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Giu 11, 2018

Date, commissioni e punti. Siete sicuri di sapere tutto sull’esame di maturità?

Un sondaggio di Skuola.net rivela che gli studenti non hanno idee chiare sull'esame di Stato

Dulcis in fundo la maturità non fa poi così paura agli studenti italiani se è solo il 63% dei maturandi a sapere con esattezza in che giorno inizieranno gli scritti.

Sarà che i ragazzi che si stanno preparando all’esame di Stato sono troppo occupati sui libri di italiano e storia; sarà che c’è una certa ignoranza sulle regole del gioco oppure che i professori non spiegano a sufficienza in cosa consiste questa prova ma di fatto circa quattro studenti su dieci non conoscono le informazioni più banali legate alle prove. A dirlo è “Skuola.net” che  a due settimane dall’inizio degli esami ha sondato 3500 maturandi.

Ma quand’è la maturità?

Il 10% sa che terminata la scuola dovrà tornare sui banchi verso la metà del mese ma non saprebbe dire di preciso quando e il 9% si confonde con la data della seconda prova (21 giugno) mentre il 4% indica il 22 giugno (giorno in cui non sono previste prove, tranne che per alcuni indirizzi). E un altro 14% confessa apertamente di non averne la più pallida idea.

Un terno al lotto “pericoloso” visto che i ragazzi nemmeno sanno come sarà la prima prova

E’ da circa vent’anni che le tipologie in cui si può svolgere lo scritto d’italiano sono sette (l’analisi del testo, il tema di storia, quello di argomento generale e i quattro saggi brevi/articoli di giornale) ma solo il 56% del campione lo sa.  C’è chi si dimentica il tema d’attualità (10%), chi lascia per strada quello storico (12%), chi addirittura entrambi (7%).

Quanti punti valgono le prove?

Regna la confusione anche sulla questione dei punteggi assegnati alle singole prove. In base alle tabelle di conversione elaborate dal Miur, nelle tre prove scritte si raggiunge la sufficienza se si ottiene un punteggio minimo di dieci ma il 60% dei maturandi sostiene che la quota salvezza sia fissata a dodici punti. L’8%, al contrario, l’abbassa a nove punti. Mentre il 20%  nel dubbio si trincera dietro un “non lo so”. Appena il 12% risponde correttamente.

Discorso simile per il colloquio orale: il punteggio corrispondente alla sufficienza è 20 ma solamente uno su tre lo sa (il 33%).

E in questi giorni in cui tutti cercano informazioni sulle commissioni d’esame in molti si chiedono quali saranno le loro funzioni. Spesso non sanno quanti se ne troveranno di fronte nei giorni delle prove. La media rimane quella: solo il 61% è consapevole che la commissione è formata da un presidente esterno e da sei commissari (3 interni e 3 esterni). Non si sa nemmeno chi sceglie le tracce del secondo scritto, diverse per ogni indirizzo.  Il 7% pensa che non le decida nessuno ma  si segua la regola dell’alternanza

E la terza prova? Per il 23% sceglie il Miur. Ma, stavolta, è davvero la commissione a decidere le domande: cosa di cui è a conoscenza meno della metà dei maturandi (48%).

Dati che fanno pensare che in fondo di maturità si parli poco se non nell’ultimo anno e lo si faccia pure male. Negli ultimi mesi, infatti, solo il 58% ha svolto più di una simulazione di prima prova, mentre il 25% una soltanto e il 17% non si è mai esercitato in classe. Non cambia di molto il quadro per la seconda prova: il 47% ha svolto diverse simulazioni, il 34% solo una, il 12% nessuna. Leggermente meglio con le terze prove: il 70% ha cercato di prendere le misure con il quizzone numerose volte, o almeno una il 17%.

 

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