Al via Scuola al Centro, il progetto del MIUR per le attività extrascolastiche

Saranno oltre 700mila le studentesse e gli studenti coinvolti nei progetti. Insieme a loro 33mila genitori. Tra gli istituti ammessi al finanziamento ci sono 221 scuole che si trovano nelle aree colpite dal sisma: 47 in Abruzzo, 6 nel Lazio, 84 nelle Marche e altre 84 in Umbria

Il  progetto “Scuola al centro” è pronto a partire. I fondi sono stati sbloccati e da settembre, come indicato nel bando, le scuole potranno scegliere come modulare i progetti e decidere se realizzarli in estate, nel corso dell’anno scolastico o in ambedue i periodi. Quindi più sport, musica, laboratori di lingue, teatro, innovazione digitale, per un totale di oltre 1 milione di ore di attività aggiuntive da svolgere in orario extra scolastico. Le scuole finanziate sono 4.633, per uno stanziamento totale di oltre 187 milioni di euro (fondi PON).

scuola

Come saranno distribuiti i fondi

Quello di “ Scuola al Centro ” è stato infatti il primo bando PON a carattere nazionale: i precedenti erano sempre riservati alle Regioni del Sud, che hanno fatto registrare una partecipazione molto alta anche in questa occasione. Tra gli istituti ammessi al finanziamento ci sono 221 scuole che si trovano nelle aree colpite dal sisma: 47 in Abruzzo, 6 nel Lazio, 84 nelle Marche e altre 84 in Umbria. La Campania è la Regione con il maggior numero di scuole ammesse ai finanziamenti: sono oltre 860, per un totale di più di 35 milioni di euro assegnati. Seguono la Sicilia, con 692 scuole che riceveranno circa 28 milioni, la Puglia, con 569 scuole che riceveranno oltre 23 milioni di euro, e la Lombardia, con 380 scuole alle quali andranno oltre 15 milioni. Le città metropolitane che registrano il maggior numero di scuole ammesse al finanziamento sono Napoli (451), Roma (227), Bari (172), Palermo (163) e Catania (150).

L’idea della “Scuola al Centro” nasce dalla visione che la periferia non sia solo una categoria geografica, ma racchiuda in sé il dramma dell’esclusione, dell’emarginazione e che possa radicarsi dentro le città o ai loro margini. “Abbiamo il compito di rafforzare la scuola quale punto di riferimento delle comunità territoriali, a partire naturalmente dalle ragazze e dai ragazzi e dalle loro famiglie, che in molti progetti saranno protagoniste attive della realizzazione delle attività proposte – spiega il Ministro Valeria Fedeli -. Grazie al bando avremo un primo importante potenziamento dell’offerta in orario extra scolastico, con una attenzione significativa allo sport. Una scuola sempre più aperta, anche in orari diversi da quelli abituali, innovativa, inclusiva. Una scuola sempre più capace di rispondere alle sfide educative presenti e future, una scuola davvero di tutte e tutti, strumento di mobilità sociale e spazio di innovazione”.

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