Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Nov 16, 2017

Intercultura, 2000 studenti pronti a partire. Perchè è un’esperienza da fare

Che cos'hanno in comune Diego Piacentini, Samantha Cristoforetti e Luca Barilla? Quando erano ragazzi hanno partecipato al programma Intercultura, passando un periodo all'estero. Tutti i vantaggi di "perdere" un anno di scuola in Italia e farlo all'estero

Cara Italia, arrivederci. Sono 2.100 gli studenti che grazie a “Intercultura” partiranno per trascorrere un intero anno scolastico, un semestre, un trimestre, un bimestre o quattro settimane estive in uno dei 65 Paesi di tutto il mondo dove la Onlus promuove i suoi programmi.

Si è chiuso il 10 novembre il concorso per aggiudicarsi un posto tra i programmi scolastici proposti e una delle 1.500 borse di studio messe a disposizione. Il bando era rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2000 e il 31 agosto 2003. Per chi non ha fatto in tempo a partecipare, per i programmi estivi le iscrizioni apriranno a dicembre .

Un’occasione unica per imparare una lingua straniera

Sono in molti i ragazzi italiani che hanno già fatto questa esperienza e ogni volta sono potuto tornare soddisfatti. L’occasione di vivere per un anno lontano da casa, in una famiglia “nuova”, di frequentare un sistema d’istruzione differente, di parlare una lingua straniera è una preziosa risorsa per i ragazzi di quell’età. Lo conferma anche l’ultima ricerca dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole promosso dalla Fondazione Intercultura condotta su 900 ex partecipanti partiti tra il 1977 e il 2012: l’83% tra questi non ha avuto difficoltà a trovare lavoro o a cambiarlo e il tasso di disoccupazione complessivo è al di sotto del 9% (vs un dato italiano pari al 14% tra i 20 e i 54 anni); solo il 2% degli over 34 anni vive ancora con i genitori (vs 12% del dato nazionale) e, soprattutto, sono persone soddisfatte della propria carriera, perché coerente con i propri interessi e aspirazioni, e della loro vita: il 90% si dichiara complessivamente felice, uno stacco netto rispetto alla media degli italiani che è del 67%.

Luca Parmitano, Diego Piacentini e Luca Barilla tra gli “ex borsisti”

Lo sanno bene alcuni tra  gli “ex borsisti” più noti di Intercultura come gli astronauti Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti; Diego Piacentini, commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale; Franco Bernabè ed Enrico Cucchiani, cavalieri del lavoro e dirigenti d’azienda; Luca Barilla, vice Presidente Barilla SpA; i giornalisti Maria Concetta Mattei e Oliviero Bergamini e lo scrittore Antonio Scurati.

La prova dell’esame di maturità

Il risultato è già evidente dagli ottimi voti ottenuti dai partecipanti ai programmi all’estero che hanno da poco sostenuto l’esame di maturità. Su 230 ragazzi che hanno risposto a un breve questionario, uno su quattro (il 25,1%) ha ottenuto un voto compreso tra il 91 e 100 e 100 e lode. Tra i benefici più immediati e riscontrabili del periodo trascorso all’estero, naturalmente, c’è il miglioramento della conoscenza della lingua straniera (60,8%), tuttavia il miglioramento del rendimento scolastico, secondo il 18,9% dei diretti interessati, è trasversale su tutte le materie, in particolare in quelle umanistiche (27,8%), derivante già dal solo fatto di essere stati a confronto con una cultura diversa e di  avere aperto la propria mente.

 

Abbiamo chiesto qualche delucidazione in più agli uffici di Intercultura per  capire come si può partecipare al bando e cosa comporta questa scelta.

 

Cosa succede dal punto di vista scolastico a chi parte?

Per gli studenti che frequentano all’estero l’intero anno scolastico, la normativa scolastica italiana riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno. Il ministero dell’Istruzione ha chiarito (nota 843/2013) che le esperienze di studio all’estero sono “parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione” e che sono “valide per la riammissione nell’istituto di provenienza”.

 

E per quanto riguarda il percorso di scuola alternanza/lavoro?

Le esperienze di studio all’estero sono equiparate ai progetti di alternanza Scuola Lavoro: per riconoscerle contano le competenze acquisite e il parere del consiglio di classe. Il 28 marzo 2017 il ministero dell’Istruzione, ha pubblicato la Nota del Miur prot. 3355 ​​con alcuni importanti chiarimenti sull’alternanza scuola lavoro.

 

Al di là del programma prettamente scolastico, quali sono effettivamente le competenze sviluppate che questi adolescenti si giocheranno nel proprio curriculum lavorativo e personale nel corso della loro vita?

 

Innanzi tutto una maggiore indipendenza alla faccia di chi li vuole etichettare a tutti i costi come eterni “bamboccioni” questa generazione di globetrotter, e una maggiore capacità di affrontare imprevisti e situazioni diverse da quelle conosciute che altro non è che il modo migliore per perpetuare il Made in Italy nel mondo, ovvero l’affermazione dell’originalità e della fantasia italiane. Seguono: uno spiccato senso criticosviluppato grazie all’impostazione di molti sistemi scolastici esteri che danno maggiore opportunità agli studenti di esprimere il proprio giudizio, e la tanto richiesta capacità di problem solving

 

Cosa bisogna fare per avere più informazioni?

 

Per ricevere tutte le informazioni sui programmi, è possibile già da ora consultare  sul sito i recapiti dei volontari di 155 città in tutta Italia e l’elenco degli incontri pubblici organizzati sempre dai volontari di Intercultura