Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Nov 22, 2017

Giornata per la sicurezza nelle scuole. Da Locri a Montebelluna, viaggio tra gli istituti d’eccellenza

In occasione della giornata per la sicurezza nelle scuole vi raccontiamo quali sono gli istituti dove la sicurezza è un fiore all'occhiello grazie agli investimenti fatti in questi anni

Quando si parla di edilizia scolastica il pensiero va spesso ai crolli, ai problemi di un tetto, della pavimentazione, a chi non ha un’aula ma dei container. Oggi, giornata per la sicurezza nelle scuole vengono in mente i nomi e i volti di chi ha perso la vita stando in aula. Uno per tutti: Vito Scafidi morto a 17 anni al liceo scientifico Darwin di Rivoli.

Un viaggio tra le scuole fiore all’occhiello d’Italia

Ma non manca l’altra faccia della medaglia, quella degli esempi positivi, quella che ci mostra un’Italia possibile. Siamo andati a “vedere” dove e come la sicurezza è un fiore all’occhiello grazie agli investimenti fatti in questi anni.
Nessuno lo immaginerebbe ma a Locri c’è un polo scolastico dedicato all’infanzia, “Il Virgilio” dove grazie ai mutui Bei si è demolita la vecchia struttura per dare ai bambini una nuova scuola realizzata in legno lamellare.

La progettazione stessa è partita dal concetto di sicurezza che significa anche star bene a scuola: l’articolazione dell’edificio, infatti, si sviluppa attraverso due corpi lineari, uno rettilineo ed uno curvilineo, affiancati attorno ad uno spazio aperto semicircolare che dà luogo ad uno spazio protetto.

La corte è il luogo deputato allo scambio e alle attività ludiche, che permette ai bambini di mantenere il diretto contatto con il terreno di gioco e di attività all’aperto.

Il liceo di Corigliano Calabro

Al Sud non si può non citare il liceo classico “Colosimo” di Corigliano Calabro dove sicurezza fa rima con efficienza: su un’area di 4.200 metri quadrati l’edificio ed è caratterizzato da un impianto architettonico improntato sulla semplicità delle linee e dei volumi dei corpi destinati alle aule e ai laboratori. Si sviluppa su tre livelli e ha una forma ellissoidale “svuotata” in alcune delle sue parti, per alleggerire la struttura e per nascondere i vani delle scale antincendio. L’intero complesso è composto da 14 aule, 4 laboratori, un’aula magna, una biblioteca, i relativi vani accessori, servizi e locali per docenti e personale non docente. Elemento architettonico caratterizzante: circa 475 metri quadrati di terrazze coperte che possono essere utilizzate per attività connesse alla didattica, in particolar modo durante la primavera.

Il liceo musicale di Lucca

Dalla Calabria a Lucca dove al liceo musicale “Passaglia” si è fatta una riqualificazione del convento Sant’Agostino. Qui si è puntato tutto sul migliorare la sicurezza statica dell’edificio anche rispetto agli effetti di eventi sismici, rispondendo ai più avanzati criteri di efficienza energetica e all’impiego di materiali ecocompatibili. Sono stati realizzati la coibentazione della copertura, il risanamento con coibentazione termo-acustica delle murature, un impianto di riscaldamento con radiante a pavimento con un innovativo sistema di pavimento ‘galleggiante’ e un impianto elettrico di nuova generazione con apparecchi di illuminazione a led.

Da Carpi a Montebelluna

Non molto distante dalla Toscana a Carpi c’è una scuola, l’ “Antonio Meucci”, che è stata ampliata a partire da un edificio già esistente puntando tutto non solo sulla bellezza ma anche sulla sicurezza. E a Montebelluna in provincia di Treviso si è realizzato un edificio a impatto zero grazie all’impianto geotermico e fotovoltaico: 55 aule, 10 laboratori, biblioteca e aula magna su tre livelli.
Dietro questi progetti c’è Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la riqualificazione dell’edilizia scolastica, che abbiamo intervistato in occasione della giornata sulla sicurezza nelle scuole.

L’intervista

 

E’ indubbio che gli investimenti sono stati fatti ma continuano anche i crolli nelle nostre scuole. Ogni giorno si registrano nella cronaca. Cosa non è funzionato? Non bastano gli investimenti fatti?

Che ogni giorno avvengano crolli nelle nostre scuole mi sembra un’affermazione di sicuro impatto ma non proprio aderente alla realtà. Fortunatamente, aggiungo. Con il Miur siamo intervenuti su un patrimonio immobiliare vetusto, edificato nel 60% dei casi dopo il 1960 ed oggetto nei decenni di manutenzione ordinaria e incostante. Proprio per questo abbiamo “aggredito” il problema e – come detto in passato e confermato da testate giornalistiche di rilevanza nazionale – sull’edilizia scolastica è stato investito negli ultimi anni più che negli ultimi venti. Dal 2014 i Governi hanno messo sul piatto 9,5 miliardi di euro, di cui oltre 5 già assegnati agli enti locali per interventi definiti, che hanno un nome e un cognome. Sempre dal 2014 sono stati finanziati 11.500 interventi, aperto 7.800 cantieri e di questi 6.100 sono chiusi, oltre alla costruzione di trecento nuove scuole. Duecento sono state inaugurate. Il lavoro è mappato sul web di #Italiasicura (www.cantieriscuole.it) proprio per permettere a tutti, istituzioni, amministratori e cittadini, di seguirlo con cognizione di causa.
Questi numeri vanno ad impattare su un patrimonio scolastico di 42.000 immobili, la cui gestione spetta per competenza agli 8.000 comuni e alle 100 Province e Città metropolitane. Siamo consapevoli che è ancora tantissimo il lavoro da fare dopo anni di noncuranza o di interventi tampone ma confido che – se anche il nuovo Governo continuerà ad investire nell’ edilizia scolastica – in meno di dieci anni le scuole italiane torneranno ad essere quei luoghi sicuri in cui apprendere e insegnare. E’ essenziale chiaramente anche che la programmazione degli Enti locali sia aderente alle esigenze reali”.

 

Questo che cosa significa?

Sono le Regioni, sentiti i Comuni e le Province, a stilare la graduatoria degli interventi in base alle loro priorità e in questi tre anni di monitoraggio ci siamo resi conto che gli enti hanno messo tante cose sicuramente utili ma non prioritarie. Ora c’è stato un cambio di passo. Sappiamo dove e per cosa vanno i soldi e possiamo aggiustare il tiro. Nelle nuove linee guida della programmazione 2018/20 è scritto, ed è un obbligo a livello nazionale, che il primo punto della sicurezza sia quella antisismica. Abbiamo dato un ordine agli interventi.

 

Il tema sicurezza degli edifici è legato anche alla questione della responsabilità sulla sicurezza. Spesso nelle scuole vengono designati e/o incaricati docenti che non hanno le competenze per valutare una crepa o altro.

Le responsabilità sono chiare e diverse per la gestione e la manutenzione della scuola. I dirigenti scolastici hanno il compito della gestione, gli uffici tecnici delle amministrazioni comunali o provinciali appaltano i lavori e sono responsabili nella quotidianità della gestione degli immobili di cui sono proprietari. Il responsabile per la sicurezza incaricato dalla scuola ha il dovere quindi di informare tempestivamente l’amministrazione di eventuali criticità, dopodiché la collaborazione tra le scuole e gli Enti locali è fondamentale: nella nuova anagrafe anche le scuole potranno avere accesso per aggiornamento sullo stato. Varie sono le Regioni che già hanno già questa possibilità, come Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria. Sappiamo bene che il tema è particolarmente sentito dal corpo docente ed è stato oggetto anche di proposte parlamentari.

 

A soffrire di problemi di sicurezza sono soprattutto le scuole superiori. L’Upi ha rilanciato in queste ore un appello. Come ne usciamo da questo empasse?

Pochi giorni fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale Miur che ripartisce 321 milioni e 100 mila euro a favore di Province e Città Metropolitane per interventi di edilizia scolastica sulle scuole di loro competenza. Sono 478 gli istituti superiori già finanziati, e c’è anche l’elenco degli altri che potranno essere soddisfatti scorrendo la graduatoria grazie ai ribassi d’asta. Le scuole superiori sono quelle che necessitano di una manutenzione specifica e più impegnativa: pensiamo alle strutture dei laboratori e alle dimensioni degli istituti. In questi anni abbiamo comunque registrato situazioni molto diversificate: non sono poche le Province e le Città metropolitane che hanno lavorato – e molto – per la riqualificazione dell’edilizia scolastica. Dal 2015 gli Enti provinciali hanno risposto all’appello dei Governi che hanno sbloccato risorse sull’edilizia scolastica per oltre 200 milioni di euro. Negli ultimi mesi abbiamo inaugurato i nuovi istituti alberghieri di Cornaredo e di Casatenovo e penso al nuovo liceo Classico “Primo Levi” di Montebelluna, all’artistico “Basile” di Messina o al Classico “Colosimo” di Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza.

 

Non possiamo andare a costruire scuole nuove ovunque ma possiamo assicurare parametri si sicurezza in ogni scuola? Come si interviene su un edificio dei primi del Novecento?

Guardi, in realtà la linea da seguire è proprio la costruzione o la ricostruzione di nuovi edifici, laddove possibile, sia in termini economici che di resa ed efficienza dell’immobile. Certo spesso siamo costretti a intervenire su edifici esistenti e in Italia abbiamo esempi di recupero e conversione di edifici storici di altissimo livello. Penso ad esempio al liceo Musicale di Lucca ospitato nel complesso monumentale S.Agostino, all’ interno del centro storico della città di Lucca. La Struttura di Missione che coordino si è fatta promotrice di una nuova normativa per l’edilizia scolastica, speriamo che presto possa vedere la luce. L’impegno del Miur è massimo sul tema della sicurezza delle scuole, i Governi hanno investito moltissimo, le Associazioni ci spronano a fare di più e meglio e devo dire che – anche grazie alla collaborazione degli Enti locali – i risultati non mancano”