Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Dic 20, 2017

Storie di resilienza, il concorso di Erasmus+ e Indire contro l’esclusione sociale

Il bando è aperto fino al 30 dicembre e si rivolge tutti coloro che desiderano contribuire alla lotta all’esclusione sociale attraverso il racconto della loro esperienza personale

L’esercito dei resilienti sta per entrare in azione. A dare spazio alle tante storie di riscatto sociale che ci sono in Italia è lErasmus + che in queste settimane ha lanciato un bando aperto a docenti, dirigenti scolastici, studenti, detenuti, disoccupati e migranti che si sono costruiti un futuro passando attraverso le difficoltà.

Il bando è aperto fino al 30 dicembre

Spesso sono vicende che non conosciamo. Vite che scorrono nel silenzio, che non finiscono sui giornali o in TV ma che hanno molto da dirci. E’ l’immagine di un’Italia che non vediamo ma che l’agenzia che fa capo ad Indire intende mostrare grazie a questa iniziativa. Un progetto sicuramente originale che potrebbe stupirci e metterci in contatto con uomini e donne che sono stati capaci di mettersi in gioco, di darsi e dare un’opportunità per riuscire a dare una svolta alla propria vita. Sono esempi, testimonianze che possono essere seguite.

L’invito è rivolto alle scuole, alle organizzazioni, ai centri di orientamento e di accoglienza e in ogni luogo in cui il racconto dell’esperienza possa essere da stimolo per gli studenti e i discenti per fronteggiare situazioni di svantaggio, in favore di un ambiente di apprendimento e di una società più inclusiva e accogliente. L’obiettivo è alto e punta a raccogliere delle storie che possano davvero diventare una risorsa per altri. Sono ancora pochi i giorni per poter aderire a questa iniziativa visto che il bando scadrà a fine anno ma in queste settimane sono già molte le adesioni al progetto da parte di molte scuole che hanno lavorato sul tema del riscatto sociale a partire dai loro quartieri, dalle loro difficoltà. Una sfida che tutti possono giocarsi rendendo pubblico ciò che poteva apparire una vicenda del tutto personale. A spiegarci l’iniziativa è Sara Pagliai, coordinatrice di questo progetto per l’agenzia.

Intervista

Da qualche settimana avete lanciato il bando “Storie di resilienza”, di cosa si tratta?

L’iniziativa mira a creare una rete di figure di riferimento positive, “role models” appunto, che possano, attraverso il racconto delle loro storie di riscatto sociale, ispirare chi vive in contesti difficili. Lo scopo è attivare processi di fiducia nella possibilità di trarre effetti positivi da situazioni negative. L’invito è partito dalla Commissione europea e l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire ha aderito assieme l’Unità italiana Epale – Electronic Platform for Adult Education. Si tratta di una misura che rientra nelle azioni a sostegno degli Stati membri nella lotta alla radicalizzazione e la discriminazione sociale. Prevede una combinazione di interventi che coinvolgano le autorità competenti, la società e la collettività sia a livello nazionale che europeo.

Si tratta di una misura che rientra nelle azioni a sostegno degli Stati membri nella lotta alla radicalizzazione e la discriminazione sociale

La prevenzione degli estremismi è un tema molto presente nel dibattito europeo… 

Sì, per affrontare questa sfida l’Unione Europea, già nella Comunicazione del 14 giugno 2016 “Sostenere la prevenzione della radicalizzazione che porta all’estremismo violento” indica sette ambiti specifici tra i quali la promozione di un’istruzione inclusiva e il potenziamento dei progetti europei di mobilità e cooperazione transnazionale finanziati dal Programma Erasmus+.  In questo contesto rientra la decisione di istituire una rete di “role models”.

Ma chi può essere un “role model”?

Si tratta di figure di riferimento positive, testimonianze di chi, anche grazie al Programma Erasmus+, è riuscito attraverso a trasformare le difficoltà in opportunità dando avvio ad un processo di crescita e successo personale.  Storie di chi in modo concreto lavora per l’inclusione sociale, come ad esempio il dirigente scolastico Paolo Battimiello della scuola secondaria di primo grado di Scampia, una scuola ad alto rischio di esclusione sociale e abbandono scolastico precoce. L’invito è rivolto quindi a scuole, organizzazioni, centri di orientamento e di accoglienza. Il racconto della loro esperienza dovrebbe essere di stimolo per gli studenti e i discenti a fronteggiare situazioni di svantaggio, in favore di un ambiente di apprendimento e di una società più inclusiva e accogliente.

Nello specifico, chi sono i destinatari del bando?

Il bando si rivolge tutti coloro che desiderano contribuire alla lotta all’esclusione sociale attraverso il racconto della loro esperienza personale. È importante che l’istruzione e la formazione abbiano avuto un ruolo fondamentale nella storia raccontata. Ad esempio docenti o dirigenti scolastici che si sono attivati per contrastare l’abbandono scolastico, personale impegnato nell’educazione in carcere, giovani svantaggiati fuori dai circuiti scolastici e dal mercato del lavoro (NEET), ma anche migranti e rifugiati. Oltre al racconto è possibile inviare anche un video.

Come fare a candidarsi?

Per partecipare, è necessario compilare una scheda online entro il 30 dicembre 2017. Gli autori delle storie migliori riceveranno un buono regalo per acquisti culturali e potranno partecipare nel 2018 ad un evento a Bruxelles che riunirà per la prima volta il gruppo dei “role model” europei.