Alex Corlazzoli

Alex Corlazzoli

Apr 5, 2018

La carica dei 10mila studenti delle Olimpiadi di Filosofia. Domani la finale

Gli studenti dovranno cimentarsi nella scrittura del saggio filosofico in lingua italiana o straniera, in uno degli ambiti previsti (teoretico, gnoseologico, etico-politico, estetico)

Socrate, Aristotele, Cartesio ma anche Sant’Agostino e gli altri filosofi hanno ancora allievi innamorati della disciplina più antica, delle domande sul mondo e l’essere umano.
Lo dimostrano i numeri delle “Olimpiadi di Filosofia” che in questi giorni celebrano la fase finale all’hotel parco “Tirreno” a Roma.

 

Giunte alla XXVI edizione, registrano un aumento costante di adesioni con più di 10.000 partecipanti alle fasi intermedie: erano 4.000 nel 2015. Sono 435 gli istituti coinvolti fra Italia e scuole italiane all’estero, centinaia i dirigenti e i docenti impegnati durante l’anno scolastico con attività formative di approfondimento dei contenuti filosofici e delle metodologie didattiche per la migliore preparazione delle studentesse e degli studenti.

La manifestazione, promossa dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Miur con la Società filosofica italiana, rientra nell’ambito delle iniziative volte alla valorizzazione delle eccellenze. La finale nazionale si chiude domani (6 aprile) e vede protagonisti 86 finaliste e finalisti (41 ragazze e 45 ragazzi, quattro in tutto quelli che provengono da scuole italiane all’estero), selezionati a seguito delle gare d’istituto e regionali.

La prova

Gli studenti dovranno cimentarsi nella scrittura del saggio filosofico in lingua italiana o in lingua straniera (inglese, francese, tedesco, spagnolo), in uno degli ambiti previsti (teoretico, gnoseologico, etico-politico, estetico), mentre i docenti si confronteranno sul rinnovamento della didattica in filosofia, a partire dai temi presenti nel documento MIUR “Orientamenti per l’apprendimento della Filosofia nella società della conoscenza”.

La manifestazione dimostra l’interesse e l’entusiasmo che c’è per una materia che andrebbe non solo insegnata nei licei ma anche negli istituti tecnici e professionali dove spesso manca un approccio umanistico alla scuola di cui i ragazzi sentono la necessità. Una materia che favorisce nei giovani lo sviluppo del pensiero critico e del dialogo, per una formazione volta al confronto delle idee nel rispetto dell’altro e della diversità.

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