Aldo Ciummo

Mar 10, 2018

In Svezia si va a scuola di YouTube

Investire in competenze digitali per migliorare il contributo della tecnologia al PIL nazionale. Pubblico e privato, insieme, puntano sull'istruzione

Un contrasto che descrive bene il mondo della produzione contemporanea è il dislivello tra tecnologie a disposizione e scarsità di professionisti in possesso di abilità adeguate a coglierne il potenziale. I mercati avanzati sono resi agili dall’integrazione delle loro industrie con il Web. La conoscenza oggi è informale: le società che coltivano un pensiero non gerarchico scalano le classifiche internazionali dell’innovazione, grazie alla condivisione di idee e soluzioni, specialmente nelle Internet Technologies.

 

In Svezia la cultura è anche conoscenza applicata alla soluzione di problemi inediti, impostazione che si può trovare in molti corsi universitari vicini al mondo della produzione (e nella duratura propensione delle aziende internazionali a lavorare con i professionisti del Paese). Gli studenti internazionali contribuiscono con idee e proposte alle attività imprenditoriali fin dagli anni di studio ed in tutti i continenti sono presenti i marchi IKEA, TetraPak, Volvo, Eriksson, AstraZeneca, H&M.

© Simon Paulin / Imagebank Sweden

Nella contea svedese settentrionale di Norrbotten, a Kalix, una cittadina molto nota per le sue specialità di caviale e per gli stupendi paesaggi fluviali, la Kalix Folkhögskola insegna ad usare al meglio YouTube (la Svezia è leader nell’IT, e nel paese scandinavo è stato anche inventato Spotify) con un corso di 20 settimane che si rivolge a quanti aspirano a realizzare video per la piattaforma. Il pubblico della Rete cresce soprattutto tra le nuove generazioni ed il tema è davvero attuale, in un’epoca di invecchiamento delle competenze e di difficoltà nel mantenere la forza lavoro competitiva sul mercato. La Svezia si è piazzata al primo posto UE per l’innovazione nella classifica Innovation Union Scoreboard 2017 della Commissione Europea.

Lo YouTuber deve saper far tornare i visitatori sul suo canale

Una capacità oggi ambita è quella di spingere parte consistente di quanti visualizzano i video dedicati a un argomento a ritornare sul canale YouTube che lo propone. Sono fondamentali l’originalità di quanto si mette in Rete e la competenza nel tema scelto, ma anche la buona qualità necessaria a distinguere il video tra la massa di materiali lanciata ogni giorno da un numero enorme di utenti e l’abilità di creare un marchio di fabbrica riconoscibile ed in grado di invogliare i navigatori a cercarlo di nuovo. Molte domande di iscrizione al corso provengono da giovani, però l’iniziativa ha riscosso l’interesse di persone di tutte le età. Le lezioni affrontano ogni aspetto dell’elaborazione dei video, dalle riprese alla promozione commerciale, passando per i contenuti.

© Susanne Walström / Imagebank Sweden

I video sul web sono integrati con il mercato attuale

Un dubbio ricorrente, quando si scommette su tendenze che coinvolgono la maggioranza della popolazione, riguarda l’abbondanza di aspiranti “star del web”: ma la chiave sicura per emergere è la specializzazione capace di fare la differenza. Inoltre le abilità tipiche dei social network sono ormai trasversali a tutti i settori: più che reinventarsi fenomeni visualizzati in tutto il mondo, bisogna cercare di essere attrezzati al mercato attuale.

 

L’esperimento di dedicare corsi scolastici a dinamiche così influenti nella società non è isolato, rappresenta uno degli elementi delle politiche di innovazione: già nel 2015 si poteva contare in Svezia il 3,3 per cento del Prodotto Interno Lordo impiegato in Ricerca e Sviluppo (l’obiettivo che la UE spera di raggiungere nel 2020 è il 3 per cento) e questa attitudine ha permesso al Paese di diventare leader in settori particolari. Il trattamento delle sostanze tossiche per limitarne l’impatto sull’ambiente e le nanotecnologie, nelle quali Stoccolma annovera le aziende ABB, Sandvik e Höganäs.

© Susanne Walström / Imagebank Sweden

Il ruolo delle università

Aziende come Ericsson, Sandvik e il gruppo Volvo finanziano il 70 percento dell’R&D. Non bisogna dimenticare il ruolo di università e di istituzioni di alta educazione, come la Stockholm School of Economics e la Chalmers University of Technology a Göteborg. Lo Swedish Council for Higher Education sostiene studenti qualificati provenienti da tutto il mondo, per arricchire di competenze la ricerca scientifica. Lo Stato punta molto sull’istruzione, ingrediente evidente nel successo internazionale delle compagnie high-tech. Altri settori d’avanguardia nei quali la Svezia si distingue sono le biotecnologie e la microelettronica.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter