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Apr 23, 2018

Antisemitismo a fumetti, così si spiega l’orrore delle leggi razziali ai bambini

Le pagine più buie della nostra storia occidentale vergate dalle matite di 160 fumettisti

C’è Benito Mussolini che tatua la stella sul braccio di un bambino spaventato e sullo sfondo c’è la bandiera italiana e un crocifisso appeso al muro. C’è Anna Magnani di Roma città aperta con la stella di David cucita e insanguinata sul petto nudo. C’è Liliana Segre, oggi diventata senatrice a vita ma rappresentata piccola e spaventata, cacciata dalla sua scuola perché ebrea. E c’è un supereroe che spezza le catene sotto il cartello di “Arbeit macht frei” di Auschwitz.

La necessità di spiegare l’antisemitismo ai giovanissimi

Come si può parlare a dei bambini di quanto avvenuto ottant’anni fa nel nostro Paese? Per molti di loro l’antisemitismo resta inimmaginabile, persino incredibile. Ad aiutare gli insegnanti e i genitori che vogliono trattare questo tema a Torino ci pensano i fumettisti. Al museo del Carcere Le Nuove è stata inaugurata la mostra 1938-2018 Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricordano l’orrore dell’ antisemitismo che ha aperto ufficialmente la 22esima edizione di “Cartoons on The Bay”.

Le pagine (a tavole) più cupe della nostra storia

Si tratta 160 opere di fumettisti famosi: ci sono i disegnatori di Tex, quelli di Nathan Never, di Dylan Dog e della Marvel e altre tavole provenienti dalle scuole di fumetto di tutta Italia in un’esposizione, organizzata da Rai Com in collaborazione con Arf, con il patrocinio di tutte le comunità ebraiche italiane.

Sono fumetti vergati da matite inorridite, disperate, allucinate, insanguinate ma non spezzate. Sono matite pronte a denunciare e a far capire con quel linguaggio diretto e coinvolgente dei fumetti una delle pagine più dolorose della storia italiana.

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Un viaggio nel passato fatto attraverso l’arte. Un lavoro prezioso che sarà utile ai docenti che quest’anno non sono rimasti indifferenti a questa ricorrenza che fa parte anche della nostra storia e che dev’essere spiegata ai più giovani affinché non si possa ripetere mai più. Dopo Torino, la mostra sarà ospitata dal Centro Culturale Ebraico Il Pitigliani di Roma, presso la Fondazione Shoah di Milano, e da altre manifestazioni di interesse culturale similare.

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