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Giu 21, 2018

Bonus Cultura, cosa ne pensano gli italiani? L’analisi sui social

"Resta ma va corretto" a seguito della protesta il ministro Bonisoli rivede la sua posizione sul Bonus Cultura. Abbiamo analizzato come la questione è stata affrontata sui social

Negli ultimi giorni il Bonus Cultura, l’incentivo alla formazione di 500 euro dato dal Governo Renzi a coloro che nel 2016 e nel 2017 avrebbero compiuto 18 anni, è stato al centro di una discussione molto concitata poiché il neo-ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli aveva dichiarato il 18 Giugno di volerlo togliere per incentivare la fame di cultura dei giovani in un modo differente. Tuttavia, nelle ultime ore vi è stata una modifica della posizione del ministro che ha corretto la propria posizione asserendo di voler mantenere il bonus ma con delle sostanziali modifiche per renderlo più utile, efficiente ed amministrabile.

 

The Fool ha quindi analizzato il conversato incentrato sul bonus cultura per comprendere come le opinioni degli italiani fossero indirizzate attraverso l’utilizzo della piattaforma Crimson Hexagon ed i suoi algoritmi di machine learning atti alla categorizzazione delle tematiche presenti nelle conversazioni. Il tema, infatti, è stato particolarmente sentito dagli utenti della rete e fra i più attivi vi sono stati molti giovani, alcuni dei quali avevano usufruito direttamente di questa possibilità ed altri che avrebbero dovuto accedervi nell’immediato futuro.

L’analisi

Il perimetro d’analisi ha compreso le giornate dal 15 al 19 Giugno 2018 sulle sole conversazioni in italiano presenti nei principali media e social network che si sono aggirate intorno alle 25.000. Si è registrato un picco dei volumi nella giornata del 18 Giugno 2018, coincidente con l’esternazione del Ministro Bonisoli il quale avrebbe invitato i giovani a riconsiderare il valore della cultura e, di conseguenza, la gestione delle proprie finanze, suggerendo di rinunciare ad un paio di scarpe piuttosto che acquisire conoscenza attraverso un incentivo erogato dallo Stato ed ottenuto facilmente. La fonte maggiore del conversato è stata Twitter, seguita con percentuali minori da Facebook, News, Forum, Blog, Youtube ed Instagram.

In linea di massima le opinioni si sono divise in due fasce, da un lato coloro che si sono espressi a favore del bonus cultura (84%) e dall’altro i contrari (16%). Nei cluster, aggregati che mostrano le parole maggiormente utilizzate nei post, sono emerse in modo evidente le differenze. I sostenitori del bonus hanno difeso l’iniziativa attraverso gli hashtag #bonuscultura e #18appnonsitocca, sostenendo che sia compito dello Stato incentivare la formazione dei giovani, come viene dimostrato dalle parole cultura, giovani, formazione e governo. I detrattori hanno anche loro utilizzato l’hashtag principale #bonuscultura, sottolineando però che molti giovani ne hanno usufruito per andare a concerti, al cinema o comprare CD e non per acquistare libri scolastici o intraprendere attività tradizionalmente percepite come strettamente educative. Hanno, quindi, sostenuto come dal loro punto di vista quest’ultime voci non dovessero rientrare nell’utilizzo del bonus, benché fossero tranquillamente previste all’interno del programma stesso.

Date le opinioni contrastanti è stato realizzato un focus proprio sulle parole film, concerto/concerti e discoteca/discoteche emerse in relazione alle critiche mosse al bonus cultura. Su questi argomenti le opinioni si sono spostate, mostrando un 56% di persone a favore della politica ed un 44% contro. Una parte dei contrari non condivideva l’utilizzo del bonus per questo tipo di attività, mentre altri sostenevano che pur non avendola potuta utilizzare negli anni precedenti al 2016 hanno comunque avuto la possibilità di farsi una cultura grazie alle biblioteche, alle riduzioni ed alle giornate ad ingresso libero.

L’inchiesta delle Iene

La polarizzazione si è spostata ulteriormente verso la negatività quando sono state analizzate le parole alcol e gratis associate a molti retweet in cui veniva riportata l’inchiesta realizzata dalle Iene ad Aprile 2018 in cui venivano mostrati dei ragazzi che avevano utilizzato una parte dei 500 euro per comprare l’ingresso alla Festa dei 100 Giorni, un festa pre-maturità aperta agli studenti dell’ultimo anno. In questo caso la visione del servizio ha portato ad un ulteriore spostamento delle percezioni, in cui abbiamo notato una percentuale di contrari piuttosto elevata (83%) contro un 17% dei favorevoli.

Nella giornata del 19 Giugno sembra che il Governo abbia deciso di riattivare i fondi per il 2018 ed il 2019, modificando le precedenti dichiarazioni del ministro, quindi le conversazioni hanno iniziato progressivamente a calare. L’analisi ha mostrato un forte coinvolgimento del pubblico, soprattutto dalla fascia più giovane che ha sostenuto che il bonus, salvo rari casi, è stato un aiuto alle famiglie ed un’iniziativa da riproporre, pur con delle modifiche che vadano a favore delle classi più sfavorite.

Il video

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