Piano Nazionale Scuola Digitale, la scuola digitale riparte da Roma

Tempo di bilanci dopo i primi mesi del piano, e di rinnovati impegni per il prossimo anno scolastico. Le regioni firmano un nuovo protocollo con il MIUR, che rinnova anche le convenzioni per la tecnologia in classe

Il PNSD, Piano Nazionale Scuola Digitale, a settembre entrerà nel secondo anno scolastico effettivo di applicazione: il momento è quello giusto per comprendere fino a che punto si è spinto e fino a dove potrà ancora spingersi per garantire quelle novità tecniche e tecnologiche che permetteranno alla scuola italiana di fare un salto in avanti. Non è solo questione di registri elettronici: c’è da fare per la digitalizzazione del personale docente, e occorre coinvolgere gli enti locali che nei fatti devono applicare questa riforma. Per questo a Roma oggi il ministro Fedeli e i rappresentanti dei dipartimenti scolastici di tutta Italia hanno siglato un nuovo protocollo d’intesa.

Il PNSD nell’anno scolastico 2017-2018

La scuola digitale, nell’idea del Ministro e del suo staff, altro non è che completamento e prosecuzione del piano Buona Scuola del Governo Renzi: sono stati anni complessi quelli che ha vissuto durante questa legislatura la Scuola italiana, con la regolarizzazione dei precari, un concorso e il piano straordinario nazionale per i trasferimenti. I dati che vengono snocciolati sono comunque incoraggianti: ci sono i primi risultati, ci sono fondi disponibili, ci sono idee precise su come spendere i soldi e cosa fare per ammodernare la scuola.

Si comincia dalla banda larga: ci sono, assicura il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli, fondi pronti al CIPE che saranno spesi per garantire alle scuole pubbliche un voucher da impiegare per una connessione da 100 mega al secondo. Un obiettivo da raggiungere entro il 2020, auspicabilmente, anche grazie all’impegno del Governo per la creazione di una rete ad alta velocità che raggiunga tutti i comuni italiani. Se una scuola dispone già di banda larga, inoltre, otterrà comunque dei soldi da spendere per l’ammodernamento digitale.

Per quanto attiene la vita di tutti i giorni, il ministro Fedeli ha istituito un gruppo di lavoro che entro 45 giorni stenderà le linee guida per l’applicazione del PNSD nelle aule: ci sono a disposizione 140 milioni per realizzare laboratori moderni e digitali negli istituti professionali, alberghiero, meccatronico, scuole di moda. Altri 2,5 milioni sono riservati alle cosiddette “scuole di periferia”, mentre 15 milioni saranno impegnati per compiere la transizione definitiva verso il registro elettronico (con 5,7 milioni a budget per l’assistenza tecnica: una bella novità). In totale saranno 16 le iniziative che partiranno nel prossimo anno scolastico.

Il contributo degli stakeholder, l’addendum Microsoft

L’occasione è buona anche per rinnovare gli accordi con le aziende IT che già hanno supportato il PNSD fino a questo punto. A cominciare da Microsoft, che ha firmato oggi un addendum al suo accordo del 2015 con il MIUR che ha già consentito a più di 47.000 docenti e dirigenti scolastici, e a 15.000 studenti, di partecipare a diversi percorsi formativi svoltisi fino a oggi, e che continueranno anche negli anni a venire.

Il nuovo addendum prevede il contributo di Microsoft per ampliare la connessione in classe tramite una piattaforma per la comunicazione come Skype in the Classroom, e un rinnovato impegno nell’impiego di Minecraft: Education Edition e MakeCode per promuovere le skill digitali tra gli studenti. Per i docenti ci sarà la Microsoft Educator Community, che sarà ulteriormente sviluppata per promuovere la cooperazione tra gli insegnati non solo italiani.

“Per preparare i giovani ad affrontare un mercato che evolve costantemente e che richiede competenze sempre nuove è importante sviluppare iniziative di formazione ed educazione innovativa”: sono le parole di Francesco Del Sole, Direttore Education di Microsoft Italia. “La nostra volontà – continua Del Sole – è di continuare a collaborare a fianco del MIUR per contribuire in modo concreto ad una Scuola che permetta di sviluppare nuove modalità di apprendimento, allargando gli orizzonti e offrendo la possibilità agli studenti di acquisire competenze che li rendano professionisti competitivi nel mercato globale”.

Un nuovo accordo tra MIUR e Google

Anche Google ha firmato un protocollo di intesa col Ministero: due le iniziative che Mountain View porterà avanti col MIUR, la prima delle quali denominata Eccellenze in Digitale servirà a sostenere il rinnovato programma di alternanza scuola-lavoro previsto dalla Buona Scuola. Si tratta di una piattaforma che mette a disposizione degli studenti le best practice per la gestione delle iniziative web in ottica aziendale, ovvero mette nelle mani di chi studia risorse e competenze utili a formarsi sul digitale e fornire un contributo significativo durante la permanenza in azienda.

Computer Science First è invece la seconda iniziativa di Google col MIUR: anche in questo caso si tratta di una piattaforma di apprendimento, pensata per i giovani da 9 a 14 che possono prendere dimestichezza con lo sviluppo e il codice tramite attività didattiche che gli stessi insegnanti possono condurre in classe. La particolarità del programma è che il tutto è stato sviluppato tenendo conto che il docente potrebbe non disporre di competenze specifiche per la programmazione, dunque tutte le attività sviluppate tengono conto anche di questo aspetto.

“La digitalizzazione può portare crescita e lavoro, ma l’Italia deve ancora cogliere il potenziale dell’economia di internet – dice Diego Ciulli, Public Policy Manager per Google Italia – Uno dei maggiori freni è la carenza di competenze digitali, per questo negli anni abbiamo rivolto una particolare attenzione a iniziative per la diffusione delle e-skills nel mondo dell’impresa e per i giovani in cerca di occupazione. Oggi siamo felici di annunciare questa nuova collaborazione con il MIUR, per dare il nostro contributo al Piano Nazionale Scuola Digitale”.

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