Sara Riboldi

Sara Riboldi

Nov 15, 2017

In arrivo 50 milioni per gli ITS: “Una scuola che prepara al mondo del lavoro”

Stanziati 50 milioni di euro in più per il triennio 2018 – 2020 per lo sviluppo di nuovi corsi. Il futuro sembra essere nelle mani degli ITS: il punto.

Sono stati stanziati 50 milioni di euro in più stanziati per il triennio 2018 – 2020 per lo sviluppo di nuovi corsi. Gli ITS saranno la nuova strada per offrire ai giovani un’opportunità in più per trovare un’occupazione? Secondo i dati ufficiali, sembrerebbe che la direzione sia proprio quella.

Il paradosso italiano: c’è disoccupazione ma le aziende non trovano le nuove competenze

Il quadro italiano si presenta contradditorio sotto l’aspetto occupazionale. Da una parte i giovani faticano a trovare un lavoro ma dall’altra le aziende hanno difficoltà a reperire persone con le competenze adatte a un sistema produttivo e professionale in continua evoluzione. Va anche detto che il sistema scolastico e universitario italiano offre una buona formazione teorica ma poco pratica. In questo contesto gli ITS, nati nel 2010 per formare tecnici altamente specializzati, sembrano seguire la giusta direzione. A oggi in Italia gli Istituti Tecnici Superiori sono 93. Secondo i dati forniti dal rapporto del monitoraggio nazionale 2017 predisposto da INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), la Lombardia è la regione con il maggior numero di ITS (18). A seguire ci sono il Veneto, la Toscana, il Piemonte, il Lazio, l’Emilia Romagna (7), la Puglia (6), la Sicilia, la Calabria (5), le Marche, la Liguria, il Friuli Venezia Giulia, l’Abruzzo (4), la Sardegna, la Campania (3), l’Umbria e il Molise (1).

Il successo degli ITS: ecco tutti i dati

Il monitoraggio 2017 analizza i dati dei percorsi conclusi dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015 (quindi realizzati e portati a termine nel corso del triennio 2012-2015), in modo da rilevare i numeri sull’occupazione dei diplomati a dodici mesi dalla conclusione. Sono 97 i percorsi presi in considerazione, attivati da 57 ITS. Secondo i dati, nel periodo di riferimento ci sono stati 1.767 diplomati (il 98,7% degli ammessi all’esame finale), di cui il 79,1% (1.398) ha trovato lavoro entro dodici mesi dalla conclusione. Non solo.

L’87,5% degli occupati (1.223) ha trovato un’occupazione coerente con l’area di formazione

Certo, non tutti hanno avuto il privilegio di un posto a tempo indeterminato ma il trend risulta comunque essere positivo: 493 sono gli occupati a tempo indeterminato (o con un impiego autonomo), 677 a tempo determinato, 228 in apprendistato e 312 i non occupati, di cui però 66 si sono iscritti all’università. (Irreperibili: 57). Ma c’è di più. Analizzando i dati dei monitoraggi 2015, 2016 e 2017, il totale degli occupati a dodici mesi è pari a 3.260, il 79,5% dei 4.100 diplomati. Di questi il 70% ha trovato lavoro in un’area coerente con il percorso di formazione. Nel 2017 rispetto al 2015, gli occupati hanno avuto un incremento pari al 62,2% e gli occupati in un’area di lavoro coerente hanno avuto un incremento del 64,6%.  Una realtà, insomma, che sta crescendo e sulla quale il Governo sta investendo.

50 milioni di euro in più per gli ITS

La misura inserita nella Legge di Bilancio 2018 stanzia per l’attivazione e lo sviluppo degli Istituti Tecnici Superiori 50 milioni di euro in più: 5 milioni in più nel 2018, 15 nel 2019 e 30 nel 2020. È stato annunciato nei giorni scorsi durante una conferenza stampa tenuta nella Sala della Comunicazione, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca alla quale hanno preso parte il Sottosegretario Gabriele Toccafondi, Alessandro Mele, membro della Cabina di regia per il coordinamento del sistema di Istruzione Tecnica Superiore e delle lauree professionalizzanti, Vito Savino, Presidente ITS Agroalimentare Puglia, Giuseppe Cioffi, Presidente ITS Umbria, Massimiliano Guerrini, Presidente ITS Mita (Made in Italy Tuscany Academy) Firenze, e Angelo Candiani, Presidente ITS Mobilità Somma Lombardo (VA). Alla formazione tecnica 4.0 negli anni scorsi è stata dedicata una sperimentazione finanziata con 800.000 euro alla quale hanno aderito tutti gli Istituti Tecnici Superiori presenti in Italia.

La direzione: più formazione e maggiori opportunità lavorative

Nel corso della conferenza stampa, sono stati presentati anche i contenuti del documento predisposto dalla Cabina di Regia per il coordinamento del sistema di Istruzione Tecnica Superiore e delle lauree professionalizzanti. Tra gli obiettivi da perseguire: l’incremento del numero di diplomate e diplomati negli ITS, il sostegno della formazione continua dei lavoratori, la promozione di percorsi di recupero degli abbandoni, il miglioramento del livello di formazione e del titolo di accesso alle professioni, l’accrescimento delle opportunità occupazionali. Nello specifico, alle università che organizzano corsi di laurea professionalizzanti, viene richiesto di predisporre percorsi di studio definiti a livello nazionale, di consentire agli studenti una rapida qualificazione e abilitazione professionale e di creare partenariati con i Collegi e gli Ordini professionali. Gli ITS dovranno costruire percorsi formativi co-progettati con le imprese e percorsi di 3 anni progettati e realizzati con le Università. L’accresciuta collaborazione tra ITS e lauree professionalizzanti si tradurrà anche nella possibilità per gli atenei di organizzare percorsi formativi avvalendosi delle risorse umane, dei laboratori e delle altre dotazioni degli ITS. Inoltre, per gli studenti degli Istituti Tecnici Superiori che sceglieranno di iscriversi a un corsi di laurea professionalizzante per acquisire un livello di competenze superiore o una specializzazione, sarà possibile ottenere Crediti Formativi Universitari (CFU) aggiuntivi. Insomma, tutti sono chiamati in prima linea per contribuire a una formazione più professionalizzante e che vada incontro alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

Il commento

“Con piena soddisfazione oggi possiamo presentare i risultati dell’impegno profuso per promuovere il sistema della formazione terziaria non universitaria  che ha consentito al sistema degli Istituti Tecnici Superiori di incrementare l’offerta formativa e potenziare lo sviluppo di quegli strumenti di innovazione tecnologica legati anche al processo Industria 4.0 che caratterizzano gli ITS – dichiara il Sottosegretario Gabriele Toccafondi – Uno dei frutti che il sistema degli ITS può dare al nostro Paese è quello di valorizzare e sperimentare le idee di eccellenza e originalità che le nostre studentesse e i nostri studenti hanno”.