Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Lug 18, 2017, 8:30am

Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Lug 18, 2017, 8:30am

Artigianato, niente stress e costi ridotti. In Australia la scuola è a misura di studente

Sperimentando i ragazzi scoprono quali sono le loro passioni: Laura Linzitto, insegnante trasferitasi in Oceania, racconta le differenze tra la scuola australiana e la nostra

Le verifiche sono annunciate all’inizio dell’anno; a scuola si impara a cucinare, a lavorare il legno e il metallo e puoi scegliere che sport praticare. I compiti a casa sono esperimenti, esercitazioni pratiche oppure compiti che puoi fare divertendoti attraverso una app. Nel diario della scuola ci sono consigli anti stress e i genitori non devono fare colloqui con gli insegnanti ma vengono costantemente informati attraverso una sorta di “diario di bordo”. A 16 anni se non hai più intenzione di proseguire gli studi ti viene riconosciuto il percorso fatto con una specie di diploma breve.

Chiaramente non siamo in Italia ma in Australia, dove sulla scuola hanno investito e dove le strutture sono tutte moderne e ben attrezzate. Difficile registrare il crollo di un controsoffitto. Ma ciò che conta è il modello organizzativo del sistema d’istruzione. Siamo andati a scoprirlo grazie a Laura Linzitto, docente in una scuola superiore italiana che da qualche mese con il marito e le figlie Kenna e Nicole si è trasferita in Oceania.

Laura è una di quelle professoresse che in Italia si potrebbero definire innovative, capaci di portare entusiasmo in classe, ma anche una mamma attenta al percorso scolastico delle proprie figlie che ora frequentano le aule australiane.

StartupItalia!: Partiamo dai cicli. Come sono organizzati a quella latitudine?
Laura Linzitto: Si fanno sei anni di primaria e poi sei anni di secondaria. In totale studiano un anno in meno. La scuola è suddivisa in istruzione primaria e istruzione secondaria, non esiste la scuola media, e già questo mi sembra una cosa da copiare. Avendo insegnato alla secondaria di primo grado so che è una inutile ripetizione di contenuti fatti già molto bene alle elementari (penso a italiano e storia ad esempio).

SI!: La scuola superiore è simile alla nostra?
LL: No, non ha un indirizzo preciso, non sono suddivide in professionali, tecnici e licei. Il percorso lo crea lo studente. Ci sono sei anni scolastici, precisamente denominati year 7 (che sta frequentando Nicole), year 8 (che sta frequentando Kenna), year 9, e così via. Durante year 7 e year 8 gli studenti studiano un di tutto: inglese, matematica, scienze, geografia, musica, arte, food technology (imparano a cucinare!), woodwork (lavorano il legno!), metalwork (lavorano il metallo!), sport (possono scegliere quale fare tra football, basketball, netball, hockey, swimming, tennis), lingua straniera (in questa scuola la scelta per year 7 e 8 è tra francese e giapponese). I ragazzi a 14 anni non sanno cosa gli piace o no. Avendo insegnato anche cinque anni alle superiori in Italia ho visto tantissimi ragazzi cambiare in prima e seconda, e alcuni anche in terza o perfino in quarta.

Qui in year 7 e 8 si fanno tutte le materie, per poi iniziare a scegliere quelle che vengono chiamate “electives” (materie a scelta) in year 9 e 10, e quindi gli ultimi due anni, year 11 e 12 ci si specializza. Il titolo finale dipende quindi dal percorso che si è scelto di fare. Per esempio in year 9 si può scegliere di fare due o tre lingue straniere, e se si confermano gli ultimi due anni è come aver fatto un linguistico”.

SI!: Un percorso che non dimentica chi abbandona prima la scuola.
LL: Se si finisce il percorso a sedici anni, non si rimane con nulla in mano, ma si riceve una specie di diploma breve. Dovremmo farlo anche in Italia, perché i ragazzi sono obbligati a frequentare fino ai sedici anni, e poi gli rimane comunque solo il certificato della scuola media.

SI!: Quali sono i rapporti tra famiglia e scuola?
LL: Niente consigli di classe in Australia! Fantastico! In Italia ai colloqui e ai consigli di classe vengono i genitori dei ragazzi che vanno bene e sono seguiti. Quelli con i quali si avresti bisogno di parlare spesso non si presentano. Qui le comunicazioni vengono date ai ragazzi sotto forma di fogli informativi. Se il genitore non risponde, la scuola chiama.

SI!: Immagino che tutti questi servizi abbiano dei costi.
LL: In Australia ci sono in numero uguale scuola pubbliche, private, cattoliche. Io parlo per la mia esperienza di scuola pubblica. La scuola chiede un contributo unico di circa 350 dollari (più o meno 250 euro). Con questa cifra la famiglia riceve i seguenti beni e servizi: tutti i materiali scolastici (libri di testo, fogli da disegno, tutto l’occorrente per cucinare e lavorare il legno o metallo) il trasporto da e per la scuola e quello per attività extra. La cifra è di gran lunga inferiore al costo che si affronta ogni anno per le superiori in Italia.

SI!: Torniamo a parlare di didattica. E’ così diversa la scuola in Australia dalla nostra?
LL: Pensa alla musica. Si fa anche alle superiori. La scuola mette a disposizione gli strumenti che vanno dal pianoforte alla chitarra, alla batteria, ecc. Kenna sta imparando il piano, Nicole la chitarra. Durante le ore di scienze, gli studenti fanno davvero gli esperimenti! Kenna ha vivisezionato il rene di una pecora, Nicole ha fatto un esperimento come compito a casa. Le è stata data una lista di possibili esperimenti da fare nell’arco di un mese. Ha scelto di dimostrare come si arrugginisce il metallo. Ha dovuto documentare con foto e annotazioni quotidiane l’andamento dell’esperimento. Ha quindi scritto in modo articolato come è riuscita a dimostrare la sua iniziale ipotesi. Durante le ore di inglese (che per noi sarebbero di italiano) i ragazzi per almeno dieci minuti devono leggere un libro a loro scelta. Che meraviglia! Questo sì che vuol dire far amare la lettura. I libri possono portarli i ragazzi da casa o prenderli in prestito dalla fornitissima biblioteca della scuola.

SI!: Una scuola che mette al centro i ragazzi.
LL: Sì, lo fanno persino con le verifiche. In Australia a inizio anno scolastico la scuola mette sul sito il calendario di tutte le verifiche dell’anno. Niente più accavallamenti, i ragazzi sanno quando fanno i test e possono programmarsi per tempo. Almeno due settimane prima di ogni verifica ai ragazzi viene data comunicazione cartacea da far vedere ai genitori. La comunicazione descrive il tipo di verifica, i materiali necessari (righello, goniometro) i contenuti, la percentuale che confluirà nel voto finale della materia. Per motivare i ragazzi, ogni volta che raggiungono un ottimo risultato in una materia gli viene dato un tagliandino. Quando ne hanno tre ottengono un certificato di eccellenza e la scuola pubblica sul sito i nomi degli studenti che si sono distinti nelle varie materie.