Sara Riboldi

Sara Riboldi

Mag 4, 2018

DSA e tecnologie, i nuovi strumenti che possono aiutare gli studenti

Oltre 254.000 alunni hanno Disturbi Specifici dell’Apprendimento ma le tecnologie costituiscono un enorme supporto, a favore di una scuola inclusiva e per tutti. Ne parliamo con Annapaola Capuano e Franca Storace, dell’Associazione Italiana Dislessia

Secondo il report del MIUR – Ufficio Statistica e Studi, nell’anno scolastico 2016/2017 gli alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono 254.614, pari al 2,9% degli alunni in totale. Nello specifico sono 139.620 gli alunni con dislessia, 57.259 gli studenti con disgrafia, 68.421 gli allievi con disortografia e 62.877 gli studenti con discalculia. Nel corso degli ultimi anni le diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento sono aumentate. Per supportare gli studenti con DSA oggi le tecnologie assumono un ruolo fondamentale. Ne parliamo con Annapaola Capuano e Franca Storace, formatrici dell’Associazione Italiana Dislessia, docenti nella scuola secondaria di secondo grado, pedagogiste cliniche e autrici di numerosi articoli e testi sulla didattica inclusiva, i DSA e le nuove tecnologie nella didattica. Entrambe tengono traccia della loro attività intellettuale su un loro blog specifico sui DSA.

Intervista

In che modo la tecnologia migliora l’apprendimento degli studenti con DSA?

 

Nell’ordinamento nazionale, la legge 170/2010, Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, garantisce “…l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche…”, che possono supportare bambini e ragazzi con DSA nelle proprie attività di studio. Laddove in classe vi sia quindi uno studente con DSA, lo strumento tecnologico è una risorsa imprescindibile, uno strumento di autonomia, il cui utilizzo nasce da un bisogno specifico e non può dunque dipendere dalla buona volontà dell’insegnante. Le risorse tecnologiche, infatti, sostengono l’accesso alle informazioni attraverso differenti canali, oltre quelli del testo scritto. Il computer, il tablet, i libri digitali, i supporti multimediali e il Web diventano strumenti per una ricerca autonoma e personalizzata delle informazioni. Le nuove tecnologie concorrono al successo formativo in quanto: inducono a ripetere, generano esperienza, producono competenza, permettono di recuperare le informazioni e supportano il funzionamento della memoria di lavoro, riducono lo sforzo (che non è una componente essenziale dell’apprendimento, anzi demotiva e allontana dal compito) e quindi liberano energie per il ragionamento e le funzioni superiori.

Quali sono le tecnologie e le app più funzionali nel percorso abilitativo?

Gli strumenti compensativi ad alta tecnologia includono il computer o il tablet con programmi di videoscrittura con correttore ortografico, la sintesi vocale, i libri digitali, le risorse audio (file audio digitali, audiolibri), il registratore, i programmi di videoscrittura con correttore ortografico, la calcolatrice (anche calcolatrice vocale), i software per mappe mentali e concettuali, i dizionari digitali, il diario informatico. Il tablet, integrando in un unico dispositivo leggero e trasportabile strumenti hardware (registratore vocale, fotocamera, videocamera etc.) e software (app di videoscrittura, sintesi vocale, riconoscimento vocale, gestione pdf, calcolatrici parlanti, creazione di mappe, organizzazione appunti, vocabolari etc.), si configura come strumento molto utile per prendere appunti, per fotografare le slide delle presentazioni dei docenti o per registrare in formato audio le lezioni.

In commercio esistono tablet già forniti di programmi e strumenti compensativi utili ai ragazzi con DSA

Con l’evoluzione della tecnologia, anche gli smartphone hanno assunto una funzione di strumenti di supporto allo studio e all’organizzazione degli studenti. A prescindere dal tipo di supporto informatico, uno dei principali strumenti di cui uno studente con DSA necessita, ad esempio, è il libro digitale che si presenta come la versione in PDF del libro cartaceo. Gli studenti con dislessia, a causa del loro disturbo di lettura, trovano nei libri cartacei l’ostacolo più grande per l’accesso ai contenuti didattici. Il libro digitale mantiene inalterata la formattazione e il layout grafico fatto di immagini e testo e ha il vantaggio che può essere letto da programmi dotati di sintesi vocale e manipolato attraverso appositi software che permettono di copiare immagini o parti di testo, sottolineare, evidenziare, esportare parti di testo per realizzare mappe concettuali e mentali. Nell’ottica di garantire il diritto allo studio e le pari opportunità agli studenti con DSA, l’AID ha ideato e curato negli anni il progetto della Biblioteca digitale per i dislessici “LibroAID”. È un servizio riservato ai soci AID che consente ai ragazzi con diagnosi DSA o certificato 104/92 di richiedere il formato PDF aperto dei testi scolastici di ogni ordine e grado di scuola.

In che modo si può migliorare il contesto scolastico affinché si possano utilizzare con maggiore efficacia le tecnologie a favore di una didattica realmente inclusiva?

 

Sappiamo quanto sia importante che l’ambiente scolastico sia vissuto in modo positivo, come luogo caratterizzato da un clima di fiducia e dialogo e non avvertito come minaccioso. In questa ottica l’utilizzo della tecnologia in modo inclusivo come supporto al lavoro del docente e degli alunni genera e sviluppa il senso di appartenenza al gruppo, che è una condizione essenziale per una crescita armonica di tutti gli alunni e in modo particolare per i soggetti con DSA. Le tecnologie possono rispondere alle necessità di bisogni specifici ma possono essere utilizzate dall’intero gruppo di alunni e docenti che compongono la comunità scolastica in un orizzonte inclusivo. Uno strumento altamente inclusivo, ad esempio, è la LIM che, utilizzata a supporto e integrazione dell’attività didattica, si configura come un vero e proprio ambiente multimediale di apprendimento. Ma a determinarne l’utilizzo delle LIM in una prospettiva inclusiva non è tanto la tecnologia, quanto piuttosto l’approccio didattico generale dei docenti, che devono integrare la tecnologia nell’ambito di una progettazione didattica pianificata e consapevolmente orientata all’inclusione.

 

In che modo si possono migliorare le competenze di insegnanti ed educatori per una strategia didattica a favore dell’apprendimento per tutti?

 

Spesso fornire a un alunno uno strumento non è sufficiente. Si deve fornire il supporto per un suo uso efficiente. Occorre, dunque, che gli insegnanti siano formati al rispetto dei requisiti di accessibilità degli strumenti e che possiedano competenze tecnologiche per venire incontro alle necessità dei propri studenti; ciò che Prensky definisce saggezza digitale, ossia la capacità di saper utilizzare con dimestichezza, responsabilità e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. A tal fine, l’AID, da sempre impegnata in attività di formazione coerentemente con i fini istituzionali, organizza due webinar, incentrati sulla tematica delle tecnologie digitali per l’inclusione e l’autonomia. Nel primo, “le app per apprendere: favorire l’apprendimento e la conoscenza con il tablet e le app didattiche”, saranno presentate alcune delle app che più si prestano a un uso efficace e organizzato dell’apprendimento. Il secondo, “Digitale per includere: didattiche innovative per stare bene a scuola” si propone di analizzare quali sono le caratteristiche di un ambiente di apprendimento e come fare per trasformarlo in ambiente inclusivo. La scuola ha bisogno di passare dall’inclusione al benessere: la scelta di modelli didattici che rendono protagonisti gli studenti combinata a un uso sapiente e responsabile di tecnologie e digitale possono diventare la leva per una piccola rivoluzione culturale.

 

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