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Giu 13, 2018

Salvatore Giuliano neo sottosegraterio. Chi è il preside che usa gli Oculus Rift e ha tolto le cattedre dalle aule

Il dirigente 4.0 del Majorana di Brindisi e il professore Lorenzo Fioravanti sono i nuovi sottosegretari del MIUR. Un ritratto dei numeri due di Bussetti

Un preside e un economista sono i due nuovi sottosegretari del ministero dell’Istruzione. A lavorare fianco a fianco al ministro Marco Bussetti, in quota Lega, arrivano due uomini del Movimento5Stelle: Salvatore Giuliano e Lorenzo Fioramonti.

Il preside del Majorana di Brindisi

Il primo lo conosciamo. Cinquantuno anni, laureato in economia bancaria, finanziaria ed assicurativa, è conosciuto da tutti come il dirigente 4.0.

 

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Preside dell’istituto “Majorana” di Brindisi nel 2010 ha dato vita al progetto Book in progress: una rete di scuole che usa materiali didattici sostitutivi dei libri di testo, scritti dai docenti. Sua anche l’idea di ridare vita alla Cittadella della Ricerca a Brindisi realizzando un centro di cultura e formazione, uno spazio capace di ospitare gli studenti e di collegare la scuola secondaria superiore all’Università già presente sul territorio oltre che alle aziende.

Il nuovo sottosegretario ha una scuola con aule senza cattedre, colorate, digitalizzate e nelle scorse settimane ha proposto per primo in Italia una sperimentazione posticipando l’orario di ingresso a scuola alle 10. In questi anni Giuliano si è fatto valere per i fatti.

L’innovazione al “Majorana” è l’adozione di “Oculus Rift”, che consente ai ragazzi di immergersi nel sistema solare o nella Cappella Sistina direttamente dalla classe; è la sperimentazione del liceo in quattro anni. E ancora: nel 2017 Ashoka ha inserito il Majorana fra le sue “changemaker school”, ma ben da prima, dal 2014, era fra le 22 scuole che hanno fondato insieme a Indire la rete “Avanguardie Educative”.

 

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Giuliano non ha una storia da “grillino”. Della sua esperienza si sono già avvalsi come esperto (non consulente) sia l’ex ministro Stefania Giannini sia Valeria Fedeli segno che è uno che non guardia in faccia all’interlocutore quando si tratta di dare una mano a migliorare la scuola italiana.

Il suo nome era già uscito dalla bocca di Luigi Di Maio quando presentò la squadra di Governo: avrebbe dovuto sedere al posto di Bussetti ma al tavolo della trattativa con la Lega, quest’ultima ha conquistato viale Trastevere e per il preside del “Majorana” è rimasta la poltrona da sottosegretario.

Ora toccherà a lui continuare a tenere i rapporti con le scuole, gli insegnanti e gli studenti. Da capo d’istituto lo ha saputo fare molto bene. L’ultima volta l’ho incontrato al Salone del libro mentre un suo ex studente lo abbracciava e ringraziava.

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Il professore di economia Fioramonti

Fioramonti è di tutt’altra pasta. Quarant’anni, due figli, è professore ordinario di economia politica presso l’Università di Pretoria e direttore del Centro per lo studio dell’innovazione Governance (GovInn). Nel 2017 ha pubblicato due libri: “Benessere Economia: successo in un mondo senza crescita e Il mondo dopo il PIL: economia, politica e relazioni internazionali nell’era post-crescita”, rispettivamente a maggio e marzo. Secondo il “Financial Times”, Fioramonti sostiene che il PIL è “non solo uno specchio distorto in cui vedere le nostre economie sempre più complesse, ma anche un impedimento a costruire società migliori”. È membro del Center for Social Investment dell’Università di Heidelberg, della Hertie School of Governance e dell’Università delle Nazioni Unite. Le aule delle scuole italiane forse non le vede da molto, dovrà tornarci presto.

 

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