Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Ott 6, 2017

Si può imparare giocando con il sito gratuito bARTolomeo

Il portale offre la possibilità agli studenti di apprendere nozioni divertendosi con attività ed esercizi digitali da fare in classe o a scuola. Il linguaggio privilegiato è quello dell'arte, grazie al contributo di molti giovani illustratori

Si può imparare la storia, la geografia e l’arte giocando? Probabilmente i maestri con la penna rossa in mano, quelli che hanno sempre la verifica pronta nel cassetto, sbufferanno. Forse neanche la leggeranno questa notizia, ma gli altri, i prof 2.0, quelli che amano coinvolgere i ragazzi ora hanno un amico in più: si chiama bARTolomeo ed è il nuovo sito di app educative gratuito nato per insegnare ai bambini le materie divertendosi. Chi l’ha inventato deve aver letto Gianni Rodari che scriveva: «Nelle nostre scuole, generalmente parlando, si ride troppo poco. L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere».

Imparare giocando

Alla prova dei fatti gli inventori di bARTolomeo sono riusciti a sconfiggere chi pensa che non si possa educare al bello, imparare con il sorriso sulla bocca. Basta navigare su www.bartolomeo.education per rendersi conto di quanto sia stimolante e divertente quello che viene proposto. I capoluoghi delle Regioni si possono imparare giocando a memory oppure si può andare a zonzo per la città grazie a un’attività proposta: la classe divisa in gruppi finge di essere un’agenzia di viaggi e viene incaricata di organizzare la visita turistica.

Per chi sta studiando gli Egizi, il sito propone di condividere con tutta la classe il gioco dedicato alla mummificazione collegando il computer alla lim o al videoproiettore: ognuno ha un coperchio con la testa di uno dei quattro figli di Horus, e a ognuno corrisponde un organo diverso; Hapi, con la testa di babbuino, protegge i polmoni; Amset, con la testa umana, protegge il fegato; Duamatef, lo sciacallo, protegge lo stomaco; Quebehsenuf, il falco, protegge gli intestini. Il cervello viene estratto dal naso con uncino. Quindi gli organi interni, una volta tolti, vanno riposti ciascuno nel vaso corrispondente. Un gioco adatto ad ogni bambino che permette all’insegnante di far comprendere il processo della mummificazione.

Le potenzialità educative del digitale

Per chi insegna arte il sito dà la possibilità di imparare il mestiere del restauratore: a partire dal gioco digitale si può sviluppare un percorso che spiega il lavoro e guida i bambini nelle varie attività pratiche. Usando la carta carbone, si trasferiscono su tela alcuni particolari dell’Ultima Cena. Seguendo le indicazioni i bambini possono simulare l’invecchiamento della tela e il successivo restauro. Addio alle lezioni con il solo libro. Il digitale può essere uno strumento utile in classe e può diventare un punto di riferimento per gli insegnanti e per i genitori che possono anche a casa fare compiti in maniera diversa e più divertente. Una delle creatrici Giovanna Hirsch, socia fondatrice di Art Stories, casa editrice digitale che sviluppa da qualche anno app educative sui beni culturali per bambini dai quattro ai dieci anni vendendole su App Store e Google Play, ha spiegato a StartupItalia! questo progetto.

Un portale gratuito

La prima novità è che stavolta non vendete proprio nulla: questo sito è gratuito.

«Nel 2015 abbiamo fondato una startup a vocazione sociale con l’idea di sviluppare applicazioni dedicate ai bambini che avessero un focus culturale. È stata una follia, ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo iniziato con il fornire strumenti digitali utili per visitare Milano in occasione di Expo. Durante l’Esposizione universale, Apple ha persino scelto la nostra app sul castello sforzesco come la migliore. Andando nelle scuole con i nostri laboratori ci siamo accorte che c’era un gran bisogno di avere un luogo virtuale aperto a tutti, al di là dello store, perchè le scuole non si possono permettere acquisti. Grazie al contributo della Fondazione Cariplo con il bando Innovazione culturale siamo riuscite a far nascere bARTolomeo che si presenta come free ma di qualità».

Una risposta concreta ad un bisogno sommerso.

«Il recente rapporto di “Save the Children”, parla di povertà educativa: tantissimi bambini non hanno accesso a musei, siti archeologici, cinema se non attraverso la scuola. Più le famiglie sono povere, meno i bambini hanno accesso ai luoghi culturali. L’unico mezzo resta la scuola. Il nostro sito è in grado di arrivare ovunque, di entrare anche in quei luoghi dove manca la cultura».

L’arte come linguaggio

Qual è la filosofia di questo progetto?

«Per ora è online con pochi contenuti, stiamo lavorando ai prossimi. Vogliamo parlare di tante materie attraverso l’arte. Il nostro obiettivo è incrociare gli interessi degli insegnanti, le materie scolastiche e il patrimonio artistico italiano e straniero. Vogliamo spingerci verso l’educazione alla cittadinanza, diventare una comunità attiva, un luogo sicuro e competente dove trovare informazioni sul patrimonio artistico e culturale italiano. Tutte le nostre app e così anche bARTolomeo sono fatte da giovani illustratori italiani che hanno grande talento».

Prossimi obiettivi?

«Questo sito ha senso se riusciremo a trovare delle partnership. Già con Fai Scuola abbiamo fatto un gioco sull’articolo nove della Costituzione. Cercheremo altre collaborazioni. È l’unico modo per diventare più visibili e riconoscibili».