Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Gen 18, 2018

Futura, a Bologna 3 giorni per la scuola. Il punto con Damien Lanfrey e Donatella Solda

Da oggi a domenica Bologna si trasforma in capitale della scuola con una tre giorni dedicata all'educazione. A tre anni dall'avvio del Piano Nazionale Scuola Digitale abbiamo chiesto a Damien Lanfrey e Donatella Solda che cosa è cambiato e che cosa deve ancora migliorare

Nel 2015 in viale Trastevere si alzava il sipario sul piano nazionale scuola digitale. A tre anni dallo start 6.800 tra docenti e dirigenti scolastici di oltre 400 istituti scolastici si incontrano dal 18 al 20 gennaio a Bologna per guardare al futuro della scuola, ma anche per consentire alle migliori esperienze di raccontarsi e di confrontarsi in un’ottica di arricchimento reciproco. Il ministero dell’Istruzione in collaborazione con il comune di Bologna ha chiamato “Futura” questa tre giorni di iniziative formative, dibattiti, racconto di buone pratiche.

 

 

La “rossa, la grassa e la dotta” per un weekend sarà anche 2.0 visto che tanti luoghi saranno “occupati” dagli innovatori del sistema d’istruzione italiano. Piazza Maggiore, Palazzo Re Enzo, Palazzo D’Accursio, la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, l’Urban Center: tutta Bologna sarà teatro di innovazione, scenario e coprotagonista di attività, laboratori, atelier, incontri, gare che coinvolgeranno studentesse e studenti, insegnanti e animatori digitali (figure nate proprio con il piano nazionale scuola digitale), dirigenti scolastici, formatori, esperti, imprese, cittadine e cittadini. Sono previsti incontri istituzionali, conferenze, appuntamenti con testimonial, la condivisione delle migliori pratiche, gare di robotica e droni, fablab, esperienze di realtà immersiva. Oltre 3.000  metri quadri che saranno ‘invasi’ dalla scuola digitale.

 

Ecco il programma delle iniziative

Si comincia giovedì alle 11,30 a Palazzo Re Enzo con gli Youtuber di EduTube, associazione nata con l’intento di promuovere la cultura, le arti e la ricerca scientifica e tecnica sul web e con Erik Thorstensson, fondatore di Strawbees, un sistema ideato per sviluppare nelle nuove generazioni un bagaglio di competenze per il futuro attraverso l’esplorazione pratica e il lavoro con design, costruzione, elettronica e programmazione. Alle 16 sarà la volta di Giacomo Stella, professore ordinario di psicologia clinica all’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore scientifico di Sos Dislessia, che discuterà del rapporto tra innovazione e disturbi dell’apprendimento.

 

“Make Rap Make the Difference” è il titolo dell’incontro con il rapper-educatore Daniele Vitrone, alias Diamante, ideatore di una metodologia didattica innovativa in grado, attraverso la “grammatica del rap”. Alle 18.15, invece, i Millennials si racconteranno: condivideranno le loro esperienze innovative in diversi ambiti tra i quali cibo, media, relazioni internazionali, si confronteranno ed esporranno il modo in cui hanno deciso di fronteggiare la propria sfida con il futuro.

Venerdì a partire dalle 9.30, Alessandro Bogliolo, professore di sistemi per l’elaborazione delle informazioni dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, discuterà di come introdurre la pratica del pensiero computazionale a scuola.

Mentre sabato alla stessa ora l’architetto Mario Cucinella, Siv Marit Stavem, Norwegian Director of education and training e delegata OCSE, Beate Weyland, professoressa di didattica presso la facoltà di scienze della formazione della Libera Università di Bolzano e i tre più giovani progettisti vincitori del concorso di idee per #ScuoleInnovative (Federico Zaunier, Vincenzo Bernardelli e Aurora Perra) si confronteranno sul modo in cui l’architettura fa scuola, su come incide sui livelli e le modalità di apprendimento delle alunne e degli alunni.

“Futura” è anche l’occasione per fare il punto della situazione prima della fine di questa legislatura. Noi lo facciamo con due persone che sono i “registi” del piano nazionale digitale: Damien Lanfrey e Donatella Solda.

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Quali sono stati le luci e le ombre in questi tre anni?

Sicuramente tra le cose positive va citata tutta la visione che vi è stata: la gente ha capito, sta provando a mettere davvero in piedi ciò che abbiamo scritto nel piano. Trovo incredibile che le scuole siano saldamente agganciate a questa visione. E’ importante che gli insegnanti stiano insieme su questo progetto. La sindrome negli uffici romani e non solo spesso è quella di fare delle azioni a medio termine ma qui stiamo guardando ad un orizzonte più amplio.

Tra i risultati più importanti quali citereste?

La questione spazi e ambienti: gli atelier creativi sono davvero tanti. La quantità di scuole che sono entrate a far parte di questo bando è molto alta. Hanno capito cosa si può fare con questi progetti. Certo arrivare nelle più piccole realtà di provincia non è facile ma le inaugurazioni ormai vengono fatte anche nelle scuole dei paesi. Altro risultato: finalmente abbiamo un’idea chiara sulle competenze degli studenti.

Quali devono essere?

Venerdì a Bologna diremo che il mix deve essere chiaro: ci dev’essere sia la parte computazionale che riguarda tutti sia la dimensione dell’ educazione digitale. Con tutto questo ci deve stare anche uno sguardo all’imprenditorialità. Ma permettici di dire qual è stato per noi il maggior traguardo…

Prego, siamo in ascolto.

Abbiamo creato movimento. Tra il centralismo e l’autonomia abbiamo scelto di mobilitare. Abbiamo creato esempi virtuosi attraverso risorse. Anche  occasioni come “Futura” sono fondamentali per creare opportunità d’ incontro. Pensa alla piattaforma degli animatori digitali: finalmente hanno imparato ad usarla ed una forte spinta verso il cambiamento.

Abbiamo creato movimento. Tra il centralismo e l’autonomia abbiamo scelto di mobilitare

Possiamo parlare anche delle ombre?

Le amministrazioni pubbliche si devono equipaggiare per i grandi piani non solo per fare  bandi. La parte amministrativa ministeriale spesso non ha tempi agili, all’altezza della progettualità. Non solo. La gente ci critica per una cosa che noi non possiamo fare: la connettività. La banda larga è un problema. Prima del 2020 non si risolverà: ci sono una serie di passaggi infiniti ma si sta lavorando ancora in troppe poche regioni. Il discorso banda larga crea delle disuguaglianze: l’Emilia Romagna e il Friuli sono avanti ma altre regioni sono terribilmente arretrate. Altra debolezza è stata quella di fare in fretta la formazione docenti nel 2015: non avevamo buoni contenuti e formatori all’inizio. L’autonomia delle scuole nel realizzare i percorsi ha portato ad avere una formazione buona a macchia di leopardo. Il 19 lanciamo dei documenti importanti: uno sulle metodologie didattiche e innovative; l’altro sull’uso dei dispostivi in classe. Vogliamo dare alle scuole dei contenuti e rendere concreto l’investimento culturale che abbiamo fatto.

Cosa si rischia con il cambio di Governo?

Qualcuno potrebbe pensare che il fatto di avere una visione complessiva sia una cosa di minore importanza. La sindrome di cambiare è di ogni ministro che arriva. Il piano ha un altro anno di vita: è in Legge e va aggiornato. Se lo vorranno eliminare lo dovranno dichiarare. Toglierlo farebbe un torto a migliaia di persone che fanno parte di questo movimento. Stiamo facendo un grande dibattito sul digitale: ora abbiamo bisogno di far capire a tutti che il digitale non sono i “giochini”. Prima della fine del mandato vogliamo ragionare sui numeri per dare un’idea di quanto abbiamo fatto. Sulle competenze digitali i dati sono stati raccolti nel 2014: dobbiamo vedere una misurazione aggiornata ad oggi per capire l’impatto del piano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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