Pi Campus apre una scuola (gratuita) dedicata al machine learning e alla creatività

I corsi a partire dal 15 ottobre: per gli studenti nessun costo, grazie alle borse di studio messe a disposizione dalle aziende

Pi Campus si allarga e apre Pi School, una scuola pensata per promuovere e coniugare l’intelligenza delle macchine e la creatività umana. Pi Campus è il fondo di investimento seed nato grazie al successo della startup Translated di Marco Trombetti. Non solo: Pi Campus è anche un distretto di startup nel cuore del quartiere Eur di Roma, dove si distende in una serie di ville immerse nel verde. Proprio l’apertura della sesta villa ha dato l’avvio alla scuola, supportata da partner come Google, Amazon e Pwc. I corsi che si terranno nella “Pi 6” saranno dedicati a giovani ingegneri e imprenditori interessati all’incontro tra la tecnologia e l’intelligenza artificiale con la creatività umana. La Pi School è stata fondata all’inizio dell’anno ed è stata inaugurata lo scorso 15 settembre. Il primo corso, interamente dedicato all’intelligenza artificiale – e per il quale sono disponibili 15 borse di studio a copertura dell’intero costo – comincerà il 15 ottobre.

Il modello Pi Campus

Pi Campus è il distretto delle startup nel cuore di Roma sud. Finora ha investito in 34 aziende, seguendo un modello che prevede un investimento che va dai 25 ai 250 mila euro con la possibilità di risiedere in una delle ville per 6 mesi, in cambio di una quota che può arrivare fino al 10%. Con l’apertura della scuola Pi Campus si apre ulteriormente verso quanti sono interessati alle intersezioni tra la creatività umana e le ultime frontiere delle tecnologie. La Pi School è stata fondata in cooperazione con Jamshid Alamuti, già direttore della Scuola di Leadership Creativa di Berlino, che vanta una esperienza ventennale nella gestione di business school e corsi di formazione aziendale a livello internazionale.

Perché una scuola dedicata all’intelligenza artificiale

La Pi School si focalizzerà su una serie di temi che vanno dall’intelligenza artificiale alla leadership, dalle trasformazioni della società alle intersezioni tra la creatività e la tecnologia. Sulla nuova scuola, Alamuti ha spiegato che “i pionieri che ci sono tra noi stanno già re-inventando le possibilità insite nella creatività al di là dei percorsi tradizionali. Il sistema educativo ha bisogno di essere ripensato per offrire una risposta a questa evoluzione tecnica della creatività”. Anche Marco Trombetti ha espresso la sua opinione, sottolineando come gli elementi della bellezza e dell’estro umano siano indispensabili ormai in qualsiasi nuovo prodotto sul mercato: “La tecnologia sta diventando una commodity, i prodotti del futuro saranno costruiti seguendo le emozioni.

Oggi nessuno acquista più un prodotto sulla base delle sue specificità, ma piuttosto sulla base dell’esperienza che quel prodotto offre.

L’obiettivo della Pi School è proprio quello di aprire le porte a chi vuole ridisegnare il futuro sulla base della creatività e dell’intelligenza artificiale”.

Il corso e i mentor

Proprio al machine learning sarà dedicato il primo dei corsi della Pi School, che partirà a metà ottobre. Il direttore del corso sarà Sébastien Bratières, esperto di AI, chatbot e scienza dei dati e Phd all’Università di Cambridge sul machine learning. Gli studenti che prenderanno parte al corso avranno alcune lezioni teoriche all’inizio, ma gran parte del tempo sarà dedicato al lavoro pratico, seguendo il metodo del “learning by doing”. Si selezioneranno studenti di ingegneria per trasformarli in esperti di intelligenza artificiale. Ogni studente sarà seguito da un coach che sarà la sua guida durante il corso e lo accompagnerà nel progetto che gli sarà assegnato e che sarà reale: i partner e gli sponsor della scuola proporranno agli studenti di risolvere vere sfide che alla fine potranno trasformarsi in opportunità di lavoro all’interno delle aziende. Il corso sarà gratuito per gli studenti, grazie alle borse di studio offerte dai partner. Gli advisor del corso sono Alex Waibel (direttore del Language Technology Group di Facebook), Hassan Sawaf (AI Director di Amazon), e Marcello Federico (a capo della Human Language Translation Unit di FBK). Qui tutte le altre informazioni.

@carlottabalena