Gen 13, 2018

Il Goethe-Institut porta in classe il making digitale

Un ponte tra creatività e digitale. Per far avvicinare i cittadini, e gli studenti, al mondo della tecnologia con attività pensate per unire l'utile al dilettevole

Il 16 gennaio alla biblioteca comunale Fabrizio Giovenale (Casal dei Pazzi) verrà presentato il Makerspace di Roma: dalle 9.00 alle 13.00, ogni martedì e giovedì fino ad aprile 2018 ci saranno spazi aperti per i docenti e la cittadinanza. Goethe-Institut, Fondazione Mondo Digitale e Biblioteche di Roma insegneranno il coding ed il making e la classe diventa un FabLab per costruire digitalmente. Le scuole sono invitate a partecipare: grazie a strumenti come stampanti 3D, laser cutter, plotter da taglio, saldatori, ai cittadini saranno aperte le porte alla creatività. Così una biblioteca si trasforma in fabbrica, o meglio in laboratorio di idee.

Com’è nato il Makerspace

Christina Hasenau si occupa di iniziative culturali per il Goethe-Institut di Roma e racconta come è nata (due anni fa quando il Ministero degli Affari Esteri tedesco introdusse un bando per i Goethe-Institut nel mondo) l’idea di portare il digital making nella città: “Da tempo abbiamo un focus sul digitale e sul making: abbiamo deciso di metterli assieme, creando una rete tra Italia e Germania. Partecipando al bando, il Goethe-Institut di Roma ha vinto una somma di circa 100.000 euro, da utilizzare nel corso di due anni. Nel 2016 abbiamo iniziato le attività, suddivise in 4 temi che porteremo avanti nei prossimi anni, non solo a Roma: app e libri per ragazzi, il Makerspace nelle biblioteche, la Media Art tra Italia e Germania ed i nuovi Designer a Roma e Berlino”.

 

 

Il Goethe-Institut di Roma finanzia l’iniziativa del Makerspace nel quadro del suo progetto Creatività 4.0. Lo spazio si chiama Bibliomakers e trae ispirazione dalla Germania (la Biblioteca civica di Colonia è partner del progetto) dove da anni gli utenti delle biblioteche si cimentano con i mezzi approdati ora alla Giovenale di Roma. A giocare un ruolo centrale è stata l’esperienza del FabLab della Fondazione Mondo Digitale, ovvero la Palestra dell’Innovazione ormai punto di ritrovo di artisti e professionisti di diversi campi. Curando lo spazio della biblioteca Fabrizio Giovenale, la Fondazione assiste quanti si avvicinano alle attrezzature.

La collaborazione dell’Istituto con le Biblioteche e la Fondazione va avanti già da più di dieci anni, spiega Christina Hasenau: “Con loro ed altri partner nel 2006 abbiamo fondato, nella ex Biblioteca del Goethe-Institut, la Biblioteca Europea, realizzando presentazioni di libri ed esposizioni sulle illustrazioni per ragazzi. Fino al salto in uno spazio creativo nuovo, BiblioMakers, alla Giovenale”. Il Goethe-Institut ha avviato di recente la collaborazione con Mondo Digitale (a partire dalla prima iniziativa assieme, il Media Art Festival): “Abbiamo scoperto la palestra digitale ed abbiamo capito che loro sono perfetti il nostro percorso – continua Hasenau – e ci sono altri partner, come Il Forum del Libro. A partire dal 2018 vorremmo coinvolgere anche le università La Sapienza e Roma Tre”.

L’approdo a scuola (e oltre)

La collaborazione tra l’Istituto e le scuole del territorio dura poi da tempo, con servizi didattici offerti in Italia alle classi dove si insegna il tedesco. “Abbiamo ora in progetto di rafforzare ancora il ponte tra scuola e lavoro – dice Christina Hasenau – con attività dedicate alle scuole in Italia che fanno corsi di tedesco ma anche alle altre. Ulteriori finanziamenti si aggiungeranno tra 2018 e 2020. Si lavora anche su grafica e fotografia, con la partecipazione di artisti”. L’obiettivo del progetto è realizzare un modello replicabile in altre biblioteche o spazi pubblici, inoltre, grazie alla collaborazione con il Forum del Libro, ci sono corsi per insegnanti e bibliotecari.

Nell’attività di laboratorio si va dalle tecniche di narrazione attraverso il digital storytelling (teatro delle ombre, libro laser, stop motion) ovvero elaborazione degli elementi che permettono di associare aspetti visivi e verbali, ai corsi tinkering ed oltre (attività pratiche inclusa la programmazione) ed i percorsi guidati di coding per familiarizzare con la creazione di giochi ed animazioni.

 

Si guarda al contributo che le nuove professioni offrono all’occupazione giovanile, una prospettiva rivolta al Centro-Sud in Italia: ad esempio il Goethe-Institut ha inaugurato il 14 settembre 2017 il progetto StartNet assieme alla regione Puglia, alla Fondazione Mercator, al MIUR. Confartigianato nel 2016 aveva rilevato in Italia (rispetto al 2015) una crescita dell’1,9 per cento della produzione manifatturiera, superiore all’1,5 per cento dell’Eurozona ed all’1,3 di Germania e Regno Unito: l’industria 4.0, cioè il potenziamento digitale della manifattura, può rendere più solida nel tempo questa tendenza e le iniziative come quelle descritte puntano tutte in questa direzione.

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