Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Feb 9, 2018

I ragazzi del liceo di Bra hanno trasformato l’Iliade in un cortometraggio

"Da Omero alla Web serie", un progetto ambizioso realizzato grazie alla passione di un professore di lettere

Chissà se Omero avrebbe mai immaginato che il suo poema epico in esametri dattilici un giorno sarebbe finito in Rete. E forse nemmeno chi ha studiato l’Iliade sui libri trascorrendo pomeriggi interi sulla metrica avrebbe mai pensato di poterla capire grazie ad un cortometraggio. Eppure al liceo “Giolitti – Gandino” di Bra la imparano rendendola contemporanea attraverso strumenti di comunicazione moderni.

Da Omero alla Web Serie

Il nome del progetto dice tutto: “Da Omero alla Web Serie”. Per capire fino a che punto arriva la creatività e l’immaginazione ma anche la capacità di questi ragazzi bisogna guardare questi “corti” che ci raccontano di Achille, Agamennone o Aiace in una versione che non potremmo mai immaginare. L’idea è nata ad Augusto Leone, professore di latino e greco, appassionato di cinema. Uno di quelli che non si è certo fermato al vecchio modo di insegnare ma si è domandato come appassionare i ragazzi ai testi antichi, come renderli “vivi”.

Il risultato è sorprendente. Al liceo di Bra, Cassandra, è  l’eroina omerica diventa un hacker che scopre una verità scomoda per i potenti mentre Elena diventa una diva celebre degli anni ‘30, che vive rinchiusa in un castello con un marito, gerarca fascista e una bambina da cui non si stacca mai e che rincorre nelle labirintiche stanze dell’antica dimora.

 

 

Gli obiettivi del progetto

Dietro questi “corti” si celano degli obiettivi didattici importanti: l’abitudine a lavorare in gruppo; il superamento dell’idea di una scuola volta all’assimilazione dei contenuti e non alla progettazione ma anche la conoscenza dei linguaggi attraverso cui il mondo contemporaneo elabora la sua cultura.

Grazie a questo lavoro si alterna l’attività tradizionale a quella in laboratorio, si impara a considerare da una prospettiva diversa e pluridisciplinare le tematiche e le materie e soprattutto si affronta in tutta la sua complessità il Novecento e i primi anni del terzo millennio, parte solitamente trascurata dalle lezioni in aula.

Lo sviluppo di questo progetto avviene attraverso una serie di tappe che coinvolgono gli studenti in diverse fasi: la camera di scrittura, la produzione, il casting, il lavoro sul set, il post produzione. Una vera e propria macchina cinematografica degna di Cinecittà.

 

Aiace è l’eroe della crisi

E così il cortometraggio dedicato ad Aiace è una libera rivisitazione in chiave contemporanea dell’omonimo dramma sofocleo in cui si racconta di un eroe portato al suicidio dalla perdita del proprio onore di guerriero, ma soprattutto dalla consapevolezza di dover vivere in un mondo dove il codice di valori a cui era stato educato non ha più alcun significato. Il protagonista del corto vive oggi durante una delle tante crisi economiche che distruggono interi Paesi: la sua è una condizione di privilegiato tra feste a tema in un castello con una moglie devota e un padre affermato. Il colloquio con il padre, vero responsabile del crollo finanziario di alcune aziende locali, ne svela il cinismo. L’incontro in un bar con un amico lo mette di fronte a una realtà di uomini e famiglie senza più prospettive ma dignitose nella loro difficoltà e risveglia maggiormente in Aiace il senso di colpa e di oppressione.

L’intervista

Un progetto di cui va particolarmente orgogliosa la dirigente scolastica Francesca Scarfi che abbiamo intervistato.

 

In genere si parla sempre dell’uso improprio della tecnologia. Voi avete dimostrato il contrario.

L’idea è nata nell’ambito del liceo classico. Al professor Leone premeva far capire ai ragazzi come gli eventi narrativi presenti nella letteratura greca venissero ripresi dalle web serie televisive di qualità. In collaborazione con il corso di ingegneria del cinema del Politecnico di Torino abbiamo acquisito le conoscenze tecniche. Quest’anno abbiamo iniziato un lavoro con la scuola Holden sulla sceneggiatura. Grazie a dei finanziamenti abbiamo comprato le attrezzature.

 

Quanti sono i ragazzi coinvolti?

Circa cinquanta. Partono con la sceneggiatura nella prima fase. La seconda prevede la produzione, poi tutte le altre. Dalle nostre radici nascono gli archetipi del nostro gusto per la narrazione. Gli studenti usano la tecnologia ma a partire dalla riflessione sui personaggi.

 

Come vengono scelti i temi dei corti?

Affrontano un personaggio per volta. Finora abbiamo messo in onda Tersite, Aiace, Patroclo. Si cerca di capire il dramma e attualizzare il concetto. Cassandra diventa una che è venuta a sapere grazie alle sue abilità delle notizie importanti in anticipo ma paga con la vita questa sua facoltà. Elena di Troia incarna l’idea della bellezza fine a se stessa, la follia, il gusto dell’apparenza. I ragazzi si chiedono come oggi quel personaggio vivrebbe il proprio dramma.

 

I risultati sono sorprendenti?

Abbiamo già un cofanetto con cinque serie. L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha mandato a tutte le scuole una circolare in cui attraverso dei link i ragazzi delle medie si possono accostare a questi eroi con questi nuovi linguaggi.

 

In questo modo l’ “Iliade” ha riconquistato i giovani?

L’Iliade sembrava una cosa da classico ora invece tutti si sono appassionati al poema. La vendetta, il rimpianto, l’onore fanno parte delle nostre tematiche.

 

Dove girate i corti?

Vengono scelte location diverse: quest’anno abbiamo scelto alcuni luoghi della città di Bra per valorizzarli.

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