Sara Moraca

Sara Moraca

Set 22, 2017

Lo Zaino Digitale | Cos’è e come funziona lo spazio virtuale per studenti voluto dagli editori

Un unico punto di accesso per poter consultare da pc, tablet o smartphone libri di testo e materiali digitali integrativi. L'intervista al presidente dell'Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi

Non solo potrebbe evitare qualche mal di schiena in più, ma potrebbe anche facilitare veramente la vita degli studenti in termini di accesso ai contenuti. Stiamo parlando di un progetto legato ai libri. Digitali però. Tutti in uno zaino, pure questo digitale. A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico, vale la pena dare uno sguardo all’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori, appunto lo Zaino Digitale. Obiettivo? Semplificare l’accesso ai contenuti digitali integrativi dei testi scolastici o ai libri in formato digitale, sia per gli studenti che per le famiglie. Come funziona? A ogni studente sarà associato uno spazio virtuale personale: basterà inserire la scuola, la sezione e la classe di appartenenza. Lo studente avrà un unico punto di accesso da poter consultare da pc, tablet o smartphone per poter consultare libri di testo e materiali digitali integrativi presenti sulle piattaforme di tutti gli editori che aderiscono all’iniziativa.

zaino digitale

Contenuti più accessibili

«L’innovazione è parte integrante del lavoro degli editori – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi – non ci limitiamo a creare i contenuti ma giorno dopo giorno lavoriamo su come renderli più accessibili. Lo Zaino Digitale nasce con questo unico obiettivo: costituire un servizio alle famiglie e agli studenti, una chiave d’ingresso semplice e immediata per i libri e i contenuti integrativi adottati dagli insegnanti nelle varie scuole e per tutti gli ordini, dalle primarie alle secondarie di primo e secondo grado».

C’è digitale e digitale

«Il supporto digitale aiuta chi ha problemi di apprendimento, come nel caso della dislessia – ha spiegato Emma Pietrafesa, ricercatrice (si occupa dell’impatto delle ICT nei luoghi di vita e di lavoro) – il bambino dislessico ha difficoltà a leggere il carattere stampato e il testo digitale garantisce un tipo di accessibilità diversa. La normativa sulla dislessia, però, è disattesa nella maggioranza delle scuole italiane. Bisogna poi chiarire cosa gli editori intendono per libro digitale – ha precisato – il libro digitale è un e-book, in formato epub. Si tratta di qualcosa di molto diverso dal PDF, che è un’immagine ma viene spacciata da molti per un formato di testo digitale: il PDF non è accessibile per chi ha questo tipo di disabilità».