Giornata per la Prevenzione del suicidio: i dati in Italia e un convegno alla Sapienza

All’Università Sapienza il 14 e 15 settembre, una due giorni con esperti internazionali: si parlerà anche di bullismo e cyberbullismo

A giudicare dall’impatto — e dal successo — di “Tredici”, una serie televisiva dove una teenager prima di togliersi la vita racconta le ragioni della sua decisione in una manciata di audiocassette, il suicidio può avere tra i giovani una fascinazione e un’attrattiva che non deve mai essere sottovalutata, soprattutto in ambito scolastico. Il 10 settembre c’è stata la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, iniziativa avviata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio. In occasione della Giornata per la Prevenzione al suicidio l’Università Sapienza di Roma ha organizzato per il 14 e 15 settembre una due giorni di incontri e proiezioni per parlare del tema con psichiatri ed esperti internazionali e per sensibilizzare i giovani su tematiche come il bullismo e il cyberbullismo, fenomeni che spesso sono all’origine dei suicidi tra i giovanissimi.

I dati del fenomeno in Italia

Secondo l’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, nel ventennio che va dal 1995 al 2015 i suicidi sono diminuiti del 14%, ma il fenomeno coinvolge ancora 6,5 casi ogni 100 mila abitanti. Analizzando i casi di suicidio del 2015 — i dati più recenti a disposizione — si evince che il suicidio è un fenomeno più comune tra gli uomini che tra le donne (ogni 100 mila abitanti i deceduti per suicidio sono 10,4 fra gli uomini e 2,8 fra le donne) e che il tasso dei decessi cambia anche a seconda del titolo di studio, soprattutto tra gli uomini: 14,8 suicidi ogni 100 mila uomini con nessun titolo o basso livello di istruzione, 9,2 suicidi fra uomini con laurea o titolo di studio superiore. Oltre i 65 anni il fenomeno è più frequente rispetto ai giovanissimi under 24, ma questo non deve dissuadere genitori e docenti dal condurre una prevenzione del fenomeno soprattutto in età adolescenziale.

Più a Nord che a Sud

Al Nord i livelli di mortalità sono più alti (8,3 suicidi ogni 100 mila abitanti) rispetto al Sud, dove si dimezzano (4,5 ogni 100mila abitanti). Un aspetto interessante che l’stat sottolinea è l’andamento “stagionale” del fenomeno, che si registra essere più forte nella prima metà dell’anno con picchi nei mesi di maggio, giugno e luglio. Le modalità con cui si sceglie di togliersi la vita sono l’impiccagione e soffocamento (48,9% dei casi), la precipitazione (19,2%), l’uso di arma da fuoco ed esplosivi (11,3%).

A Roma il convegno internazionale

Per fare il punto sulla situazione del fenomeno e offrire spunti di sensibilizzazione verso i più giovani è stata organizzata per giovedì 14 e venerdì 15 settembre, presso l’Aula magna del Rettorato dell’Università Sapienza, la XV edizione del convegno internazionale di Suicidologia e salute pubblica, intitolato “Spendi un minuto. Cambia la vita”. Il programma è diviso in due giornate: giovedì ci saranno gli interventi di esperti provenienti da diverse università internazionali, mentre la seconda giornata, aperta dai saluti del rettore Eugenio Gaudio, sarà quella dedicata ai giovani, con un focus sui temi del bullismo e del cyberbullismo. Verrà proiettato il cortometraggio tratto da una storia vera, dal titolo “Vorrei essere Belen” regia di Fausto Petronzio.

@carlottabalena