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Gen 2, 2018

“Disciplina intellettuale”, una nuova materia da insegnare a scuola

Secondo Fareed Zakaria, autorevole opinionista della CNN, l'unica cosa che i bambini devono imparare è la “disciplina intellettuale”: distinguere la notizia dalla fake news

Viviamo in un’epoca segnata da un sovraccarico di informazioni: la sfida è sapersi orientare all’interno di questo flusso continuo di notizie. Una questione che riguarda tutti, ma che forse espone a rischi maggiori le giovani generazioni. Di cosa hanno bisogno gli studenti per destreggiarsi con successo tra i vari social network, fino ad arrivare a distinguere il fatto accaduto dalla fake news?

Secondo Fareed Zakaria, autorevole opinionista della CNN, l’unica cosa che i bambini devono imparare è la “disciplina intellettuale”: distinguere la notizia dalla fake news. Gli studenti devono saper superare i rumors, discernere i fatti, analizzare le prospettive e sviluppare le proprie competenze. In un panel su “Education in the Post-Truth World” al summit WISE 2017 per l’istruzione, Zakaria contrappone il modo in cui i media influenzano i giovani e come loro accolgono e elaborano le informazioni. “Dico questo ai miei figli: curiosate su internet, tra tweet e post che vi piacciono. Alla fine della giornata però arriverete alla conclusione che l’unico modo in cui sviluppare una vera conoscenza di un argomento è l’approfondimento. L’unico modo per farlo è leggere libri, parlare con esperti, viaggiare e visitare luoghi”.

La disciplina intellettuale è la capacità di dire no alla superficialità, di disciplinarsi per approfondire un argomento o una notizia

Questa capacità di concentrarsi non consiste semplicemente nell’utilizzare un numero minore di app o nel ridurre il numero di schermate a cui i bambini possono accedere contemporaneamente, ma nell’applicare il rigore alla fonte delle informazioni che ricevono. In altre parole, gli studenti devono tornare ai fondamenti dell’istruzione in cui mettere in discussione le informazioni e la fonte, che consente di ottenere una maggiore comprensione.

Distinguere tra notizie vere e false

La maggior parte dei ragazzi accede a notizie da reti come Facebook, Twitter, Snapchat, in cui i report di singoli individui non sono verificati. Un ampio studio del 2016 dell’Università di Stanford ha riscontrato che la stragrande maggioranza dei giovani, dalla scuola media alla scuola superiore fino al livello universitario, non è in grado di distinguere tra notizie e contenuti sponsorizzati, fonti di prova o di valutare le affermazioni sui social media. Il rapporto conclude: “Nel complesso, la capacità dei giovani di ragionare sulle informazioni su Internet può essere riassunta in una parola: desolante”.

Le nostre principali fonti di informazione provengono da Internet e dai social media, ma questo, a sua volta, diventa un campo minato per separare la notizia dalla fake news. Siamo a un punto in cui analizzare e indagare in profondità le informazioni sarà una necessità sempre maggiore. Il futuro è incerto, ma sembra chiaro che uno degli strumenti più potenti che le giovani generazioni potranno sfruttare è la ricerca mirata, per padroneggiare e per cercare la verità dalle informazioni che ricevono.

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