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Mag 29, 2018

A scuola di notte. E non per dormire ma per leggere

“Notte bianca tra i libri” è l’iniziativa dell’istituto comprensivo Rosaria Scardigno – San Domenico in provincia di Molfetta

L’istituto comprensivo “Rosaria Scardigno – San Domenico” in provincia di Molfetta nei giorni scorsi ha aperto le porte per una vera “Notte bianca tra i libri”. Dalle otto di sera fino alle sette e trenta del mattino i bambini delle classi quinte sono rimasti a scuola per ascoltare un “raccontalibri”. Una esperienza unica ed originale che è giunta alla settima edizione e che ogni anno conquista mamme e papà che affidano volentieri ai maestri i loro figli per una notte indimenticabile. E stavolta i ragazzi fanno a gara ad andare a scuola per questa simpatica iniziativa resa possibile grazie alla disponibilità dei collaboratori scolastici e degli insegnanti oltre che della dirigente scolastica che sostiene la manifestazione.

Una tappa del percorso che i ragazzi della “Scardigno” fanno fin dalla prima elementare. Il libro e la lettura, infatti, in questa scuola sono compagni dei bambini. Tutto ha inizio nella prima serata. I ragazzi arrivano a scuola “armati” di sacco a pelo, dentifricio e spazzolino, bottiglietta d’acqua e cuscino. Li accompagnano mamma e papà che sono esclusi dalla partecipazione alla nottata. Unica concessione per gli adulti: la colazione condivisa nella “piazzetta dell’amicizia”.

Protagonista della manifestazione: Sergio Guastini, il “raccontalibri”, come lui ama definirsi. E’ lui che tra i sacco a pelo ha tenuto compagnia ai bambini con la sua voce e i racconti. La proposta nasce dalla convinzione che la scuola deve essere il luogo privilegiato per fornire ai bambini gli strumenti più adeguati per comprendere in modo sempre più approfondito testi di varia natura e soprattutto per trasmettere loro il piacere della lettura.

Alla “Scardigno” sono convinti che serve promuovere e sviluppare nei bambini l’abitudine del piacere del leggere, di apprendere e di avere la consapevolezza di utilizzare il libro come strumento di apprendimento. Un’avventura che ha un valore relazione ma anche didattico. Un altro modo di fare scuola che non esclude lo stare insieme per divertirsi, per sorridere. Lo sa bene la dirigente della scuola, Nicoletta Paparella che abbiamo interpellato per conoscere più da vicino quanto accade nella “Notte Bianca tra i libri” della sua scuola.

Intervista a Nicoletta Paparella

Non è la prima volta che organizzate questa manifestazione.

“Tutto è partito sette anni fa grazie ad un finanziamento Pon. In quell’occasione abbiamo conosciuto un esperto che organizza “Notti Bianche” in biblioteche, sui treni ma non aveva mai realizzato una “Notte Bianca” a scuola. Abbiamo accettato la proposta, anzi possiamo dire che è nata dalla sinergia che c’è stata tra la scuola e lui”.

 

Un’impresa semplice solo all’apparenza.

“Ben detto. E’ difficile aprire la scuola di notte e garantire la massima vigilanza. Non è la classica “Notte Bianca” che si conclude alle 22 ma dura fino all’indomani. Serve che tutti collaborino alla buona riuscita. Informiamo anche i Carabinieri e abbiamo sempre la disponibilità di un collaboratore scolastico che resta con noi”.

 

Com’è organizzata la serata?

“Quando i ragazzi arrivano a scuola sono accolti dai suoni dei violini; vengono accompagnati nell’androne, salutano i genitori, si posizionano nel sacco a pelo fin quando pian piano si addormentano. Qualcuno chiude gli occhi dopo poco altri tengono duro fino alle due, alle tre. E Guastini legge, legge fin quando l’ultimo bambino si addormenta”.

 

E la preside resta a dormire anche lei nel sacco a pelo?

“Resto a scuola fino a mezzanotte. Tutta la nottata non riesco perché il giorno dopo lavoro e devo essere lucida”.

 

Come reagiscono i ragazzi?

“Sono molto attenti, sanno ascoltare, il pass per entrare a scuola quella sera è il loro libro preferito. Il racconta libri porta con sé diversi testi. Gli allievi sono affascinati, vengono accompagnati nel mondo dei sogni”.

 

Ma il giorno dopo devono essere tra i banchi?

“Di solito cerchiamo di organizzare il tutto il venerdì così che non debbano tornare a scuola”.

 

Chi partecipa?

“Soli i ragazzi delle classi quinte. L’iniziativa non viene preparata giorni prima ma fin dalla classe prima i bambini vengono accompagnati in questo percorso. Pensi che abbiamo una biblioteca con sei mila libri e facciamo il prestito fin dalla scuola dell’infanzia”.

 

E’ il fiore all’occhiello della vostra scuola.

“Qui il libro è protagonista. Facciamo incontri con autori. La lettura è il nostro punto fermo. Organizziamo anche con dei genitori volontari la lettura di libri. Trasferiamo anche a loro l’amore per la lettura.

 

Una bella conquista ma lei sa meglio di me che i cosiddetti lettori forti pian piano si disperdono. Come si fa a continuare ad interessare i giovani ai libri?

“L’antidoto è saper scegliere il testo giusto che riporta i bisogni, le problematiche legate all’adolescenza. Far intervenire autori a scuola affinché li conoscano, li sentano vicini. E poi far scrivere lettere, diari ai bambini”.

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