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Giu 4, 2018

A Palermo arriva il primo liceo Slow Food

Accade nel capoluogo siciliano, per una iniziativa nata dalla sinergia tra la scuola, l’assessorato regionale alla Salute e il presidio di Slow Food del capoluogo siciliano

Sarà il primo liceo Slow Food dove i ragazzi diventeranno degli esperti e degli educatori della dieta mediterranea. L’ambizioso progetto ha messo la prima pietra a Palermo all’istituto professionale di Stato per i servizi alberghieri e ristorazione “Paolo Borsellino”.

Un’iniziativa nata dalla sinergia tra la scuola, l’assessorato regionale alla Salute, il presidio di Slow Food del capoluogo siciliano e gli studenti che hanno aderito con entusiasmo alla proposta che è decisamente innovativa nel bacino dell’istruzione in Italia.

Chi frequenta un istituto di questo genere studia con l’obiettivo di diventare uno chef o di occuparsi di ristorazione, di hotel ma ora i ragazzi che frequenteranno questi corsi Fed (Formazione – Educazione – Dieta) usciranno dalla scuola con una carta in più da giocare nel settore lavorativo: saranno dei veri e propri educatori del cibo.

L’obiettivo è quello di trasmettere i buoni principi per la produzione agroalimentare secondo i valori dell’associazione promossa da Carlo Petrini. A Palermo gli studenti che seguiranno le lezioni Slow Food partiranno dalla valorizzazione del proprio territorio, dalla conoscenza dei prodotti agricoli della Sicilia studiando anche le tradizioni gastronomiche, cercando di mettere al centro l’utilizzo dei prodotti locali, la scelta della filiera corta, il valore della biodiversità e l’importanza del risparmio energetico nella scelta di un cibo piuttosto che un altro.

Gli esperti di Slow Food faranno da coordinatori didattici ma i formatori saranno forniti dall’assessorato alla Salute di Palazzo d’Orleans. La finalità è quella di avere per il futuro dei professionisti del buon cibo e degli educatori che potranno trasferire ad altre persone le competenze acquisite in modo da “contagiare” altre persone verso la cultura promossa da Petrini e dagli altri soci.

Un modo d’imparare diverso che mette i ragazzi di fronte alla responsabilità dello studio facendo comprendere loro quanto potranno essere utili ed importanti anche per altre persone. In Italia d’altro canto serve sempre più puntare sulla qualità della dieta mediterranea anche nell’ottica della prevenzione di molte patologie legate al cibo. Un mestiere che può essere fatto non certo ricorrendo a diete o a dietologi più o meno improvvisati ma creando una cultura gastronomica rispettosa dello star bene e dell’ambiente che ci circonda.

Non è un caso che anche Mario Buffa, il dirigente dell’istituto professionale “Paolo Borsellino”, abbia aderito alla proposta mettendo a disposizione la propria scuola e facendo in modo che diventi un punto di riferimento per la città. Un primo passo che non esclude in futuro il coinvolgimento di altre scuole per allargare sempre più la platea dei futuri “maestri del cibo”.

Come nasce il liceo Slow Food

Il tutto è nato nella testa di Mario Indovina fiduciario del presidio “Slow Food” di Palermo che abbiamo intervistato per conoscere meglio il progetto.

 

Perché un liceo targato Slow Food?

“E’ una storia lunga, è un sogno che si avvera. Da diversi anni vado a fare delle conversazioni nelle scuole con gli studenti. Ho sempre immaginato di avere una scuola orientata con i principi di Slow Food. Ho sempre creduto che sarebbe stato un valore aggiunto. A dicembre mi si è accesa una lampadina. Ho pensato che con il Fed “Formazione educazione dieta”, progetto nazionale per creare un gruppo di formatori che divulga i principi del buon cibo si potesse intraprendere questa iniziativa. Ho pensato di chiedere a qualche azienda privata di sponsorizzare il tutto e ho trovato subito disponibilità. Tramite le loro donazioni siamo riusciti a coinvolgere le classi terze quarte e quinte dell’alberghiero”.

 

Cosa avete proposto agli studenti?

“Grazie al corso i ragazzi di sala e di accoglienza potranno veicolare il messaggio e i ragazzi di cucina operare. Faranno delle lezioni e degli esami e diventeranno educatori: potranno portare la loro esperienza nelle famiglie, nelle scuole, nelle loro comunità”.

 

Un progetto destinato ad allargarsi.

“E’ un modo per diffondere i principi del ministero della Salute e quelli di Slow Food. Mi hanno già chiamato altre scuole e altri sindaci ma prima vogliamo seguire questi 350 ragazzi e offrire loro il massimo”.

 

Quando si partirà in maniera operativa?

“Il corso gestito direttamente dall’assessorato, a gennaio partiranno le lezioni. Entro aprile maggio devono concludersi: 72 ore di lezione”.

 

Cosa impareranno i futuri educatori?

“La formazione la fanno degli esperti. Apprenderanno elementi della dieta mediterranea, l’approccio ad una cena ed ad un pranzo. Tra i ragazzi ci saranno anche dei diversamente abili che avranno un corso dedicato ad hoc. Questo è un valore aggiunto alla nostra esperienza”.

 

Un’idea che è diventata realtà grazie a tante collaborazioni che hanno dato frutto.

“Un’idea vincente perché sono riuscito a mettere tutti insieme. E’ un progetto che è nato nel giro di poco tempo grazie al supporto di ogni attore a cui va riconosciuta la volontà di andare nella stessa direzione per offrire ai ragazzi un’opportunità che potranno spendere anche nella ricerca di un lavoro”.

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