immagine-preview

Giu 5, 2018

Dialogo su IA e robot con l’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza

A StartupItalia! la scienziata: "L’uomo e la persone devono essere al centro delle politiche. Gli automi sono una possibilità di superamento dei limiti imposti da una malattia o da una disabilità"

“La questione centrale della quarta rivoluzione industriale è proprio il cambiamento del rapporto tra il robot e la persona. Siamo davanti a una rivoluzione perché siamo partecipi di un viaggio straordinario: la “migrazione” dei robot – o meglio delle tecnologie robotiche – dalla produzione industriale al terziario e ai servizi. Siamo nel pieno dell’evoluzione del robot dall’utensile intelligente nella catena di montaggio allo strumento chirurgico che opera all’interno del nostro corpo o all’esploratore su ruote che sonda il terreno su Marte, ma sappiamo che presto il robot entrerà nelle nostre case e viaggerà nelle nostre strade con la guida autonoma”.

A disegnare il futuro scenario non è il regista di un film di fantascienza ma l’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza che tolti i panni della politica e rivestiti quelli della scienziata (che in realtà non ha mai smesso) ha pubblicato da poco “I robot e noi” per “Il Mulino”. Pochi mesi fa Papa Francesco ha lanciato un appello al Forum economico mondiale chiedendo di impiegare la robotica a servizio dell’umanità, il libro della Carrozza ci aiuta a comprendere dove stiamo andando. La vera novità, infatti, sarà l’avvento del robot sociale. Cosa potrà succedere? Delegheremo attività cognitive e fisiche al robot che diventerà potenzialmente anche un nostro alias in grado di agire in altri ambienti per nostro conto o al nostro posto, interpretando in nostri desideri e la nostra personalità.

“Licklider, uno dei padri dell’informatica, aveva già previsto tutto negli anni Sessanta; in un suo famoso articolo – scrive l’onorevole – descriveva come saremmo arrivati a un rapporto di simbiosi con il nostro computer. A tal proposito sono già depositati brevetti a protezione dell’idea di creare agenti robotici con la nostra personalità, così come potrebbe essere desunta dalle nostre attività su web, come avviene per esempio quando utilizziamo il software di Google e veniamo “profilati” attraverso un processo di indicizzazione e di elaborazione dei dati che scambiamo con i siti internet”.

Intervista a Maria Chiara Carrozza

Con l’ex ministro dell’Istruzione abbiamo cercato in un’appassionata intervista di capire qualcosa in più del suo libro e di ciò che avverrà.

Dottoressa Carrozza, persino il Papa ha parlato dei robot come una minaccia. Lo possono essere davvero?

“Bergoglio ha fatto bene a fare questo monito: l’uomo e la persone devono essere al centro delle politiche. I robot sono una possibilità di superamento dei limiti imposti da una malattia o da una disabilità. La robotica ha due volti. Una positiva che ci permette di vivere di più e avere una qualità della vita migliore. Dall’altra parte possono essere progettati malamente ed essere usati ad esempio nel settore delle armi. Serve un’etica nell’utilizzo di queste tecnologie”.

 

Secondo uno studio della Boston Consulting l’evoluzione tecnologica distruggerà quasi un milione e mezzo di posti di lavoro negli Stati Uniti nei prossimi dieci anni. Questo scenario l’abbiamo già visto con l’arrivo delle macchine nelle aziende. Siamo destinati ad una nuova rivoluzione?

“Ci sono due aspetti importanti. Uno è quello degli algoritmi dell’intelligenza artificiale ossia l’automazione dei processi cognitivi. Questi cambieranno il mondo del lavoro. Penso a software che possono prendere decisioni in tempi rapidi analizzando una grande mole di dati: in questo l’intelligenza artificiale può superare le abilità umane. C’è un altro aspetto: quello delle macchine che usano sia l’intelligenza artificiale sia la capacità di effettuare movimenti. In questo caso parliamo di robot sociale. La differenza rispetto al passato è che la robotica non viene più confinata nell’ambiente manifatturiero ma entra nella società. Se avremo un robot che consegnerà pacchi o che farà le pizze significa che sarà un umanoide che entrerà nella nostra vita quotidiana. Ad oggi non abbiamo ancora compreso l’incidenza che avranno nelle nostre vite. Un conto è un robot in fabbrica, un altro in casa o in strada. Ci sarà un mix robot – uomo: questa sarà la novità”.

 

Dovremo cambiare i nostri modelli di vita a breve…

“Cambia il rapporto con la macchina. In questo caso la robotica si fa filosofia. E’ un problema affascinante ma con un impatto sulla vita civile. Bisogna vedere se tutto questo si farà perché ci sono ancora problemi tecnologici da risolvere”.

 

Leggi anche: Addio vecchia scuola… è arrivato il futuro

 

Dottoressa Carrozza, la comunità scientifica dovrà fare i conti anche con la Chiesa…

“La Chiesa è spaventata da una cattiva gestione di questi processi, dell’incapacità di affrontare la transizione”.

 

In questo processo la scuola sta avendo un ruolo da protagonista o è rimasta vincolata al passato?

“Si è data tanta enfasi ad alcuni aspetti negativi dell’uso delle tecnologie e dei social network. E’ importante educare alla programmazione di questi strumenti, penso al coding. Oggi si pensa che non siano utili queste competenze ma sono le nuove grammatiche per capire il futuro. Prima si insegnavamo le lingue straniere per capire il mondo ora dovremmo insegnare l’informatica perché il mondo sarà molto basato su di essa. Se vogliamo studenti davvero protagonisti del futuro dobbiamo formare tutti a capire cosa ci sta dentro un computer”.

 

Dottoressa Carrozza, vent’anni fa era impensabile di avere in mano un cellulare. Oggi è inimmaginabile il robot in casa. Facciamo qualche previsione: entro quanti anni troveremo in sala il robot con la nonna?

“Ci sono ancora dei problemi da risolvere. Prima di avere la diffusione dei robot nelle case dovremo essere certi della sicurezza e della privacy. Questo può essere un ostacolo grande. I dati che si ricavano dai robot sono un altro aspetto: sono preziosi. Non vorrei che i robot possano essere controllati dall’esterno. Spero vi sia un futuro dove ci sarà una badante aiutata da un robot che le è d’ausilio”.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter