candidati, per 25.256 classi coinvolte e 12.691 commissioni). L’autore scelto per l’analisi del testo è Giorgio Caproni, con la sua poesia “Versicoli quasi ecologici” del 1972, tratta dalla raccolta Res Amissa. Le altre tracce proposte agli studenti riguardano i temi dei disastri e della ricostruzione per il saggio storico-politico, l’idillio e minaccia verso la natura per saggio breve in ambito artistico-letterario, e i risvolti futuri dell’avanzamento della robotica e delle nuove tecnologie per il saggio socio-economico.  Il tema storico è intitolato “Il miracolo economico italiano”, per il quale i candidati possono avvalersi, tra i testi a disposizione, di citazioni da Piero Bevilacqua da “Lezioni sull’Italia repubblicana” e da Paul Ginsborg da “Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi”.

La chiave digitale, composta da una serie di numeri e lettere, è stata usata per decriptare le tracce in tutti gli istituti italiani, ed è stata resa pubblica dal Ministero dell’Istruzione questa mattina alle ore 8.30. Il tempo a disposizione è di sei ore, e i ragazzi sono chiamati a scegliere una delle numerose tracce proposte, che vanno dall’analisi del testo, alla redazione di un articolo di giornale, al saggio breve di vario tipo: storico, artistico-letterario, scientifico ed economico. Quest’anno gli ammessi all’esame, secondo il Miur, sono il 96,3%; la Sardegna è la regione che fa registrare il tasso più basso, 94%, mentre la Basilicata con il 98,5% è quella che sforna la più alta percentuale.

Giorgio Caproni è l’autore di quest’anno: nato nel 1912 a Livorno e morto nel 1990 è uno dei più importanti poeti e critici letterari italiani.

“Versicoli quasi ecologici” di Giorgio Caproni (raccolta Res Amissa)
Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.

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