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Dic 11, 2017

Una scuola davvero “speciale”: il caso della Rinnovata Pizzigoni a Milano

La scelta di un ambiente educativo e di un pensiero didattico originali per educare i bambini al mondo

Anche dall’esterno, è impossibile non notarla. Da lontano, la sua struttura imponente di mattoni rossi a vista, un enorme parco con tanti alberi e sì, quella che ti sembra una serra lo è davvero: con piante aromatiche, ortaggi, fiori e un vero contadino che la cura.

Si presenta così la Scuola Rinnovata, scuola primaria statale differenziata secondo il metodo Pizzigoni, nata nel 1927 da un progetto che per l’epoca definire rivoluzionario è quasi riduttivo. Fu la stessa Giuseppina Pizzigoni, da cui il metodo prende il nome, a idearne la struttura: tutti gli spazi esterni – piscina, padiglione di agraria, recinti, stalle – e interni – aule didattiche, laboratori, corridoi, refettorio- sono stati da lei creati e voluti per l’applicazione del metodo d’apprendimento.

Ma cos’ha di speciale questa scuola?

Lo chiediamo a una maestra, Silvia Franceschi, che per insegnare qui ha sostenuto un corso specifico sul Metodo Pizzigoni. Entrando a scuola si legge: “Scopo il vero, tempio la natura, metodo l’esperienza”.

Una frase che racchiude l’essenza del metodo pizzigoniano: cosa significa in concreto?

Intento primario di Pizzigoni attraverso la creazione della scuola Rinnovata è stato quello di sostituire nella pratica didattica il verbalismo scolastico, l’insegnamento dottrinale del docente e l’assenza di attività fattiva del bambino con le deduzioni che gli alunni traggono dall’osservazione personale e intelligente dei fatti. Compito dell’insegnante, ancora oggi, è quello di porre i propri allievi a contatto con la natura, con la realtà della vita, con le cose e con i fatti appartenenti sia al microcosmo costituito dalla scuola che al mondo che la circonda rendendo lo studente attivo nella scoperta e nella costruzione del proprio sapere.
Educare secondo il metodo sperimentale significa, quindi, far agire il bambino affinché crei egli stesso il suo mondo interiore, perché dalle impressioni che riceve, sotto la spinta dell’interesse personale, tragga le sue conoscenze e le norme di vita che staranno alla base di personalità e carattere.

Fra poco la scuola e con lei il metodo compiranno i 100 anni: sono insegnamenti ancora attuali all’epoca dei millenials?

Direi di sì. Osservando il panorama della scuola italiana nel corso dell’ultimo secolo si vede come essa si è mossa nella direzione pedagogica e didattica pensata anche da Pizzigoni: i compiti di realtà, le competenze, la didattica attiva, il cooperative learning…. sono patrimonio didattico ormai diffuso nella realtà scolastica italiana e non solo.

Come si svolge una giornata tipo degli alunni?

In realtà risulta difficile parlare di una “giornata tipo”: ci sono dei punti fermi che sono la mensa e l’intervallo ma per il resto l’orario di lavoro delle classi non ha giornate uguali fra loro. L’ambiente monotono spegne l’intelligenza, diceva Pizzigoni, così i nostri alunni hanno giornate varie in cui vanno in piscina, o in agraria, o fanno lezione di musica, o lavorano in aula (o nei giardini appena il tempo lo consente) …

Il metodo e la tecnologia: c’è possibilità di scambio proficuo?

Ritengo che in una metodologia didattica e progettuale che si dichiara aperta al mondo e che anzi ne fa un dei propri ambiti di apprendimento, non possa non trovare spazio la tecnologia.

Qual è il valore aggiunto di una scuola come la Rinnovata per un bambino?

L’ambiente di apprendimento è il vero valore aggiunto rispetto ad altre istituzioni scolastiche altrettanto valide: gli spazi dedicati al verde e alla sua cura, il pensiero didattico e pedagogico che è all’origine di ogni scelta architettonica sono un valore aggiunto incommensurabile.
Il merito indiscutibile di Pizzigoni fu non tanto di aver inventato o scoperto un metodo didattico, quanto di aver fatto sì che ciò che fino ad allora si manteneva nel campo delle teorie trovasse applicazione pratica. Pizzigoni non cercò di mutare o sfrondare i programmi governativi, quanto di svolgerli in condizioni tali da dare un senso agli apprendimenti e renderli apportatori di nuove acquisizioni.
Grazie a questo modello educativo oggi alla Scuola Rinnovata non stupitevi se nelle ore di scienze i bambini fanno il pane oppure cucinano la polenta, dopo aver seguito tutto la filiera del mais: dal seme …al piatto.

di Chiara Azimonti

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