Sara Riboldi

Sara Riboldi

Ott 11, 2017

Scuola, cambia l’esame alle medie. Ecco tutte le novità

La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende operative le nuove regole in merito all’esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di primo grado

Grande rinnovamento nel mondo della scuola. La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha infatti firmato il decreto che rende operative le nuove regole in merito all’esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di primo grado, disegnato da uno dei decreti attuativi della Buona Scuola. Tante le novità: le competenze di Cittadinanza e Costituzione diventano oggetto del colloquio, c’è una maggiore attenzione al percorso di studi, si aggiunge l’inglese come materia d’esame e le prove Invalsi diventano un requisito fondamentale di accesso all’esame, anche se non incidono sulla votazione finale.  Inoltre, insieme al diploma arriva un modello nazionale di certificazione delle competenze, risultato della sperimentazione già condotta da circa 2.700 scuole. Alle scuole verrà fornito, per la prima volta, un modello unico nazionale di certificazione, che sarà accompagnato anche da una sezione a cura dell’Invalsi, con la descrizione dei livelli conseguiti nelle prove nazionali.

I requisiti di accesso all’esame

Per poter sostenere l’esame, gli alunni del terzo anno delle scuole secondarie di primo grado dovranno aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, non aver ricevuto sanzioni disciplinari che comportano la non ammissione all’esame e aver partecipato alle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese. Nel caso in cui gli studenti non abbiano raggiunto i livelli minimi di apprendimento necessari per accedere all’esame, il consiglio di classe potrà deliberare, a maggioranza e con adeguata motivazione, la non ammissione. In sede di scrutinio finale, il consiglio di classe attribuirà agli alunni ammessi all’esame di Stato un voto di ammissione espresso in decimi, senza utilizzare frazioni decimali. Le scuole, per rendere più completa e chiara la valutazione anche alle famiglie, dovranno accompagnare i voti in decimi con la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. La valutazione del comportamento sarà espressa con giudizio sintetico e non più con voti decimali. È stata abrogata la norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10.

Le prove

Le prove scritte sono relative alle competenze di italiano, a quelle logico matematiche e alle lingue straniere studiate. Per quanto riguarda l’italiano, le tracce dovranno comprendere un testo narrativo o descrittivo; un testo argomentativo, che consenta l’esposizione di riflessioni personali; una traccia di comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo o scientifico. La prova potrà essere strutturata anche in più parti, mixando le tre diverse tipologie. La prova di matematica sarà strutturata con problemi articolati su una o più richieste e quesiti a risposta aperta. Potranno rientrare nelle tracce anche metodi di analisi, organizzazione e rappresentazione dei dati, caratteristici del pensiero computazionale. Infine, la prova di lingua straniera sarà suddivisa in due sezioni, una per l’inglese e una per la seconda lingua comunitaria. La prova potrà consistere in un questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa e aperta; nel completamento di un testo in cui siano state omesse parole singole o gruppi di parole oppure nel riordino o nella trasformazione di un testo; nell’elaborazione di un dialogo su traccia articolata che indichi chiaramente situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti; nell’elaborazione di una lettera o email personale su traccia riguardante argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana; nella sintesi di un testo che evidenzi le informazioni principali. Il colloquio terrà conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse alle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione. Particolare attenzione sarà posta alle capacità di argomentazione, di pensiero critico e di collegamento fra le discipline.

Il voto finale

Il voto finale deriverà dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Potrà essere assegnata la lode. Il decreto riserva particolare attenzione agli studenti con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento: per loro sono previsti tempi adeguati, sussidi didattici o strumenti necessari allo svolgimento delle prove d’esame. Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame di Stato e del conseguimento del diploma finale.

Arriva la certificazione delle competenze

Insieme al diploma finale sarà rilasciata una certificazione delle competenze con riferimento alle competenze chiave europee. Saranno otto le competenze certificate dalle scuole: comunicazione nella madrelingua, comunicazione nella lingua straniera, competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia, competenze digitali, capacità di imparare a imparare (intesa come autonomia negli apprendimenti), competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale. La certificazione sarà rilasciata anche al termine della primaria, ma senza la sezione dedicata all’Invalsi.