Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Nov 20, 2017

Giornata mondiale dell’infanzia: diritti negati anche in Italia

Il 48% degli alunni continua a non poter usufruire della mensa scolastica e più di 1 bambino su 20 non riceve un pasto proteico al giorno. Questo succede in Italia.

Si celebra oggi la giornata sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ricordando la firma del 20 ottobre del 1989 della convenzione Onu.

Questi 54 articoli che difendono i bambini sono davvero un diritto in Italia?

A guardare i dati di “Save the Children” sembrerebbe proprio di no. Se oggi, il 48% degli alunni continua a non poter usufruire della mensa scolastica e più di 1 bambino su 20 (tra1 e 15 anni) non riceve un pasto proteico al giorno non credo si possa parlare di diritti in questo Paese.

Non lo possiamo farlo se pensiamo che nel 2014 circa il 3% dei bambini non disponeva di due paia di scarpe (di cui almeno uno utilizzabile in ogni stagione), il 6% non mangiava carne almeno una volta al giorno e non possedeva giochi a casa o da usare all’aria aperta, il 7% doveva rinunciare a festeggiare il compleanno, quasi il 10% non poteva indossare abiti nuovi o partecipare a gite scolastiche, il 30% non sapeva che cos’è una settimana di vacanza lontano da casa.

Nel confronto europeo l’Italia mostra tradizionalmente livelli di povertà minorili superiori alla media

Due indici importanti: lo sport e la lettura

Il 58% dei bambini che vivono in famiglie con risorse economiche scarse o insufficienti non ha praticato sport in modo continuativo nel corso del 2015, una percentuale assai maggiore di quella che si registra tra i coetanei che possono fare affidamento su risorse ottime e adeguate in famiglia (44,7%). Sbarramenti analoghi si riscontrano per quanto riguarda l’accesso alla lettura 
(11 punti di scarto), ai musei (20 punti) e ad altre attività culturali (Istat per Save the Children 2015). Siamo di fronte ad un Paese dove i diritti dei bambini sono solo sulla carta, dove nemmeno le amministrazioni comunali che spesso scelgono di lasciare i bambini senza pasto perché le loro famiglie sono morose, girano le spalle alla Convenzione Onu. Una giornata quella del 20 novembre che è rimasta – come tante altre – solo sul calendario appesa nelle nostre case e nelle nostre scuole ma che non si è tradotta nelle esistenze dei nostri bambini.